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Darfur

Sporchi imperialisti guerrafondai americani? No, cinesi. E allora cala il silenzio

La BBC ha flimato ulteriori prove della violazione dell'embargo ONU sulla fornitura di armi al Sudan, impegnato ad usarle in Darfur per spazzare via una parte della propria cittadinanza. Il governo cinese non si e' quasi neppure preso la briga di negare. Forse era troppo occupato a proteggere un altro tiranno africano, l'ex compagno Robert Mugabe.

Ovviamente, la reazione dei media occidentali e' stata quantomeno modesta, almeno per il omento. Spero di sbagliarmi, ma se le armi fossero state americane, europee od israeliane avremmo probabilmente un caso sbattuto gia' sulle prime pagine dei quotidiani; non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se una qualsiasi nazione occidentale avesse espresso una sola riserva all'idea di sanzionare il tagliagole dello Zimbabwe.

 

Darfur: Khartoum dice ancora no all'Onu

E' successo di nuovo. Ancora una volta (dopo aver dato la disponibilità nei mesi scorsi) il governo di Khartoum ha ritirato la possibilità di far presenziare una forza ibrida di peacekeeper formata da Unione Africana (Ua), ed Onu (neanche 1000 caschi blu) e che avrebbero, tra l'altro, solo dovuto operare a livello logistico. La scusa portata dal governo islamico sudanese e che queste forze sarebbero portatrici di cattivi costumi e - soprattutto per quanto riguarda alcuni contingenti (Ua tanto per intenderci) - avrebbero portato nel paese l'Aids. Suona molto come una scusa.

 
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