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Dini

Il piccolo scrivano fiorentino

La moda della lettera al quotidiano nazionale prende piede e oggi è il turno di Lamberto Dini, compagno della governatrice del Costarica, quello che si è inventato lo schema del voto a favore determinato da una convinzione contraria.

Questo artista della liberaldemocrazia non finisce di stupire e ci tiene a sviluppare una teoria logica che i più hanno faticato non poco a comprendere. Secondo l’ex mammasantissima di Bankitalia, nella coalizione di governo trionfa il partito del tassa e spendi, almeno a dar retta alla serie di provvedimenti (tutti appoggiati da Dini medesimo) che hanno portato ad un aumento della spesa pubblica di qualcosa come 37 miliardi di euro interamente finanziati col furto fiscale.

 

Il campionario del peggio

Non c’era bisogno di andare a guardare le quote dei bookmakers per vincere un bell’eurino sul governo Prodi che salva la ghirba al primo passaggio della finanziaria in Senato. Già ieri si era scritto che l’aria era quella e chi ha sperato fino all’ultimo stando a guardar fisso il televideo ha sprecato una serata che avrebbe potuto essere impiegata in modo migliore.
E’ chiaro che l’autunno di passione non sia finito perché manca ancora l’approvazione dello scempio welfare e la seconda lettura della finanziaria, ma personalmente credo che Prodi passerà anche queste due nottate.

 

In morte del sistema contributivo

Adesso sono proprio curioso di vedere come vota Dini quando sarà chiamato ad esprimersi sulla controriforma sindacalconfindustriale del sistema previdenziale perché dovrà mettere la sua firma sulla condanna a morte della sua riforma delle pensioni.

Tra i tanti punti e punticini del protocollo sul welfare, infatti, ce n’è uno piccolo piccolo che riporta il paese indietro di 20 anni e cambia un’altra volta, di fatto, il sistema di calcolo delle pensioni.

 
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