
Il concorso della lettera più grottesca inviata al Corriere della Sera lo vince, a mani basse, Giuliano Amato. Sfruttando il vantaggio di scrivere per ultimo, e quindi dopo aver letto quelle dei concorrenti (Veltroni e Montezemolo), si produce in un capolavoro di acrobazia logica e dialettica tutto inteso a dimostrare quanto noi, sciocchi cittadini, ci facciamo condizionare dagli spot dei media sulla criminalità. Secondo Amato, la criminalità semplicemente non esiste, o meglio, esiste soltanto come fenomeno di allucinazione collettiva provocato da giornali e televisioni che calcano eccessivamente la mano su ogni fatto criminale instillando nelle deboli menti dei cittadini paganti l’idea che in Italia i livelli di sicurezza siano non esattamente eccelsi.








