Qualcuno avrà notato che negli ultimi giorni qui si è battuta la fiacca. Vero, e mi dolgo, ma ragioni di ordine superiore hanno richiesto tutte le energie disponibili altrove. Oggi apre, o riapre come vi pare, Giornalettismo. Ma si tratta di qualcosa di molto diverso da quello che fu sia nell’impianto sia nelle ambizioni. Cosa si candidi a rappresentare ve lo spiega in modo eccellente il buon Gregorj col quale, per circa tre mesi, ho discusso e lavorato splendidamente. Qui voglio soltanto ringraziare le decine di persone che hanno scelto di seguirci su questa strada mettendo a disposizione tempo e lavoro in cambio, per adesso, di una pacca sulle spalle.
Cronaca & Giustizia
Professionisti dell'informazione

Ieri, sul Corrierino dei piccoli, ampio reportage sul problema del turismo sessuale. Intanto sappiamo che gli italiani che si dedicano a questo tipo di vacanza sono 80 mila, sebbene non si capisca chi li abbia contati, chi li abbia censiti e, soprattutto, su quali basi si affermi che abbiano in media 27 anni e un reddito medio.
Futili motivi

Et voilà, come volevasi dimostrare! La Procura di Bari si esprime contro la scarcerazione di Filippo Pappalardi, nonostante tutto, perchè ha detto le bugie.
Lupo e Marzano confermano l'accusa di duplice omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela e dai futili motivi.
Il problema è che i futili motivi (stavano scappando dall'ira del padre che li avrebbe puniti corporalmente e nella foga sono caduti nel pozzo per cui la colpa è chiaramente del genitore) sono quelli dei due magistrati i quali, per non affrontare lo sputtanamento, si mettono in cerchio come il settimo cavalleria del Generale Custer.
Solo che la pelle è quella di un altro.
(Nella foto, idolo)
Più che inquirente, inquietante

Premessa. Mettiamo da subito i puntini sulle “i”: secondo quanto dispone l’articolo 358 del codice di procedura penale, “il pubblico ministero compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell'articolo 326 [indagini preliminari, n.d.M.] e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini."
Tradotto, il PM ha il dovere di accertare fatti e circostanze anche a favore della persona indagata. Di questo dovere previsto dalla legge bisognerà pure che cominciamo a parlare perché la magistratura inquirente italiana dell’articolo 358 sembra sbattersene allegramente i coglioni, soprattutto quando il caso scala rapidamente le classifiche dell’hit parade dell’audience televisiva e mediatica in genere.
Me gratto li cojoni!

In fondo, non è che vada poi tutto così male. Prendiamo la giustizia, ad esempio, della quale tutti si lamentano. Un po’ perché giudica a capocchia, un po’ perché per arrivare alla sentenza definitiva ci impiega spesso tempi che superano l’aspettativa media di vita delle parti in causa.
Eppure, quando l’oggetto del contendere è di particolare rilievo sociale, capita che si dimostri in grado di portare a termine il proprio compito con una velocità impressionante.
Maledetti SUV/2
Avete presente un incidente stradale che coinvolge un autobus e un tram, un paio di morti e l'approfondimento tecno-sociologico sull'ingombrante presenza dei SUV che ci vuole una tassa, anzi diamogli l'ergastolo?
Avete presenti stormi di bloggers a fare ironie sui possessori dei medesimi SUV, ottusi berlusconiani destrorsi insensibili ai destini del proletariato pedonale?
Ecco, oggi l'autista di una macchina normale ha ammazzato cinque persone normali per strada e nessuno propone tasse aggiuntive per le macchine normali e nemmeno l'ergastolo.
Scommettiamo che domani il Corriere non ci fa una pagina coi dati statistici americani che contano i morti negli incidenti tra macchine e pedoni arrivando a dimostrare che nell'impatto è il pedone che si fa male nel 56% dei casi? E scommettiamo che Legambiente non manda il suo esperto del cazzo a dire che chi guida la macchina normale si sente più sicuro e fa manovre azzardate?
E quindi?
Le cose che non so di te

Carissimo figlio di moltissimi padri,
ci ho pensato sopra tutta la notte prima di decidermi a scriverti questa lettera aperta combattuto tra la voglia di sfogarmi e la curiosità di sapere chi sei. Noi non ci conosciamo, eppure siamo in qualche modo legati da qualcosa che abbiamo in comune: la macchina. Nel senso che la macchina è mia, ma da ieri, per qualche buona ragione che ignoro, hai pensato di prenderne il volante e la stai usando te per andarci a spasso chissà dove.
Qualche razzista forcaiolo di destra non avrebbe esitazioni a chiamarlo furto, ma bisogna andarci piano con le parole perché ci son troppe cose che non so di te.
Vie di mezzo

Siamo sicuri che tra la condanna a morte e la trasformazione in star della moda non ci sia una via di mezzo un filo più sensata?
Facci(a) di palta

Ieri sera ero su Macchianera a scaricarmi il wallpaper di Rosaria Cannavò (a proposito, ve lo consiglio) quando mi è caduto l'occhio su questo post di Filippo Facci. Ma chi è Filippo Facci, direte voi? Innanzitutto, è un ottimo giornalista, uno dei migliori polemisti in circolazione; lavora al Giornale di Paolo Berlusconi, e la prima pagina del quotidiano diretto da Mario Giordano vale la pena di leggerla, a volte, solo perché ci scrive lui. Il problema è che a forza di tirare la corda e di voler essere originale per forza, spesso la fa fuori dal vasino. Andiamo al punto. Nel post Facci dice una cosa giustissima:
Aboliamo le dimissioni

L’unica, vera riforma istituzionale che andrebbe approvata immediatamente in questo paese feudale è l’abolizione di un istituto arcaico e caduto in disuso da tanto di quel tempo che, quando capita che uno lo riscopra, succede il finimondo.
Anzi, siccome si tratta di una vecchia consuetudine di cui si è perso perfino il senso, succede che le dimissioni arrivano quando non hanno alcuna relazione con gli eventi che avrebbero dovuto provocarle perché è chiaro che se Mastella si fosse dimesso a causa di “Why not?” - do you remember? - ci avrebbe fatto la figura del delinquente, ma se rinuncia all’incarico perchè indagato dal parente della sua presunta vittima, ci rimedia la figura del martire. Di più, ci può finanche chiedere la solidarietà urbi et orbi ed imporre al governo di dichiarare la propria adesione morale alla causa della povera vittima.






