Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

casta

La casta siamo noi

Prendo spunto da questo post di uno dei blogger di destra che stimo di più, Abr, per dire nuovamente la mia sulla vexata quaestio dell’annullamento volontario della scheda elettorale. Lì viene rimproverata a me, e ad altri, la scelta di un ritiro volontario sull’Aventino ispirata in parte dallo snobismo (cosa vera, almeno in parte) e in parte da uno sviscerato amore per la purezza teorica del liberalismo che non ammette compromessi (cosa meno vera).

 

La sberla

Invece di aggiungere altre parole a questa politica rigonfia di paranoie e congetture, occorre un semplice gesto: una sberla, un’affettuosa ma decisa sberla per questa classe politica che continua a ficcare la testa nella sabbia dei giochi di potere. Sono bastate le elezioni anticipate per scatenare le papille gustative di questi cani di Pavlov. Tutti a sbavare per le liste, le candidature, il posto giusto in lista. Tutti, nessuno escluso. Tutti fulminati sulla via di Roma, sia provenendo da destra che da sinistra. Berlusconi già pregusta il ritorno a Palazzo Chigi annunciando che la prima legge del nuovo governo sarà sulle intercettazioni telefoniche. La sinistra non ha più niente da dire e spera solo di cadere in piedi. A parte queste seghe mentali sull’esito del voto, silenzio assoluto. Silenzio sul lavoro, sull’immigrazione, sulla sicurezza, sullo sviluppo, sulla sanità, sulla scuola, sulla politica estera, sulla questione energetica. Silenzio sulla realtà – e quindi sulle persone che sono oppresse da questa realtà.

 

Solidarietà sospette

"Mi dimetto perchè tra l'amore per la famiglia e il potere, preferisco il primo".

La solidarietà a Mastella arriva da ogni politico in circolazione, a prescindere dallo schieramento di appartenenza, ma anche dalla società civile. Unica eccezione, la comprensione con riserva da parte di Di Pietro, probabilmente a causa di antiche ruggini personali. Tra i tanti commenti, si segnala quello di Bernardo Provenzano il quale, rotto il famoso riserbo nel quale si è chiuso da tempo, avrebbe confidato ai suoi vicini di cella che, nei panni del forse ex Ministro della Giustizia, avrebbe detto le stesse cose.

(Nella foto, uno di famigghia)

 

Silenzio! Il blog tace (e la mafia incassa)

La mafia è la più florida azienda italiana. Fa rabbrividire l’apatia con cui la denuncia è stata accolta come fosse un rapporto sui consumi di panettoni sotto Natale. E’ un pugno nello stomaco gonfio d’aria della politica. Infatti il coraggioso grido delle vittime precipita nel fondo buio del silenzio. Emana fetore l’indifferenza del governo che si cimenta nei soliti espedienti per sopravvivere. Ma non fa più notizia. La vera notizia è che anche tanti blog si lasciano accalappiare dal feticismo del potere invece di puntare sulla realtà. I blog sputano sulla casta, ma continuano a parlarne e alla fine, come la casta, non dicono niente di nuovo. La realtà resta, le seghe mentali scivolano via. 

 

Bellissimo bamboccione

Anche io credo che chi rimane in casa con mamma e papà fino a quarant’anni possa essere considerato un “bamboccione”. La scusa della “congiuntura economica” non regge. E’ solo un paravento per non prendersi le proprie responsabilità di fronte alla società e di fronte a se stessi. Il problema però non è tanto in questa critica - che alla fine lascia il tempo che trova perché ognuno di noi ha la sua storia – ma nel Ministro dell’Economia, che non può permettersi, come rappresentante degli italiani, di dire cose del genere. Quando i nostri politici capiranno che nella posizione che ricoprono non è possibile dire quello che si vuole, non sarà mai troppo presto.

 

Mastella contro tutti

Il mestiere (o il piacere) dello scrivere è davvero strano. Mai mi sarei aspettato di assumere l'onere di buttar giù due righe a difesa di Clemente Mastella. Eppure eccomi qui a farlo. Certo, il tentativo è parecchio ardito, perché quando tutto il mainstream e la blogosfera sono di fatto contro il Ministro, in un’ondata di populismo credo senza precedenti in Italia (forse solo Craxi e Berlusconi riuscirono nell'impresa di scatenare tale reazione), diventa difficile trovare una qualsiasi tesi favorevole a supporto della difesa. La mia simpatia però verso l’individuo bersagliato, verso il rinnegato, verso il boia di turno è per me un richiamo troppo forte per non tentar tale impresa titanica. 

 

E' che li paghiamo poco...

Clemente Mastella è sempre stato un uomo coraggioso e coerente fino all’autolesionismo con i suoi valori di base, principalmente con quelli monetari. Infatti, a dispetto del clima non proprio favorevole alla casta politica che si respira ultimamente, il boss di Ceppaloni non si pone problemi di popolarità e si unisce virtualmente alle rivendicazioni salariali della CGIL come un metalmeccanico qualsiasi facendo notare al popolo sovrano che la tanto vituperata classe politica non è pagata così tanto come si pensa. Anzi, forse prende meno del dovuto. Si badi bene, “del dovuto” non è termine di riferimento gettato lì a caso: Mastella non vuole neanche affrontare l’argomento del merito, ma si limita ad osservare proprio l’inconsistenza stipendiale dei parlamentari ai minimi di decenza.

 

Miracoli veltroniani: zone sismiche nomadi a Roma

Il Colosseo sorgerebbe in una zona sismica. E' miracoloso come in duemila anni il monumento sia potuto sopravvivere.
Miracoli degl'ingegneri edili al servizio degli antichi imperatori; gli epigoni dei Cesari, invece, si devono accontentare del piccolo miracolo burocratico permesso dalla dichiarazione di zona sismica, che permetterà di comprare a prezzi scontati gli appartamenti di proprietà pubblica in un'area fra le più costose di Roma.
Per equità e solidarietà nei confronti dei romani meno fortunati e lontani dal centro storico, il miracolo si è ripetuto a nord di Roma, dove terreni sismici sono divenuti improvvisamente edificabili.
Ave, Walter! Il sindaco di Roma e futuro ras del partito democratico, d'altronde, non è nuovo ai miracoli: dotato del dono dell'ubiquità, riesce a candidarsi alle primarie e contemporaneamente andarsene in Africa. Impossibile? Certo che è possibile, altrimenti sarebbe un bugiardo, e sappiamo che LVI  - il Walter - ha sempre ragione.

 

Caro amico ti scrivo

«Caro Presidente, come ben sai, sulla questione che mi ha visto coinvolto, originata da una campagna di disinformazione scientificamente organizzata a oltre un anno dai fatti e con evidenti finalità politiche tese a colpire me (ma anche a offuscare lo sforzo da te condiviso della lotta all'evasione fiscale ed i risultati che per questa via sono stati ottenuti per il risanamento dei conti pubblici) sono state dette e scritte cose non vere, sovente distorte e spesso del tutto false. Resta il fatto comunque che dall'intera vicenda emerge che la situazione al vertice della Guardia di Finanza è diventata insostenibile. Poiché esiste un conflitto esplicito tra autorità politica e Comandante Generale che può determinare incertezza e confusione nel Corpo, il quale deve invece poter operare in tutta tranquillità. Ritengo possa essere utile per agevolare una rapida soluzione. Ciò appare opportuno anche per il doveroso rispetto delle posizioni manifestatesi in Parlamento.

 
Condividi contenuti