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"Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi." - Luigi Einaudi
Ubikindred:
Bene, questo secondo intervento risulta (quasi) privo di offese del tutto gratuite e perciò certamente più compatibile con quella "convivenza civile" che citi (in realtà lievemente a sproposito), anche se ancora risulta fastidiosamente evidente una spocchiosa sedicente superiorità morale, che nessuno al mondo può in realtà attribuirsi, ma che è sempre stata di gran moda tra i virtuosi - anche se tutt'altro che razionali, in quanto decisamente dogmatici - nipotini di Marx.
Dal punto di vista puramente tecnico, la pericolosità delle molteplici forme di inquinamento risulta ampiamente in discussione tra gli addetti ai lavori, che modificano nel tempo le posizioni in relazione ai dati forniti dai nuovi studi: si chiama "metodo scientifico" e non dà alcunché per scontato ed immutabile, al contrario di quanto fanno troppi ambientalisti d'accatto, tutti tesi a combattere il "nemico", di volta in volta identificato con i simboli che più ne colpiscono la fantasia.
Vorrei anche ricordare al distratto (?) interlocutore come motori da 2500-3000 cc (ed oltre) siano tutt'altro che una prerogativa dei Suv, ma di utilizzo molto comune in tutte le vetture di dimensioni superiori alle utilitarie, specie gettando lo sguardo al di fuori degli stretti confini nazionali.
Non mi addentrerò - per non tediare inutilmente chi legge - nei dettagli tecnici, ma occorre anche tener presente - tra l'altro - il rendimento termodinamico di qualunque macchina (in senso fisico, non automobilistico del termine) nelle condizioni reali di utilizzo: non è una questione così banale come taluni impreparati ed indottrinati oratori sembrano ritenere e non mi pare il caso di approfondirla in questa sede.
La questione di fondo che si evidenzia, però, riguarda la concezione di società che si gradisce: rigidamente regolata in nome di un supposto bene comune (e sorge allora il grave problema di "chi" e "con quale diritto" sia deputato a stabilirlo), oppure strutturata in base a poche norme condivise senza dogmatismi, ma con grande disponibilità al dialogo ed al cambiamento.
Purtroppo le prima opzione comporta - sempre - una dose di intolleranza alquanto inaccettabile per chi non sia un seguace acritico dei modi talebani ..... :-D