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Corriere

Professionisti dell'informazione

Ieri, sul Corrierino dei piccoli, ampio reportage sul problema del turismo sessuale. Intanto sappiamo che gli italiani che si dedicano a questo tipo di vacanza sono 80 mila, sebbene non si capisca chi li abbia contati, chi li abbia censiti e, soprattutto, su quali basi si affermi che abbiano in media 27 anni e un reddito medio.

 

Commissione Attali mon amour: l'ultima genialata del Corrierone

Segnatevi questo nome: Jacques Attali detto Commissione. Da oggi ne sentirete parlare per una settimana. Il motivo è presto detto: questo signore francese ha dato il suo nome a un pacchetto gigante di proposte di riforma dello stato transalpino voluto dal presidente Sarkozy. Proposte del tutto eterogenee, così come è eterogenea - e bipartisan, visto che al suo interno vede uomini sia di destra che di sinistra - la composizione culturale della commissione. Ma ciò che conta, adesso, non è dare un giudizio complessivo sulla Attali, bensì concentrare l'attenzione su una strategia di costruzione del significato, partita adesso e che andrà avanti per chissà per quanto tempo. Il Corriere della Sera, nella persona del direttore Paolo Mieli, ha fatto sapere al mondo intero che lui non vuole che il paese vada alle elezioni adesso. Meglio, credono a via Solferino, pensare a un governo tecnico che faccia la legge elettorale e si occupi di economia.

 

Lacrime di coccodrillo

"Quindici anni che non sono bastati a smaltire l'ebbrezza della «rivoluzione giudiziaria» che travolse nel disonore la Prima Repubblica, sperando senza confessarselo che i giudici potessero completare il lavoro a danno del nemico politico: salvo accorgersi troppo tardivamente che a Napoli la magistratura nulla sa dello scandalo della spazzatura che oscura il Vesuvio, ma in compenso si prodiga alacremente per sciogliere il mistero delle vallette raccomandate. Quindici anni vissuti nell'ossessione di Berlusconi, convinti che con la sua eventuale uscita di scena i problemi si sarebbero dissolti, che la spazzatura si sarebbe smaterializzata, che la buona amministrazione avrebbe trionfato in virtù di una supposta superiorità morale. Quindici anni a maledire i vecchi partiti, i rimasugli che ne restavano, gli apparati impegnati ad arrestare il luminoso avanzamento del «nuovo», del puro, dell'incorrotto e dell'incorruttibile"

Fonte: Corriere della Sera

 

Disinformazione quotidiana: da Romano Sergio a Romano Prodi

Non so perchè continuo a comprare la carta igienica stampata col logo del Corriere. Forse è un modo inconscio per espiare qualche grave delitto commesso in una vita precedente. Ieri mi capita di leggere, a proposito di supposte similitudini tra il caso Alitalia e la vendita di Alfa Romeo, questa lettera al direttore (minuscolo) e ho rischiato lo svenimento quando ho letto che Romano (Sergio) sostiene che Romano (Prodi), nella vendita dell'Alfa Romeo, usò strumenti di mercato. Affinchè il popolo sovrano si renda conto di come il mercato recitò la sua parte nell'operazione, ecco la ricostruzione della vicenda che i pennivendoli non racconteranno mai e poi mai.

E dopo che l'avete letta, sempre che ne abbiate voglia, ditemi un po' se comprereste una macchina usata dal Presidente del Consiglio in carica (sia chiaro, la scelta di Air France mi trova favorevole, per cui non mi si rompano gli zebedei citandomi Formigoni).

 
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