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centrodestra

Sarà la volta buona?

ci siamo tolti di mezzo la serpe?

Sembra finalmente arrivato Il momento di un si una lista unica di centrodestra. Soprattutto se i cosiddetti" centristi" di Udc e Udeur verranno davvero lasciati fuori, potremmo essere alla vigilia della nascita di un vero partito liberale e conservatore in Italia; una conseguenza parzialmente inattesa, vista l'offerta estesa anche all'UDC. Si continua a sperare che si tratti di offerta di pura cortesia e non di genuino desiderio, in modo da poterci finalmente liberare di alcune fra le  peggiori caricature di politici che abbiamo la sfortuna di ritovarci.
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.

 

Centrodestra, adieu/2 - Il compromesso impossibile

Sì, non ho resistito. Avevo promesso a me medesimo che avrei evitato travasi di bile e post incazzosi per un certo periodo di tempo. Invece la bestiolina che c’è nel mio piccolo cervello continua a ripropormi da giorni il discorso di Ratzinger alle ACLI nel quale si dichiara, finalmente, quale sia il modello di società e il programma economico del mondo cattolico.

Ecco, nella piena e legittima libertà di fare propaganda per il sistema che si giudichi migliore, i sedicenti liberali che hanno intenzione di votare per il centrodestra non appena avranno finito il teatrino dei pupi dovrebbero porsi seriamente una domanda: quale compromesso è possibile con il mondo cattolico? Ebbene, stando alla traccia illustrata dal Capo in testa di quell’associazione, l’unica risposta possibile è nessuno.

 

Centrodestra, adieu

Non interesserà a nessuno, ma il sottoscritto ritorna nel limbo degli annullatori di schede elettorali professionisti a partire dalla prima tornata utile e a tempo indeterminato. Le ragioni sono molte, prima fra tutte l’assoluta inconsistenza della parte politica che speravo più vicina al mio modo di vedere le cose. I fatti però dicono cose diverse e, in un modo o nell’altro, bisogna pur prenderne atto. Ergo, la ex casa delle libertà vada pure per la sua strada neostatalista, populista e clericoassistenzialista, ma ci andrà senza il mio piccolo e irrilevante avallo.

 

Operation SichelSchnitt

Ieri, in una serata apparentemente tranquilla e dopo 18 mesi di “finta guerra”, è scattata l’Operazione “Colpo di falce” grazie alla quale Silvio Berlusconi, in versione Heinz Guderian pre natalizia, si presenta bello fresco alle porte di SedAN e coglie i suoi ex amici addormentati nei bunker della nuova Maginot.

Niente da dire! Con i suoi duecento difetti, Berlusconi resta uno degli animali da piazza più eclettici della storia repubblicana e conserva intatta una capacità di reazione che fa impallidire i presunti eredi del leader della ormai fu Forza Italia.

 

La batracomiomachia

Mentre sopra la superficie del mare il governo lotta faticosamente per stare a galla e tutti i componenti dell’Unione sacrificano aspettative e prospettive per tenere insieme il governo e per evitare il ritorno di Berlusconi , alcuni zoologi marini più abituati ai costumi degli squali e dei caimani, ritengono che una delle battaglie più sanguinose in corso dentro l’accrocco di centrosinistra, sia quella di fare precipitare la crisi prima o dopo il 14 ottobre (data presunta della nascita del Pd. Un ora dopo il 14 ottobre, il patriottismo interno all’Unione cresce al massimo, Walter Veltroni è più bello di quel mascalzone di Garibaldi, più regale di Vittorio Emanuele secondo e Napolitano non può non dargli l’incarico di governare. Per malissimo che vada, Veltroni ha un esperienza politica di lungo corso che gli garantisce 24 -30 mesi di governo con buona pace di Giordano , Rutelli, Mastella e Diliberto.

 

Il Cav tende la mano a D'Alema

E' inutile che si stiamo a prendere in giro, le intercettazioni sul caso D'Alema/Unipol hanno un fattore politico e non penale. Magari moralmente discutibile se vogliamo, ma non stiamo a prenderci in giro, la politica va per forza di cose a braccetto con l'economia, ed il potere politico in Italia viene rafforzato da quello delle Banche (almeno da noi, da altre parti funziona anche diversamente). Quello che invece stupisce è stata la sinistra che per anni ha inveito ipocritamente contro Berlusconi ed il suo conflitto di interssi. Ma ancora più interessante è sottolineare come all'epoca una parte della sinistra stava puntando parecchio sulla scalata all'Unipol, mentre un'altra parte no. Fino al punto di mettere i bastoni fra le ruote. E così poi alla fine è successo. Facendo un rapido calcolo possiamo quindi intuire come già da allora la futura maggioranza di governo fosse già divisa al suo interno. Divisioni "sottocoperta" ma che alla fine sono e risulteranno fatali. Ma non finisce qua perchè di certo non ho intenzione di sparare a zero su D'Alema e soci, come fecero loro su Berlusconi.

 

Si salvi chi può

Strano deja-vu quello di oggi. Mi sembra di vedere il Silvio Berlusconi alle amministrative di qualche anno fa. Anche allora, sulla rimonta di Fassino e Rutelli, il leader della Casa delle Libertà aveva minimizzato tralasciando il dato del malcontento. Errore che gli fu fatale. Come il Cavaliere di allora oggi la sinistra minimizza sulla sconfitta. A Romano Prodi, impegnato in Francia con Sarkozy, sarebbe bastato vedere il sorriso a paresi di Vannino Chiti nella trasmissione Porta a Porta di ieri, per rendersi conto della reale situazione dei suoi luogotenenti. Oppure gli sarebbe bastato vedere l'imbarazzo di Mastella (seduto fianco a Chiti) o peggio ancora sentire il ministro Di Pietro tirare acqua al suo mulino (Italia dei valori) davanti alla sconfitta dell'Unione ribadendo che lui ed il suo partito avevano aumentato il voti. Segnali importanti che sottolineano come ormai - ad un solo anno di distanza dal quel famigerato 9 di Aprile - i marinai stiano già abbandonando la barca per colpa di qualche "iceberg" di troppo.

 
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