Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

Amato

Lo slalom sul pacchetto sicurezza

“Questa operazione risponde ad un progetto che ha come motore gli esponenti della sinistra più radicale che rappresenta chi non crede nella legalità”. Parole forti che certo non lasciano dubbi quelle dichiarate dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati il quale, davanti alla massiccia fuoriuscita dalla sua maggioranza di molti Ds, rispetto al problema della sicurezza del capoluogo emiliano, non ha dubbi:”Sono attriti che certamente si riproporranno anche dal punto di vista nazionale”.

 

Scenditi le mutande che ti devo parlare

Per combattere il fenomeno della prostituzione, Mr. Amato propone rendere “inconciliabili” le multe elevate agli sporcaccioni colti a scambiare opinioni con le peripatetiche e di mandare a casa loro il verbale. Idea interessante, sebbene non nuovissima, dato che la gogna è stata per secoli uno strumento di espiazione largamente diffuso e assai utilizzato.

E’ solo l’inizio, ovviamente, perché alla seconda infrazione la pena sarà la fustigazione dell’apparato genitale del recidivo da eseguirsi nella pubblica piazza e alla terza si va dritti sulla ruota a far da merenda ai corvi.

Eppure, nella sua crudele spietatezza, si tratta di un provvedimento iniquo perché non tutti gli onorati puttanieri sono sposati per cui il verbale a casa finirà per premiare i singles che non devono rendere conto ad alcuno di eventuali deprecabili devianze.

 

La pena a punti

Il prossimo varo del pacchetto sicurezza di Amato ha gettato nel panico le associazioni tra omosessuali che temono di non essere doverosamente citati a parte come categoria protetta nel prossimo provvedimento. E riattaccano con la solfa della discriminazione ripetendo gli sterili piagnistei sulla cittadinanza di serie B e sull’emarginazione dal consesso della società civile. Secondo quanto riferisce Aprileonline, questa cosa che ci sarà l’aggravante per la violenza sulle donne, ma che non si farà parola di omosessuali, bisessuali, trans e lesbiche (cazzo!

 

I marziani si accorgono dell'emergenza sicurezza

Poco importa da dove vengano (si potrebbe dire da Marte, ma sarebbe scontato).
Il problema vero è che li abbiamo alla maggioranza e questo complica un po’ le cose.
Le complica perché alla fine questi signori dovrebbero essere coloro che ci governano ed invece, più i giorni passano, e più si stenta a riconoscerli come cittadini italiani.
Completamente distanti dal reale bisogno del cittadino, lontani dall’impresa e con una cultura economica che rasenta gli anni’50.

A questo punto viene davvero da pensare che i signori in oggetto possano essere davvero sbarcati sulla terra da Saturno, ed invece purtroppo non è così. Questi sono italiani, ma vivono in un mondo tutto loro. E la cosa buffa e vedere il loro stupore (in ritardo di qualche decennio) mentre ascoltano i cittadini che forse hanno capito, ben prima di loro, come stanno le cose.

 

Un velo pietoso anche su Amato

Sarà il caldo, sarà la tensione che stringe lo stomaco del governicchio, ma sembra che ognuno dei notabili abbia definitivamente concessa la libera uscita all’ultimo rimasuglio di buon senso sopravvissuto ad un anno e mezzo vissuto pericolosamente.

 

Licenza di uccidere, parte seconda

Come si poteva facilmente prevedere, la politica si scatena sull’argomento del giorno. Tanto, tra un paio di settimane cominciano gli incendi e tutti addosso ai piromani che è anche stagione.

Il compito in classe di oggi, però, è: “Soluzioni al problema degli ubriachi al volante” e tutti si cimentano nello svolgimento proponendo, guarda caso, la medesima soluzione. Cioè, farsi pagare di più.

 

Se vuoi un lavoro diventa extracomunitario

Week-end di ansia per Giuliano Amato il quale, trascorsi gli ultimi giorni della settimana in un sudario morale causato dalla ferale scoperta che rinnovare il permesso di soggiorno costa 70 eurini, ha interessato direttamente Romano Prodi della questione ricevendone un ampio:

“Fai quel cazzo che ti pare che io avrei anche i miei problemini”.

 

Per la libertà di scelta della cura

Quando non sanno più a cosa attaccarsi, arriva il richiamo alla assoluta e inderogabile necessità di recuperare un sistema valoriale che si fondi su una ritrovata etica pubblica capace di mettere al centro la questione morale perché bisogna ridurre la distanza tra classe dirigente e società civile nell’ottica di un nuovo e più costruttivo rapporto di collaborazione che consenta al Paese di intraprendere la strada delle riforme e della modernizzazione.

 
Condividi contenuti