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Beppe Grillo

Un'ingiustizia!

Perché uno sì e l'altro no? Questo mi sembra vero e proprio razzismo. Solo ieri le prime pagine dei giornali on line - e poi anche le rispettive edizioni cartacee - erano piene della più fervida e pelosa indignazione per una di quelle notizie un po' così: Marco Ahmetovic, il 22enne rom che la sera fra il 22 e il 23 aprile travolse e uccise, col suo furgone, quattro ragazzi di Appignano del Tronto, sarebbe diventato testimonial allo scopo di promuovere una serie di gadget con il marchio "Linearom".

 

La fatwa di Grillo

Se l’antipolitica è quella di Beppe Grillo, allora tanto vale tenerci stretta la politica scalcagnata che abbiamo perché, anche se è difficile da credere, nel cambio saremmo destinati a perderci.

Dopo l’exploit del Vaffanculo Day in occasione il quale abbiamo avuto un primo assaggio dello spirito riformista che scalda il sangue nelle vene del blogger più famoso del mondo, cioè l’idea di trasformare il nostro pessimo codice penale in uno ancora peggiore che si ispiri apertamente al diritto canonico, siamo arrivati alle omelie domenicali.

 

Grillismo, Cesarismo in sedicesimo

Magistrale citazione di Veneto Liberale da Max Weber, sul pericolo della deriva "cesaristica".
Ci preoccuperemmo per l'emergere del Grillismo e dei Grillini, se non fosse che persino il buon Franco Grillini ci sembra più credibile di Beppe Grillo per la parte del leader carismatico e cesarista (le nostre scuse all'Onorevole Grillini per l'accostamento)

HT: Venetoliberale

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Beppe Grillo qualunquista? Magari!

Beppe Grillo è davvero ammirevole: lo accusano di essere antipolitico? E lui risponde con il gesto più politico e politicante di tutti: la formazione di liste elettorali. Il termine più corretto lo da' probabilmente Salon Voltaire: paraculo. Non cominciamo quindi a parlare di qualunquismo, perché sarebbe un insulto al Fronte dell'Uomo Qualunque ed un enorme favore a Grillo: i qualunquisti impiegavano metodi sguaiati per proporre misure che, tutto sommato, avrebbero difeso la libertà individuale i Italia, mentre Grillo propone slogan che otterranno nella pratica l'effetto opposto.

 

Parla il maestro di Beppe Grillo - Esclusiva

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Il trionfo di Mr. Bean

Siamo un grande paese, checché ne pensino all’estero: sfido chiunque a trovare un precedente anche lontanamente simile a quanto abbiamo avuto la fortuna di vedere sabato scorso. Per quei due che non lo sapessero, sabato si è tenuta la più grande seduta psichiatrica collettiva che si ricordi a memoria d’uomo durante la quale decine di migliaia di frustrati inconsapevoli del senso delle loro azioni si sono consegnati anima e corpo ad uno dei più famosi ciarlatani che bazzica la rete. Piazza Maggiore a Bologna, vista in tivvù, aveva l’aria di una riunione dell’anonima alcolisti dove tutti si incoraggiano e si abbracciano ripetendosi: “Ce la puoi fare!”, mentre sul palco la Wanna Marchi della politica scandiva le condizioni straordinarie riservate ai primi centomila che firmano alle quali si poteva acquistare l’elisir della salvezza.

 

Paraculo Day

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Paraculo day

Antonio di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, aderisce entusiasticamente alla grande iniziativa di impegno civile che va sotto il nome di Vaffanculo Day organizzata dal teleimbonitore della italica Scientology politica Beppe Grillo.

Ora, che un comico si diletti a prendere per i fondelli il suo amato gregge ci sta dentro alla grandissima: fa il suo mestiere, e bene. Ma che un Ministro attualmente in carica partecipi ad una manifestazione avente per oggetto lo scopo di mandare affanculo lui e tutta la sua congrega ha qualcosa di patologico.

Restiamo in attesa delle valutazioni di Romano Prodi, generoso dispensatore di consigli sulla coerenza, sull'opportunità che un ministro del suo governo scenda in piazza per manadare apertamente affanculo non solo il premier, ma anche se medesimo. Che sia l'ennesima prova della serietà al governo? [See video]

 

La difesa della razza

Meno male che i nuovi media dovevano contribuire a fare dell’informazione e dell’opinione un qualcosa di diverso dal mainstream. Infatti si scomoda niente meno che il vate del Web consegnando ad imperitura memoria il solito post sul presunto razzismo italiano che si aggrappa con le unghie all’ennesimo caso di violenza sessuale commessa da un branco di coglioni compatrioti ai danni di una diciassettenne (anche lei tricolore) pontificando sulla diversa discrezione che i media riservano a notizie di questo genere.

 
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