Le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto. I primi sentori erano già arrivati dal rapporto al Congresso del generale Petraeus, ma ora i dati indicano chiaramente una svolta sensibile nell'approccio degli Usa al conflitto iracheno. I numeri ed i segnali incoraggianti che continuano ad arrivare dall'Iraq sono palesi e non mentono. Settembre è stato il mese meno sanguinoso dell'anno come numero di militari americani e civili iracheni rimasti uccisi. Fonti di Baghdad hanno fissato a 827 il numero dei civili morti nel mese appena concluso, con un calo del 48% rispetto ad agosto. Nello stesso tempo, il bilancio dei caduti americani è stato di 66 militari uccisi, il totale più basso dall'agosto 2006.
Bush
Le donne sono tutte puttane

Per fortuna gli squinternati non sono un’esclusiva della classe dirigente italiana. In Francia, per esempio, il buon Sarkòzy ha nominato ministressa delle aree urbane una intellettuale Christine Boutin salita agli onori delle cronache per la sparata sull’undici settembre. Secondo la ministressa francese, è probabile che dietro gli attentati alle torri gemelle ci sia niente meno che Bush in persona.
Qualcuno si chiederà quali prove abbia raccattato per fare un’affermazione del genere e, considerando che lo scoop arriva da una che ricopre un ruolo istituzionale di rilievo in un Paese dal peso internazionale non esattamente trascurabile, quel qualcuno penserà anche che ci abbia pensato più di una volta prima di fare una rivelazione tanto scioccante.
Uno, nessuno e cinquantamila

Uno – E’ Romano Prodi, sorridente amicone di Gorge W. Bush con il quale, a detta di D’Alema, sta nascendo addirittura un flirt segreto. Colpo di fulmine tra i due, sempre secondo D’Alema, grazie allo charme fisico del vostro presidente del consiglio che impone all’indesiderato ospite alleato il peso di una personalità fortissima e di una capacità fuori dell’ordinario di scatenare simpatie “naturali”. In pieno delirio dei sensi le vecchie ruggini vengono dimenticate nel solco di un nuovo rapporto di collaborazione che ci vede, di nuovo, nel ruolo di ponte occidentale verso il mondo arabo. Siamo di nuovo un paese affidabile, ma non scodinzolante, capace di offrire al mondo intero una vera alternativa per la soluzione dei problemi di relazione tra fanatici del corano ed esportatori di democrazia. Bush è stato travolto dall’operazione simpatia del governo italiano che ha organizzato, a prezzi di saldo, un corteo festoso in omaggio del nostro ospite.
Esagerati
Romanone nostro, sazio al limite dell'umano di wurstel e crauti, si lamenta del fatto che siamo sempre i soliti. Secondo la sua autorevole opinione, il problema dell'annunciata manifestazione anti-Bush è stato drammatizzato. Che gli sia sfuggito questo?
AAA Repubblicani cercasi

Ultime notizie dall’Iraq: il numero dei feriti tra i soldati americani ritorna a crescere nella fase in cui, tra autobombe, attacchi e rastrellamenti, il piano per la sicurezza di Baghdad raggiunge il picco degli scontri. Non è un messaggio confortante per il presidente impegnato a duellare a colpi di veti e votazioni contro l’opposizione alla guerra da parte della maggioranza al congresso. Ora anche i leaders della minoranza repubblicana al senato iniziano a sfogliare il calendario chiedendo sostanziali miglioramenti in Iraq prima della fine dell’anno. Il clima tetro che circonda il partito repubblicano fa precipitare l’umore dei suoi candidati alle presidenziali, sulle cui spalle il peso dell’Iraq e di Bush sta diventando insostenibile.






