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"Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi." - Luigi Einaudi
Non è Tinta l'ingenua, ma io che ti ho preso sul serio fino a circa metà post e mi chiedevo che c'entrasse la foto di Fassino (ah ah)!
Leggi agevolative, investire in noi stessi...quante belle parole!
Il problema è che la maggior parte non ha né i capitali, né le idee, né la voglia di intraprendere la gloriosa attività dell'imprenditore e assumersene di conseguenza tutti i RISCHI (anche quello di fallire e ritrovarsi in mutande). Senza contare che di agevolazioni ce ne sono, specie per determinate categorie (mi viene da pensare alle imprenditrici donne).
Alla maggior parte di noi basta andare a lavorare le canoniche otto ore, tornare a casa e prendersi lo stipendio, per magro che sia, ogni 27 del mese.
Io più ci penso, più credo che sia un circolo vizioso:
costo del lavoro troppo alto, troppi vincoli, poche assunzioni, disoccupazione, meno consumi, meno vendite, aziende sempre più in difficoltà, licenziamenti;
tanta flessibilità, contributi più leggeri, più precarietà, stipendio da fame, maggior sfruttamento del lavoratore (o collaboratore, fa più fine e non indica necessariamente un rapporto di lavoro subordinato anche se nei fatti spesso lo è), più incertezza per il futuro, frustrazione, meno consumi e il ciclo si ripete come prima.
Mi chiedo: come se ne può uscire cercando di garantire un minimo di flessibilità senza costringere il lavoratore a stipulare mille contrattini di 3-6-9 mesi per chissà quanti anni prima di stabilizzarsi e avere finalmente un po' di tranquillità?