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Luci della ribalta

Vi consegno codesto pezzo redatto dal valentissimo Doktorfranz per agevolare ai più la comprensione dello Calearo-show messo in scena dal Grande Cineasta che guida il PD verso l'immancabile vittoria. Fatene buon uso.

A tutti, si sa, piacciono le luci della ribalta, anche a Massimo Calearo.

C’è chi, per essere protagonista, si lancia in promesse da imbonitore e chi mette in mostra due tette nuove di zecca, ma all'ormai ex-presidente di Federmeccanica le morbide protuberanze non si addicono granché ed i proclami paiono alquanto inflazionati.

Gli sarebbe tanto piaciuto far sua la poltrona dell'amico LucaLuca, però - ahilui - vi ha da tempo virtualmente adagiato le terga la Siora Emma, la quale – umana ingratitudine! - nemmeno l’avrebbe considerato per un ruolo di rilievo. Lui! Lui che tanto ha fatto per sé (e va ben “butei”, chi è senza peccato scagli la prima pietra), ma soprattutto per gli altri.

 

Trombati preventivi

Se George W. Bush ha inventato la guerra preventiva per giustificare una guerra dopo averla scatenata, in Italia ai politici tremano le mani per la paura di venire trombati ancora prima del voto. In Sicilia è scoppiata la lupara elettorale tra Miccichè e Lombardo, poi c’è De Mita che si vede prematuramente stroncata la sua carriera dopo soli 45 anni da parlamentare e i Radicali che, in onore al principio del sesso libero, stanno contrattando con Veltroni l’importo della loro prestazione elettorale nel Pd. Destra, centro e sinistra: la paura di non ritrovarsi candidati è uguale per tutti. Dalla competizione per il voto alla competizione per la lista, ecco il kamasutra della democrazia nuda di valori. Le candidature sono diventate come embrioni da preservare ad ogni costo, come vorrebbe Ferrara: non si butta via nessuno. Il diritto alla vita (politica) è sacrosanto. Quindi la corsa alla poltrona parte con una feroce corsa alla candidatura.

 
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