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International

Sharia una pessima idea

burqa

Dr. Rowan Williams, Archbishop of Canterbury, leader della Chiesa anglicana, è sempre stato un grande amico della sinistra - il leader religioso ideale per ogni intellettualoide borghese che si rispetti. Eppure ieri ha fatto qualcosa che neanche il sinistro più ottimista - l'idealista disingenuo, buono, Walter V. Obama - avrebbe mai potuto immaginare: ha detto una cosa talmente stupida da riuscire a mettere d'accordo la sinistra filo-israeliana di Nullo, islamoscettici con una incomprensibile pazienza per quel sempliciotto di Bush, e i Guardian(i) radical-chic, relativisti con un cuore talmente grande da trovare posto per l'intero popolo palestinese (is there such a thing?) and beyond.

 

Brown in recessione

Brown

Quale suprema ironia che dovrà essere proprio Gordon Brown, l’uomo che si è vantato di aver regalato al Regno il più lungo periodo di crescita economica, quarter upon quarter, dal 1701, a dover presiedere ad una crisi economica che sembra, ormai, inevitabile. Gli analisti – come si dice – hanno già smesso di discutere del ‘se’, e si interrogano solamente riguardo il ‘come’: sarà cioè vera e propria recessione (definita come almeno due trimestri consecutivi in negativo), o solo un significativo rallentamento (comunque traumatico per un paese che, solo tre anni fa, viaggiava vicino al 4% di crescita annua)?

 

Gordon's troubles

Se Blair non fosse cosi’ impegnato a salvare il mondo, si starebbe pisciando sotto dal ridere nel vedere Gordon Brown che sprofonda cosi’ presto. Sei stato dieci anni a rompermi i coglioni perche’ volevi ‘sto lavoro, Gordon. E io te lo dicevo che era un mestiere infame, soprattutto per quelli come te, preparati, intransigenti, colti, incorruttibili. Adesso hai capito, Gordon? Io cercavo solo di proteggerti: non hai la pasta del primo ministro, io l’ho sempre saputo. Non sei capace di rovistare nel fango, di ingoiare la merda.

 

La paura e il buio. Ecco l'Occidente

La barbarie piomba sul Medioriente. Non è un’orda di trogloditi in cerca di razzie. E’ l’Occidente iper-tecnologico che sfodera la clava delle sanzioni economiche e del taglio dell’elettricità per colpire i suoi avversari arabi. Gli Usa sorpassano le Nazioni Unite e approvano l’ennesima raffica di sanzioni contro l’Iran, mentre Israele decide di interrompere l’erogazione dell’energia elettrica a Gaza. La strategia è di prostrare la vita quotidiana per far desistere Teheran dal fabbricarsi in casa la bomba atomica e per bloccare i razzi scagliati da Gaza su Israele. Presidenti e segretari di stato duellano come fossero re e regine. Ma la scacchiera è sempre costituita da carne umana, quella di uomini e donne che scontano con la loro vita i conflitti tra gli stati. Mai nessun attacco diretto tra le teste coronate. Sono sempre i pedoni del popolo a rimetterci.

 

Israele si ferma per Yom Kippur

25 ore di preghiera e di digiuno da venerdì 21 settembre a sabato 22 settembre 2007

Il 22 settembre 2007, con inizio al tramonto della sera precedente, ci sarà Yom Kippur e poi, il 27 e 28 settembre (con inizio al tramonto del 26) la festività di Sukkot (che ha comunque durate diverse in Israele e nella diaspora).

Per il Kippur è previsto un digiuno di 25 ore per concentrarsi completamente nella preghiera e nella meditazione.

A Gerusalemme è tradizione recarsi al Muro Occidentale (Ha-Kotel) per chiedere perdono a Dio per le proprie colpe e i peccati commessi.

 

Ciak si gira! La Turchia invade l'Iraq

Se la seconda guerra mondiale scoppiò per una farsa inscenata il 31 agosto 1939 da tedeschi travestiti con uniformi polacche che incitavano all’aggressione contro la Germania, perché un’altra sceneggiata non potrebbe scatenare un’incursione della Turchia in Iraq?

 

A lezione da Blair e Gheddafi

A volte ritornano. Non si tratta di morti viventi. Non ancora. Ma è il finale di partita il vero momento in cui la storia scrive il suo verdetto, zittendo ogni pregiudizio e sfatando qualunque previsione. Succede allora che Tony Blair, giovane e brillante stella costretta a spegnersi per motivi incomprensibili in Italia, dedichi l’ultimo mese della sua vita politica a viaggiare per l’Africa e per portare l’Africa sull’agenda del prossimo G8. E succede pure che la visione globale della politica di Blair cammini mano nella mano con la promozione degli interessi inglesi. Allora la notizia non è solo che Blair il moribondo è più vivo che mai. La vera notizia è che Blair arriva in Libia, incontra Gheddafi – un altro leader dato per morto – e stipula due accordi economici stellari. Primo.

 

Rivoluzione Sarkozy - atto secondo

Sembrava scoppiato dopo il botto della vittoria. Invece sono bastati due giorni di sole e di mare per ricaricare le batterie ed ecco Sarkozy che brucia nuove tappe prima ancora di prestare giuramento. Nel volgere di pochi giorni il neo-eletto presidente ha scompaginato le convenzioni della politica parigina dimettendosi dalla presidenza del suo partito, convocando i sindacati e gli imprenditori e compilando la lista del suo governo. Operazioni d’immagine per mettere in pratica il suo decantato decisionismo, tutte convergenti sullo stesso bersaglio: tramortire politicamente la sinistra dopo averla fracassata elettoralmente. La strategia è antica: dividi e comanda.

 

Il suicidio dei palestinesi

Punto e a capo. Il finale dell’ennesima puntata quotidiana di omicidi incrociati tra le due fazioni al potere in Palestina si conclude con la replica della solita tregua. Prima le scariche di fuoco per abbattere leaders e militanti dei gruppi armati, giusto per far capire che le armi restano il vero scettro del potere a Gaza. Quando i caricatori si sono esauriti, allora scatta la tregua mediata dagli arbitri egiziani, che vale giusto il tempo di procurarsi nuove munizioni e scegliere nuovi bersagli. Fantasie?

 

Sorry, Mr. Blair!

L’addio a Tony Blair val bene l’eccezione di scrivere in prima persona. Tony Blair è stato l’unico leader che mi ha fatto provare simpatia per il Labour. Sarà anche l’ultimo. E’ naturale quindi che le parole che sto scrivendo siano intinte nel doppio sentimento dell’amarezza e della nostalgia. Si può dire di tutto su Blair. Il tempo è stato l’asso con cui prima ha vinto tutto ma con cui dopo ha riperso tutto. La sua virtù più brillante è stata la forza che ha avuto nel rompere col passato per portare il futuro nella realtà.

 
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