
Detto di Cosimo Mele e del suo grottesco festino romano, corre l’obbligo di annotare la decisione di Lorenzo Cesa di accettare, a malincuore, le dimissioni del deputato dall’UDC per incompatibilità dei valori che il partito dice di rappresentare e di difendere.
Siccome il segretario non vuole essere scavalcato a sinistra dal modernismo di Mele, e infrange il decoroso silenzio che avevo già raccomandato qui, prende la palla al balzo e ci mette del suo arricchendo il dibbattito con nuove e stimolanti riflessioni.






