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dimissioni

Aboliamo le dimissioni

L’unica, vera riforma istituzionale che andrebbe approvata immediatamente in questo paese feudale è l’abolizione di un istituto arcaico e caduto in disuso da tanto di quel tempo che, quando capita che uno lo riscopra, succede il finimondo.

Anzi, siccome si tratta di una vecchia consuetudine di cui si è perso perfino il senso, succede che le dimissioni arrivano quando non hanno alcuna relazione con gli eventi che avrebbero dovuto provocarle perché è chiaro che se Mastella si fosse dimesso a causa di “Why not?” - do you remember? - ci avrebbe fatto la figura del delinquente, ma se rinuncia all’incarico perchè indagato dal parente della sua presunta vittima, ci rimedia la figura del martire. Di più, ci può finanche chiedere la solidarietà urbi et orbi ed imporre al governo di dichiarare la propria adesione morale alla causa della povera vittima.

 

Fare politica, oggi

Partiamo coi ringraziamenti:

“Mastella ha parlato da uomo offeso nel proprio onore e colpito negli affetti più cari. A lui, come ministro, come collega, come politico e come amico, voglio esprimere la mia profonda solidarietà. Egli non ha esitato a far prevalere le ragioni dell’onore e della dignità sua personale e della sua famiglia su tutte le altre motivazioni che avrebbero potuto, come politico, suggerirgli dei comportamenti diversi”.

 

Più troie per tutti

Detto di Cosimo Mele e del suo grottesco festino romano, corre l’obbligo di annotare la decisione di Lorenzo Cesa di accettare, a malincuore, le dimissioni del deputato dall’UDC per incompatibilità dei valori che il partito dice di rappresentare e di difendere.
Siccome il segretario non vuole essere scavalcato a sinistra dal modernismo di Mele, e infrange il decoroso silenzio che avevo già raccomandato qui, prende la palla al balzo e ci mette del suo arricchendo il dibbattito con nuove e stimolanti riflessioni.

 

Sul caso Selva, sembra che la gente abbia cambiato idea

Stando a quanto rivela Gianni Alemanno, pare che la gente, dopo aver subissato di preghiere il senatore di AN Gustavo Selva scongiurandolo di ripensarci e di non dimettersi - in questo subito accontentata per spirito di servizio dal senatore medesimo che ha ritirato le dimissioni -, abbia repentinamente cambiato opinione ed abbia iniziato a fare pressioni sul partito di Fini affinchè il dimissionario pentito venga espulso.

In attesa che Selva prenda atto della mutata situazione e si ridimetta dimostrando la stessa prontezza con la quale ha risposto alla sollevazione di popolo, continuiamo a seguire la vicenda con grande interesse perchè è questa gente qui che aiuta molto il centrodestra a guadagnare consenso e rispettabilità agli occhi dell'elettorato.

Però la gente è strana, questo bisogna pur ammetterlo.

(Nella foto, il taxi di Selva)

 

Caro amico ti scrivo

«Caro Presidente, come ben sai, sulla questione che mi ha visto coinvolto, originata da una campagna di disinformazione scientificamente organizzata a oltre un anno dai fatti e con evidenti finalità politiche tese a colpire me (ma anche a offuscare lo sforzo da te condiviso della lotta all'evasione fiscale ed i risultati che per questa via sono stati ottenuti per il risanamento dei conti pubblici) sono state dette e scritte cose non vere, sovente distorte e spesso del tutto false. Resta il fatto comunque che dall'intera vicenda emerge che la situazione al vertice della Guardia di Finanza è diventata insostenibile. Poiché esiste un conflitto esplicito tra autorità politica e Comandante Generale che può determinare incertezza e confusione nel Corpo, il quale deve invece poter operare in tutta tranquillità. Ritengo possa essere utile per agevolare una rapida soluzione. Ciò appare opportuno anche per il doveroso rispetto delle posizioni manifestatesi in Parlamento.

 
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