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Casini

Fenomeni democristiani

Ora che il Parlamento è stato composto ed il governo si è insediato, è ancora più chiaro come l’heartquake elettorale, causato dal duo Berlusconi-Veltroni, abbia completamente ridisegnato la politica italiana. La mancanza della sinistra radicale però, non è nulla se confrontato con la situazione del centro italiano, capeggiato da Pier Ferdinando Casini. Se la sinistra estrema infatti trova il suo proseguimento moderno (Riformismo) nel Pd, il centro, cioè l’ex Democrazia Cristiana, si ritrova molto ridimensionata e del tutto ininfluente sulle decisioni da prendere nel paese.

 

Sensibilità etica

[Da Repubblica]

Faccia qualche esempio dei temi che porterete in campagna elettorale.

“[…] vedo che gli altri candidati cercano di scantonare. Esattamente come cercano di scantonare, congiuntamente, sui temi eticamente sensibili perché ritengono che fanno perdere voti.”

E’ ovvio che Casini si riferisca all’aborto perché se avesse inteso qualche altro classico dell’etica – ad esempio, la candidatura di Cuffaro – avrebbe dovuto ammettere che ci sono alcuni punti vista che i voti li portano. A pagamento, ma li portano.

(Nella foto, pasticci[ni] etici)

 

Sarà la volta buona?

ci siamo tolti di mezzo la serpe?

Sembra finalmente arrivato Il momento di un si una lista unica di centrodestra. Soprattutto se i cosiddetti" centristi" di Udc e Udeur verranno davvero lasciati fuori, potremmo essere alla vigilia della nascita di un vero partito liberale e conservatore in Italia; una conseguenza parzialmente inattesa, vista l'offerta estesa anche all'UDC. Si continua a sperare che si tratti di offerta di pura cortesia e non di genuino desiderio, in modo da poterci finalmente liberare di alcune fra le  peggiori caricature di politici che abbiamo la sfortuna di ritovarci.
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.

 

Non è ancora il partito delle Libertà. Potrà mai diventarlo?

Sognavo da tempo un colpo di reni come questo da parte di Silvio Berlusconi, un sonoro vaffa a centristi e "moderati" fino all'immobilismo ed alla rassegnazione. Purtroppo, come in certe favole, il sogno rischia di tramutarsi in un mezzo incubo, a causa dell'occasione e del modo in cui si è realizzato. Purtroppo, ieri non è nato il Partito delle libertà, come qualcuno crede. E' nato un "Partito del Popolo italiano", populista nel nome e nelle premesse:

«è quello che la gente vuole»

 

Operation SichelSchnitt

Ieri, in una serata apparentemente tranquilla e dopo 18 mesi di “finta guerra”, è scattata l’Operazione “Colpo di falce” grazie alla quale Silvio Berlusconi, in versione Heinz Guderian pre natalizia, si presenta bello fresco alle porte di SedAN e coglie i suoi ex amici addormentati nei bunker della nuova Maginot.

Niente da dire! Con i suoi duecento difetti, Berlusconi resta uno degli animali da piazza più eclettici della storia repubblicana e conserva intatta una capacità di reazione che fa impallidire i presunti eredi del leader della ormai fu Forza Italia.

 

Ancora tasse, ancora sulle tasse

Stabilito che anche Dio desidera che le tasse si paghino, il governo pare si voglia mettere subito al lavoro per aumentarle, stavolta “riallineando” le aliquote sulle rendite finanziarie attraverso l’adozione di un’aliquota unica al 20% sui guadagni derivanti da investimenti sul mercato dei quattrini, BOT inclusi. Era scritto nelle sacre tavole del programma unionista e non c’è da sorprendersi se questo punto troverà applicazione senza tanti scontri nella maggioranza perché, quando si tratta di passare all’incasso, sinistra riformista e sinistra radicale diventano improvvisamente un sol uomo e agiscono con lodevole compattezza. Così, mentre c’è un pezzo di paese che comincia a prendere in seria considerazione lo sciopero fiscale, cioè l’idea neanche tanto bislacca di non pagarne punte, una ristretta minoranza di bolscevichi d’assalto studia il sistema per chiederne un po’ di più dell’anno precedente che la famiglia aumenta e le bocche da sfamare crescono con lei.

 

Dopo Berlusconi, il vuoto?

Ieri sera, complice Gtalk, si cazzeggiava serenamente con Gregorj il quale, da simpatico fetente sinistroide quale è, poneva una delle poche domande che possono mettere in imbarazzo quelli che non hanno votato Prodi. Una domanda che ci si fa spesso anche noi e che si potrebbe sintetizzare in un generico: “Ma dopo Berlusconi?”.

Nella sua genericità, secondo me è la domanda chiave che ci si dovrebbe fare un po’ tutti perché un conto è auspicarsi un repentino prepensionamento del rottame democristiano attualmente a capo del governo, ma ben altro conto è chiedersi come sostituire questa autentica sciagura umana che ci ritroviamo tra i piedi.

 
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