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Politica

E' finita la luna di miele?

Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, hanno traghettato insieme questi primi giorni di governo sul leitmotiv del «volemose bene». Buone maniere e copiosi fiumi di insulina, hanno fatto da introduzione al nuovo parlamento, ai primi ministri ed ai primi disegni di legge (alcuni ambiziosi, altri meno). «Pacatamente e serenamente» al Cavaliere non è sembrato vero l’aver iniziato così la sua neo-legislatura che, nei suoi intenti, servirà (circa a fine mandato) a dare pieni poteri al presidente della Repubblica (in una sorta di modello all’americana) e di poter poi tranquillamente sostituirsi, in un futuro prossimo, al posto di Napolitano. Il piano è ben concepito.

 

Fenomeni democristiani

Ora che il Parlamento è stato composto ed il governo si è insediato, è ancora più chiaro come l’heartquake elettorale, causato dal duo Berlusconi-Veltroni, abbia completamente ridisegnato la politica italiana. La mancanza della sinistra radicale però, non è nulla se confrontato con la situazione del centro italiano, capeggiato da Pier Ferdinando Casini. Se la sinistra estrema infatti trova il suo proseguimento moderno (Riformismo) nel Pd, il centro, cioè l’ex Democrazia Cristiana, si ritrova molto ridimensionata e del tutto ininfluente sulle decisioni da prendere nel paese.

 

Desperate Democrats

UolterUeltroni si aggrappa alle casalinghe di Voghera. Tanto, paga Pantalone.

 

Sensibilità ferita

"Quella di Berlusconi è una strategia. Ultimamente tutte le volte che ha parlato gli è scappata qualche battuta non proprio felice, come il consiglio alle precarie di sposare un miliardario: non si scherza sui problemi della gente. Piuttosto che dire cose simili è meglio che taccia...". Non è un'affermazione di UolterUeltroni, ecumenico buonista, ma di Umberto Bossi, anima sensibile del centrodestra.

In effetti male ne incoglierà al leader del Partito delle Libertà se non darà retta al saggio consiglio di chi, ispirato dalla prudenza e ligio al fine "dicere", ebbe modo di criticare con la consueta misura l'ex Prefetto di Milano, Bruno Ferrante, a proprosito dell'idea di assegnare alloggi a quelle simpatiche canaglie di "bingo bongo" degli immigrati.

 

Il dado è tratto

Qualcuno avrà notato che negli ultimi giorni qui si è battuta la fiacca. Vero, e mi dolgo, ma ragioni di ordine superiore hanno richiesto tutte le energie disponibili altrove. Oggi apre, o riapre come vi pare, Giornalettismo. Ma si tratta di qualcosa di molto diverso da quello che fu sia nell’impianto sia nelle ambizioni. Cosa si candidi a rappresentare ve lo spiega in modo eccellente il buon Gregorj col quale, per circa tre mesi, ho discusso e lavorato splendidamente. Qui voglio soltanto ringraziare le decine di persone che hanno scelto di seguirci su questa strada mettendo a disposizione tempo e lavoro in cambio, per adesso, di una pacca sulle spalle.

 

Questa qua fa l'insegnante

Fosse solo una candidata premier, pazienza. Ma fa l'insegnante e questo un po' di preoccupazione la darebbe anche se vivessimo in un paese normale.

 

 

Marianna Binetti

Bella prova della giovine sirena di UolterUeltroni spedita a far proseliti tra i lettori del Foglio. Un paio di giorni fa, alla ragazza hanno organizzato una bella intervistina da Ferrara nella quale presentarsi come futura sposa umile e devota, tutta casa e famiglia. Così, dopo l'esordio un poco traballante e un'accoglienza in rete piuttosto freddina, scopriamo che il compito dell'algida collaboratrice di Letta il Giovane è stata reclutata con l'idea di farne il rassicurante riferimento per i cattodemocratici.

“Io sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Certo è che anche per esperienza personale mi sono resa conto di quanto sia sottile la linea di demarcazione tra le cure a un malato terminale e l’accanimento terapeutico nei suoi confronti. Quindi dico no all’eutanasia, ma penso che l’oltrepassamento di quella linea sottile vada giudicato – in certi casi – da un’équipe di medici; comunque non dal diretto interessato o dai suoi parenti”

 

Quanto mi costi

Sempre più impegnativo portare a spasso per la penisola il pullman verde della rivoluzione democratica. Sarà colpa del prezzo del greggio, ma lo staff di UolterUeltroni si è visto costretto alla questua elettorale per pagare autostrada e benzina: da soli non ce la fanno e non hanno la possibilità di anticipare un euro in attesa dei rimborsi post elettorali. Costa ‘sta politica se i circa 10 milioni che arriveranno nelle tasche del partito dopo la farsa del voto e i 50-75 mila euro pagati dai candidati sicuri per il loro posticino in lista non bastano per il pieno dell’autobus.

 

Ali-che?

Finalmente entriamo nel vivo della questione Alitalia e le opzioni possibili cominciano a delinearsi, soprattutto dopo le esternazioni del Cavaliere Nero. In attesa che si riuniscano i consigli di amministrazione di tutte le aziende interessate, con l’eccezione della pizzeria “O Vesuvio” i cui titolari sono in ferie fino al 25 marzo (diavolo d’una Pasqua “bassa”!), ecco una sintesi dei progetti allo studio.

 

Catechismo elettorale

In giorni come questi, mentre Pechino scatena l’inferno in Tibet, la CEI ha altro da fare che preoccuparsi di esprimere la propria disapprovazione nei confronti di un governo col quale la chiesa cattolica ha rapporti diplomatici assai difficili. In questo si allinea obbedientemente alla scelta del doloroso silenzio ratzingeriano: i tifosi cattolici dicono che sia per questioni di prudenza o di realpolitik, il resto della curva sostiene, con molte ragioni, che si tratti di bieco cinismo.

 
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