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etica

Me gratto li cojoni!/2

Evidentemente, la Cassazione si è imposta una svolta efficientista. Oggi, dopo il divieto a grattarsi gli zebedei, arriva la sentenza che definisce "ingiuria" il dare del dilettante a qualcuno, specie se è un professionista.

E' bello sapere che c'è un sacco di gente che non ha un cazzo da fare.

 

Me gratto li cojoni!

In fondo, non è che vada poi tutto così male. Prendiamo la giustizia, ad esempio, della quale tutti si lamentano. Un po’ perché giudica a capocchia, un po’ perché per arrivare alla sentenza definitiva ci impiega spesso tempi che superano l’aspettativa media di vita delle parti in causa.

Eppure, quando l’oggetto del contendere è di particolare rilievo sociale, capita che si dimostri in grado di portare a termine il proprio compito con una velocità impressionante.

 

Sensibilità etica

[Da Repubblica]

Faccia qualche esempio dei temi che porterete in campagna elettorale.

“[…] vedo che gli altri candidati cercano di scantonare. Esattamente come cercano di scantonare, congiuntamente, sui temi eticamente sensibili perché ritengono che fanno perdere voti.”

E’ ovvio che Casini si riferisca all’aborto perché se avesse inteso qualche altro classico dell’etica – ad esempio, la candidatura di Cuffaro – avrebbe dovuto ammettere che ci sono alcuni punti vista che i voti li portano. A pagamento, ma li portano.

(Nella foto, pasticci[ni] etici)

 

Ego te absolvo in nomine Patris

Luca Casarini è stato condannato a recitare un’Ave e un Pater poiché ha peccato, ma in nome di un fine nobile e meritevole. Non è la sentenza di un confessionale, ma quella del tribunale del popolo di Padova che, nel riconoscere la colpevolezza del leader no global del reato di interruzione di pubblico servizio, mitiga la sentenza riconoscendo al reo l’attenuante del particolare valore morale e sociale che ha ispirato l’azione.

Ovviamente, lo scopo fu altamente morale e sociale perché Casarini, assieme ad altri intrepidi eroi, a rischio della propria vita e con assoluto sprezzo del pericolo, bloccò il transito ad un treno che trasportava materiale bellico alla base americana di Camp Darby quando la guerra in Iraq faceva ancora notizia.

 

Crepa, ciccione!

Il 2008 comincia con una notizia consolatoria che, sebbene non serva moltissimo a risollevare il morale, ci conferma che l’Italia non ha l’esclusiva sui minus habentes che ricoprono cariche pubbliche. La civilissima Inghilterra, infatti, deve fare i conti con Gordon Brown, successore non eletto di Tony Blair, con la sua frenetica caccia al recupero del consenso perduto (ricorda qualcuno?) e con l’inevitabile cretineria delle proposte che nascono da menti in preda a fortissime crisi di nervi.

Il Guardian riferisce che questo signore avrebbe in testa di condizionare la prestazione di assistenza sanitaria pubblica ad una specie di prova di buona condotta del potenziale paziente. Più in particolare, ai fumatori sarebbe richiesto di smettere e agli obesi di dimagrire pena l’esclusione dalla prestazione pubblica.

 

La morte della politica

Che i moralisti siano peggio dei loro bersagli è fatto ampiamente noto, fatta eccezione per certe culture naif che ancora usano considerare l’etica come parametro fondamentale di giudizio sull’operato degli umani bipedi, molto spesso preferendo attribuire punteggi altissimi ad irreprensibili incompetenti e penalizzando quelli (pochi, in verità) un po’ più maliziosetti, ma capaci. Non è il caso di alcuno di quelli che oggi hanno in mano le redini lente del governo, intendo che di capacità non si vede nemmeno l’ombra, ma quanto a moralismo si sciala abbondantemente e senza mal di capo.

 

Per la libertà di scelta della cura

Quando non sanno più a cosa attaccarsi, arriva il richiamo alla assoluta e inderogabile necessità di recuperare un sistema valoriale che si fondi su una ritrovata etica pubblica capace di mettere al centro la questione morale perché bisogna ridurre la distanza tra classe dirigente e società civile nell’ottica di un nuovo e più costruttivo rapporto di collaborazione che consenta al Paese di intraprendere la strada delle riforme e della modernizzazione.

 
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