Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

Destra

Gli imbecilli siamo noi

Cominciamo da qui: “Andare al voto da soli è un lusso che la situazione del paese non ci consente”. Parole e musica sono di Rosy Bindi, seconda classificata alle primarie del piddì, prodiana incazzata e incazzosa, convinta che la probabilissima sconfitta del PD alle eventuali elezioni anticipate sia un lusso che noi - noi dico il paese - non ci possiamo permettere.

Ma è interpretazione forzata, la mia perché la signora, al pari dell’intero arco costituzionale dei suoi complici (pardòn, colleghi), usa indifferentemente i termini “paese” e “democrazia” come sinonimi di “partito”. E siccome si tratta di significati ampiamente condivisi, da quando Prodi si è consegnato al plotone di esecuzione senatoriale, è tutto un proliferare di gente che si preoccupa degli interessi fondamentali del paese e della salute della democrazia.

 

Forza Adolfo

A leggere Adolfo Urso, potremmo finalmente vedere un partito "quasi liberale" a destra:

In questo sforzo di immaginare il partito di domani, a fare da avanguardia è la fondazione Farefuturo, che prefigura quella "apertura" verso gli esterni che Fini vorrebbe dare ad An. L'animatore del think-tank, Adolfo Urso, è entusiasta dell'operazione e ne illumina il retroterra politico: "A sinistra hanno fatto il Pd e la Cosa rossa, Berlusconi ha lanciato il Pdl e solo Fini dovrebbe restare fermo?". Nella testa del "liberal" Urso, "Alleanza per l'Italia sarà una destra capace di spiegare ai taxisti che 500 licenze in più possono essere una necessità, che può dire ai lavoratori dell'Alitalia che può essere obbligatoria una ristrutturazione anche dolorosa. Come ha fatto Sarkozy con gli insegnanti francesi".

 

Destra, sinistra e la truffa di Giavazzi

Ohibò! Stamane ho scoperto di essere di sinistra e ho avvertito un leggero senso di vertigine che, per fortuna, non ha avuto il tempo di mutarsi in crisi identitaria. Per averne conferma, mi sono fatto un ripassino di uno scritto di Norberto Bobbio la cui rilettura mi ha definitivamente tranquillizzato: potrei essere considerato di sinistra se fossimo nel 1789 e stessimo dibattendo dell’opportunità di schierarsi con o contro il sovrano. Cioè nel tempo in cui vivono attualmente Giavazzi e Alesina i quali hanno scritto e stampato un libro di 126 pagine per dire che il liberismo è di sinistra e che il suo campione è Bersani. Libro ampiamente recensito sulle pagine della “cultura” del Corrierino che oggi smette ufficialmente di essere quello “dei Piccoli” per diventare quello “degli Illusionisti”.

 

Destra e Sinistra

Dopo le ultime amministrative i media nostrani si sono prodigati nell’informarci dello “sfondamento” del centrodestra solo al Nord. Niente di più falso. Il centrodestra infatti non solo ha vinto al Nord, ma ha vinto anche al Sud, come dimostrato dalla vittoria dell’UDC e di Alleanza Nazionale da Roma in giù. Vorrei allora soffermarmi su articolo di Luca Ricolfi (apparso martedì scorso sulla Stampa e ripreso anche in un altro articolo di Italia Oggi) che ribadiva una verità che secondo me non va trascurata: Se al nord è uscito prepotente il gruppo dei contribuenti, ostile alla fiscalità sregolata e vessatoria imposta dal nuovo governo, al Sud invece è cresciuto il suo esatto contrario: un gruppo di elettori della spesa, meridionalista, compassionevole e con l’idea che lo Stato debba per forza di cose elargire. Uno Stato solo dei diritti e non dei doveri che, denifire blasfemo, è poco.

 
Condividi contenuti