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Bossi

Sensibilità ferita

"Quella di Berlusconi è una strategia. Ultimamente tutte le volte che ha parlato gli è scappata qualche battuta non proprio felice, come il consiglio alle precarie di sposare un miliardario: non si scherza sui problemi della gente. Piuttosto che dire cose simili è meglio che taccia...". Non è un'affermazione di UolterUeltroni, ecumenico buonista, ma di Umberto Bossi, anima sensibile del centrodestra.

In effetti male ne incoglierà al leader del Partito delle Libertà se non darà retta al saggio consiglio di chi, ispirato dalla prudenza e ligio al fine "dicere", ebbe modo di criticare con la consueta misura l'ex Prefetto di Milano, Bruno Ferrante, a proprosito dell'idea di assegnare alloggi a quelle simpatiche canaglie di "bingo bongo" degli immigrati.

 

Guerre fiscali, tregue fiscali e finzioni tributarie

Romano Prodi e le cheerleader democratiche hanno ben poca ragione per lanciare anatemi contro Umberto Bossi e le sue (discutibili) dichiarazioni:  il loro Ministro Dell'Economia ipertecnico ha impiegato il medesimo linguaggio del becero "senatur", parlando di "finanziaria di tregua fiscale".

Il vocabolario impiegato dal Ministro dell'Economia smentisce chiunque pretenda che il governo sia animato da ideali di giustizia, a meno di non definire giustizia quella bolscevica o giacobina nel pieno del Terrore: se si parla di tregua, significa immaginare di essere in guerra con una parte della nazione, non certo a caccia di qualche evasore - compito che oltretutto spetterebbe a Vincenzo Visco e non certo a TPS. Evidentemente, si è trattato di un lapsus freudiano, che rimarca una volta di più la natura illiberale del Governo Prodi: con l'evasione, i sudditi si ribellano e di conseguenza meritano d'essere schiacciati, con ogni mezzo.

 

Quel gran "calibro" di Umberto Bossi

Dico "calibro" perché, ovviamente, trattasi di pistola (che se chi legge è del Nord sa benissimo quello che vuol dire). Delle sue fucilate e pistolettate però ne abbiamo ingoiate parecchie, perché se è vero che i pallettoni fanno male quando però è il momento di andare a votare si aprirebbero ai bracconieri persino le oasi del WWF. E mentre eravamo tutti trafelati a disfare le valige e a prepararci a tornare a lavorare, ecco che ti spunta invece lo sciopero fiscale di Umberto Bossi, un “cadeau” pre-settembrino che suona molto di propaganda è poco di tattico.

 
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