Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

finanziaria

Le illusioni di Silvio

E’ ormai da un bel po’ di tempo che Silvio Berlusconi parla di imminente caduta del governo e di elezioni anticipate. Ma i fatti lo hanno sempre smentito. E così anche stavolta è convinto che il governo cada sulla manovra finanziaria. Sarebbe bello se fosse davvero così!
Ma se ci basiamo sulle esperienze passate è difficile concordare col pronostico del Cavaliere. E Berlusconi, continuando con questa nenia, rischia di ottenere un effetto boomerang, cioè di ricompattare la maggioranza grazie all’antiberlusconismo. Una mossa quindi che può rivelarsi controproducente.
Bisognerebbe perciò evitare di strillare ai 4 venti la necessità di nuove elezioni.
E’ vero, il governo è già andato sotto una volta durante questa sessione di approvazione della finanziaria ed è anche vero che la cosa potrebbe ripetersi, ma non illudiamoci: Prodi ha la cocciutaggine di un asino e si ostina a dire che va tutto bene.
Le poltrone sono difficili da mollare, specie per una coalizione così variegata come quella del centrosinistra.

 

La leggenda del pianista senatore

Su questo blog ci diamo delle grandi arie di intenditori della politica e ci consideriamo piuttosto astuti e smaliziati. E’ un’opinione nostra, frequentemente smentita dai fatti: si fa per ridere, naturalmente. Negli ultimi tempi ci siamo dilettati ad ipotizzare tutti gli scenari possibili sulla tenuta del governo, sulle convenienze dei singoli a mantenere la situazione così come sta oppure di spingere per andare al voto, abbiamo parlato di legge elettorale, del Piddì, del centrodestra, dei comunisti, perfino di soggetti apparentemente inutili come Capezzone e giù a sputar sentenze.

 

Lo scoglio della finanziaria

Si profilano tempi duri per la coalizione di maggioranza. L’estrema sinistra ha infatti imposto a Prodi un ultimatum sulla finanziaria. Fabio Mussi e Franco Giordano hanno infatti intimato a Prodi di considerare le loro proposte, pena il mancato appoggio al governo. Come sempre è l’ala massimalista a dettare legge nel centrosinistra.
Ma anche i centristi si danno da fare. Mauro Fabris dell’Udeur avverte: o si vota la finanziaria compatti, o si prende atto che non esiste una maggioranza di governo.
Prodi è accerchiato dai suoi stessi infidi alleati. Che fare dunque? Compromesso anche stavolta? E’ probabile, ma compromesso dopo compromesso, il logorio diventa crescente e l’insofferenza degli elettori anche.
La finanziaria è la legge più importante dell’anno, nella quale, in pratica, viene definita la concreta politica di governo.
Se si è spaccati su di essa, è difficile che il governo possa operare col margine di sicurezza che è necessario avere per concretizzare i programmi proposti agli elettori.

 

Tagli alla spesa pubblica? Ditelo ai ministri..

E’ proprio vero, Tommaso Padoa Schioppa è la classica voce che urla nel deserto. Il ministro ha più volte ribadito che nell prossima finanziaria vi saranno tagli alla spesa pubblica per 21 miliardi di euro.
Peccato però che i vari ministri (e non sono certo pochi..) abbiano a gran voce reclamato finanziamenti per un totale di 31 miliardi di euro. Allora chi la spunterà? C’è da credere che la spunteranno i vari ministri, se non altro per superiorità numerica schiacciante.
Allora come sarà possibile sostenere questa ingente necessità di denaro? La risposta la conosciamo tutti e suona dolcissima per il governo: tasse!
Da notare che non si parla più di diminuzione delle aliquote, bensì di invariabilità delle stesse: detto in soldoni, se ci va bene continueremo a pagare lo stesso (eccessivo) ammontare di tasse.

 
Condividi contenuti