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CEI

Catechismo elettorale

In giorni come questi, mentre Pechino scatena l’inferno in Tibet, la CEI ha altro da fare che preoccuparsi di esprimere la propria disapprovazione nei confronti di un governo col quale la chiesa cattolica ha rapporti diplomatici assai difficili. In questo si allinea obbedientemente alla scelta del doloroso silenzio ratzingeriano: i tifosi cattolici dicono che sia per questioni di prudenza o di realpolitik, il resto della curva sostiene, con molte ragioni, che si tratti di bieco cinismo.

 

Precisazioni

"E' sbagliato confondere la Santa Sede e la Conferenza episcopale italiana come spesso avviene sui mass media e nella polemica politica". [fonte]

Giusta precisazione. Mai confondere il mandante con l'esecutore.

 

 

La CEI dice no al testamento biologico

E’ presente solo fra le pieghe dell’informazione di questo periodo. Se ne parla a mezza bocca e quasi sussurrando. Ma la contestazione dei Dico è stata solo lo specchietto per le allodole per ‘testare’ la piazza (riempita da molti fedeli a disagio, ma anche e soprattutto dalle organizzatissime Acli) e vedere quanti si possono smuovere agitando lo spauracchio dell’attentato alla famiglia (organizzazione sociale in crisi da moltissimi anni e non certo a causa delle sempre più numerose unioni di fatto). Ma ora si sta preparando un’altra battaglia e questa sarà assai più difficile. Perché riguarda davvero tutti i cittadini: è l’offensiva sul ‘testamento biologico’. Da mesi oramai il professor Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità della Camera , cattolico osservante eletto fra le file dei DS, sta conducendo la sua battaglia per arrivare ad una legge che dia indicazioni precise su questo delicato argomento.

 
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