
Strano destino quello che perseguita la seconda squadra di Milano. Da quasi un anno sembra che l’universo mondo del pallone si stia adoperando per dare ai nerazzurri qualche soddisfazione concreta, qualcosa che abbia un sapore meno acido dell’arrocco in trincea a difesa del Sacro Principio Morale e un trofeo meno biodegradabile di uno impresso nella cellulosa.
A settembre scorso i giochi sembravano fatti: le concorrenti storiche spazzate via o affardellate a colpi di sponsor e agevolazioni sullo shopping di lusso avevano gettato le basi per una trionfale passerella lunga nove mesi con traguardo assicurato in cima alla lista delle pretendenti al primo Trofeo Moratti della storia del calcio nostrano.






