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Corte dei conti

Se la polizia ci rovina l’immagine…

In un Paese dove sono le segreterie di partito a decidere cosa sia e cosa non sia reato, secondo il teorema Filippelli al quale nessuno sembra aver prestato attenzione, è del tutto naturale che la polizia, per il solo fatto di esistere, un po’ nuoccia all’immagine complessiva della nazione causando danni consistenti. Sulla consequenzialità logica dell’assunto non si può obbiettare nulla, e quindi è assolutamente doveroso accendere la luce verde del semaforo anche ad Ermete Bogetti, procuratore generale della Corte dei Conti in Piemonte il quale, approfittando dell’enorme quantità di tempo libero che l’incarico gli concede, si scervella dal 2005 sul modo di portare in tribunale la polizia colpevole di aver agito per sgombrare le occupazioni stradali dei No TAV a Venaus e dintorni.

 

Il consiglio di classe boccia il governo

Fin dai tempi lontanissimi delle mie frequentazioni liceali sono onorato membro di una delle categorie professionali più numerose del paese. Senza entrare troppo nei dettagli, stavo felicemente nel gruppo di soggetti sui quali i professori esprimevano meccanicamente un giudizio che era un capolavoro di politically correct: “Non è che non ci arrivi, è che non si applica”. Una formulazione geniale che si prestava a definire un intero universo di fancazzieri e di piccoli profittatori impegnati notte e dì nella ricerca di ogni trucco possibile per salvare la ghirba alle interrogazioni e di strappare il minimo sufficiente ai compiti in classe.

 

La Repubblica delle banane

Il governo ha stabilito, a suo parere, che Roberto Speciale è un bugiardo. Non si capisce allora perchè si voleva far accomodare il generale della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti (passaggio peraltro bocciato dalla stessa ragioneria di Stato dato che l'avvicendamento non è stato firmato). Un controsenso che determina la cattiva buona fede del governo in carica che prima ha detto che Speciale è un falso dandogli però poi un contentino per tenerselo buono, aumentando ancora di più i sospetti in questa vicenda. Il massimo però lo abbiamo toccato ieri sera a Palazzo Madama. A mia memoria mi è difficile ricordare quello che ho visto dal canale satellitare del Senato. Si votavano infatti le mozioni e gli ordini del giorno presentati sia dalla maggioranza che dall'opposizione riguardo l'operato del governo nel caso Visco/Unipol/Speciale.

 
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