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nessuna

READY, STEADY, GO

Pronti, via, il Manchester è un monumento d'antipatia, non fosse altro che schiera quel bufalotto di Van Der Saar in porta. Ed il cestista mancato che un tempo dovevi chiamarlo per nome oltre che per cognome, come un Patrizio Sala qualunque.

Il Chelsea resiste, Drogba non mi piace, non è che sia poi 'sto granché. Lampard si, ti prende, goal a parte quando si gira da fermo e stampa la sconfitta sulla traversa rossa è impressionante.

Tevez è un hico de puta ma diciamocelo, sembra l'argentino che hanno in mente gli inglesi quando han voglia di prender per il culo l'hinchada di Baires. Storto, infame, collo con rughe da ergastolo, una cattiveria proteica asportata a una fogna e aspirata col latte.

Più che un calciatore, sembra la reclame, tutta british, della carne (argentina) guasta.

Van Der Sar, insieme all'uscente campione d'europa

 

Radio Serva- a parte che non fai ridere

Bertolino, quel comico lungagnone che più di tutti fa ridere, é il preferito, il Bar del Ciambellino di Lumezzane quando il giovedì sera é di turno il televisore, ha scritto un curioso msg al nostro Montero77. Nel quale, a parte uno sfondone pressoché inutile sull'Heysel, partita che fu giocata e festeggiata (lo san persino i Pizzul) per ordine della polizia belga e della Comunità Europea, a parte ritritare il luogo comune (dei tempi di Altafini) sulla Juve che non fa strada in Europa "echissàperché" con relativa strizzata d'occhio e, come secondo, sguardo intelligente (se valgono anche le finali perdute siamo come il Milan, gente), a parte essere se stesso dico, se ne esce con un curiosissimo peana contro i mercenari. David Trezegoal e Mauro German, zingaro del dollaro. (Capirai il secondo, come Totti Pupone che é scemo, Nedved il cascatore, Del Piero il mini e Pippo mio detto il Batacchio, che fantasia). Ebbè ?

 

Radio Serva-E' ricominciata la lagna-Si, vi si nota di più quando perdete e ve ne compiacete

L'industria culturale dell' "Ah, che bello, non sappiamo esser cattivi, noi siamo l'Inter", tutta roba che nulla ha a che vedere con la Grande Inter di Moratti padre e Italo Allodi padre (di Moggi), tutta roba nata ai tempi di Pasinato, Beccalossi e Scanziani, ai tempi delle braghe bianche di Fraizzoli e dei biscotti con il Genoa, della scoperta della Coppitalia e più in generale dei premi di consolazione, le targhe Beppe Viola, i premi Campiello, gli Ultimo minuto fatti a suon di mete splendidamente fallite all'ultimo secondo ed é pur bello così, proseguita e consacratasi coi bauscia per eccellenza come Zenga e Ferri e Beppe Baresi (gente che in Juve l'avrebbero presi a calci, anziché costruirci sù una poetika del Ciambellino buona per grassare scrittori, comici e sfigati in generale), ha ripreso, grazie a quell'angelo vendicatore e sterminatore del molto pratico signor di Camoranesi, gente che non legge giornali e non si arrapa alla visione di "Baciami stupido", gente che mozzica se gli stai stendendo la mano per darti complimenti anziché soldi o la mercede del primato, a st

 

Radio Serva- Resurreziò, Resurreziò (grazie, Signore, grazie)

Altro che Tar, altro che alta corte e bassa cucina. Quando si tratta di attenersi al principio di realtà, la palla é tonda ed insieme male e bene, bianco e nero, quando si tratta di scendere in campo vinciamo sempre noi. Con la nostra solita malizia, le solite recriminazioni altrui, il solito Del Piero capace di sbagliare le cose più facili solo per questo e capacissimo di realizzare tutto il resto, vinciamo al meglio con le contestazioni, la cattiveria, la fame, la mentalità e le nostre spalle larghe. Un Moratti in tribuna e a casa sua, il pianto d'un Mancini, un nostro goal crudele e zingaro. Ve l'avevo detto che sarebbe stato lui, quello per i soldi, quello che non é nulla né carne della Plata né cuore di mamma, quello che non canta l'inno ma nemmeno forse in cielo lo fan più angeli così, l'hombre del partido. Miglior regalo di compleanno non potevano farmi. Altro che Moggi ? Non scherziamo, é una bestemmia, questi son solo fanti.

 

 

Radio Serva- Tar 2

Qui c'è poco da svicolare, gente. A me di parlare della Gran Provinciale di quest'anno, e di amennicoli, roba per Cobolli Gigli abituato alla squadra per la quale tifano dalle sue parti di cafone lombardo, come il punticino sul Milan o la Viola quando di punti potevan essere tre solo non si fosse tenuto a riposo il quartier generale della squadra, chiaro indizio di mentalità che fa provincia del suo allenatore che, lo dissi dal primo giorno, andrebbe cacciato per indegnità morale a stare su quella panca (non siamo grati per i terzi posti, e neanche per i secondi), non interessa proprio. Qui c'é stata la sentenza del Tar di Moggi, gravissima perché rischia di mandar a puttane un lavoro di due anni. Noto un silenzio assurdo, Rocca tace, Montero77 tace, l'avvocato di Moggi tace, il principale tace, alla fine parliamoci chiaro. Qui parlano solo i giornali sportivi e non, facendo castronate. Tipo Rep il cui cronista parla della smentita della vulgata moggiana riguardo la sola violazione dell'art.1. Vulgata moggiana 'sto cazzo, è nella sentenza che Palazzi ha costruito arrivare all'illecito dalla sommatoria dell' 1.

 

Radio Serva- E io che sono (il gemello di) Carletto

C'è un, discreto, film di Pupi Avati nel quale, attorno a un tavolo di poker, si fanno e disfano alleanze. Nel sequel, i due ex "nemici" s'alleano a sorpresa (fino a un certo punto) per far fuori il truffatore misero e cialtrone cui era andata bene la prima volta. La seconda, stiamo a vedere. Il campionato vede sei lunghezze appena tra la formazione cui per pena "raddoppiano gli stipendi" e quella per cui fan il tifo i pentiti, si stava meglio quando c'era Moggi ché oggi il "furto" si chiama fuori dal peccato in una paraumanitaria philo da United colours of Benetton, del Romanista. Noi, sabato, ve li terremo fermi. Non so quanto potrete recuperare in settimana ("santa", ce l'hanno fatta apposta), ne ho stimati, e qui lo dico, quattro. Ma. Casomai. Putacaso sabato, il giorno prima il mio compleanno, avvenisse in dono nientemeno che l'aggancio, questa volta, son due anni che l'aspetto, vengo sotto a'curva. Nerazzurra eguale.

 

Radio Serva-di più, di più

Ferrara "litiga" da Telese, una settimana fa, lo si vien a sapere solo ora (e grazie a Blob). Questiona col conduttore, bravo ma permalino, dà giustamente della poseur alla Gravina che fa la battuta cretina, dà contezza dell'indifferentismo morale dei tecnici del raschiamento come l'abortologa non obiettrice. Telese poi si vendicherà, cercherà di farlo, riproponendo nel Tetris con Pannella e Mughini spezzoni della carriera tv di Giuliano come alto monito pregno di moralismo fumantino (e sperando Mughini, che ha lasciato il Foglio per motivi economici, raccolga, come Mughini d'altronde fa). In tutto questo le quotazioni a sinistra di Adriano Sofri, che ha scritto furbamente il Contro Giuliano, risalgono e ne son contento. Voglio dire. Adriano scrive bene, è un uomo intelligente e, quel che è meglio, soavemente intelligente. Potrebbe zuccherarti il caffè come mandarti a fare in culo senza muoverti neanche un muscolo di faccia contro lui. Voglio dire, abortisti, nuore, aspesi, bignardiche e gravine varie.

 

Radio Serva- I dieci punti del candidato numero diciotto

Concordo sui dieci punti. Concordo anche che alcuni punti, tipo quelli all' 8 e 9, siano messi in agenda. Chi legge il curriculum da legislatore di molti politici trova spesso presenti quei temi, sia che ci sia riusciti a incidere, sia che ci si sia limitati a presentare disegni di legge, ma l'importanza é la lotta. Ci sono obiettivi di vasto respiro, penso a mutui e primarie per non parlare del terremoto all'Università, e ci sono alcuni santuari tipo i monopoli di stato sulle bollette (leggi, scommesse) della gente che sono molto più importanti in termini di volumi monetari di quanto mediamente se ne parli. Sono punti ambiziosi, se si riesce a raggiungerne anche solo uno sarà un successone. Se si sta coi piedi per terra. Se poi si pensa che la politica debba cambiare l'antropologia italiana, buonanotte, manco coi panzer, e poi in fondo perché.

 

Radio Serva-la sindrome dei garfield

Ferrara é un gran poeta. Quel grande poeta, poeta, grasso, ricco, con una moglie con le palle, che, insomma, ha molti elementi, molte cose, tanti attributi per meritare di farsi odiare. E' uno che se é stato fedele solo al suo danaro per me é già una gran cosa, non avendo coltivato dunque perniciose attaccature attaccaticce e sudaticce alle (sue) idee. E' uno che non si scherza, niente affatto santo, un po' più navigatore. Men che meno perfetto, che sia furbo come agile é un dono e Domineddio veglia sopra i gatti, li fa pasciuti e liberi per questo e a forza. Oggi é un uomo stanco ma sereno, e chiunque lo vede. Ha la serenità del condannato a perdere stavolta, e gli fa tanto bene. A me guardarlo mette pace e bene addosso, io vedo in lui un uomo non redento, meglio. In pace con se stesso. Non é un bonario e straripante uomo d'amore, in vita sua a parte, credo, Selma, avrà adorato giusto un cane. Ma fa bene la sua parte autentica di uomo in non vile corpore pacificato.

 

Radio Serva-Felicità é-(pazza rosa amala)

La squadra per la quale fan il tifo Rosa Bazzi ed Olindo Romano raggranella tra andata e ritorno il 3-0 del 1965, ma a parti invertite. La squadra per la quale tifano i coniugi di Erba e tutta la migliore collezione di ottusangoli di Brera, quella pazza cozza amala dal nome e la formazione più internazionale possibile e la tifoseria più decentrata in provincia di Paperino che si ricordi, esce dalla principale competizione mondiale per club (giudicata l'anno scorso, al culmine dei festeggiamenti tra Desenzano e Salò, alla pari se non inferiore ad un banale scudetto) prendendosela col suo miglior giocatore, il miglior giocatore del mondo, uno che le ha fatto reparto e campionati da solo in questi anni di primato e di non gioco, con il solito "bidone" infertole dalla Juve, con il solito bidone (questo autentico, il Burdisso due fisso del mitico signor di Christian Rocca) arrecatole dal signor Presidente.

 
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