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Post di Snake

Umorismo a senso unico

Siamo alle solite. E’ sufficiente una della tante battute di Berlusconi per far venire la bava alla bocca alla sinistra. E’ così la battuta sul precariato ha fatto infuriare e indignare Veltroni e Co., loro che senza dubbio combatteranno il precariato e garantiranno a tutti un posto di lavoro a tempo indeterminato così come ha fatto Prodi..
Ma che strano, quando Padoa-Schioppa, per restare in tema di giovani e lavoro, fece la molto meno innocente battuta sui bamboccioni tutti avrebbero dovuto ridere. Almeno a detta del governo. Valli  a capire. Evidentemente hanno anche il monopolio dell’umorismo o se preferite sono umoristicamente superiori.
Tant’è. Per fortuna la ragazza in questione, “vittima” della battuta, ha riso e scherzato col Cavaliere, che potrebbe persino votare.
Eh lo so, molti verranno a dirmi che quella ragazza è il tipico esempio di elettore di destra, troppo terra terra, incapace di discernere il bene dal male.

 

Le illusioni di Silvio

E’ ormai da un bel po’ di tempo che Silvio Berlusconi parla di imminente caduta del governo e di elezioni anticipate. Ma i fatti lo hanno sempre smentito. E così anche stavolta è convinto che il governo cada sulla manovra finanziaria. Sarebbe bello se fosse davvero così!
Ma se ci basiamo sulle esperienze passate è difficile concordare col pronostico del Cavaliere. E Berlusconi, continuando con questa nenia, rischia di ottenere un effetto boomerang, cioè di ricompattare la maggioranza grazie all’antiberlusconismo. Una mossa quindi che può rivelarsi controproducente.
Bisognerebbe perciò evitare di strillare ai 4 venti la necessità di nuove elezioni.
E’ vero, il governo è già andato sotto una volta durante questa sessione di approvazione della finanziaria ed è anche vero che la cosa potrebbe ripetersi, ma non illudiamoci: Prodi ha la cocciutaggine di un asino e si ostina a dire che va tutto bene.
Le poltrone sono difficili da mollare, specie per una coalizione così variegata come quella del centrosinistra.

 

Lo scoglio della finanziaria

Si profilano tempi duri per la coalizione di maggioranza. L’estrema sinistra ha infatti imposto a Prodi un ultimatum sulla finanziaria. Fabio Mussi e Franco Giordano hanno infatti intimato a Prodi di considerare le loro proposte, pena il mancato appoggio al governo. Come sempre è l’ala massimalista a dettare legge nel centrosinistra.
Ma anche i centristi si danno da fare. Mauro Fabris dell’Udeur avverte: o si vota la finanziaria compatti, o si prende atto che non esiste una maggioranza di governo.
Prodi è accerchiato dai suoi stessi infidi alleati. Che fare dunque? Compromesso anche stavolta? E’ probabile, ma compromesso dopo compromesso, il logorio diventa crescente e l’insofferenza degli elettori anche.
La finanziaria è la legge più importante dell’anno, nella quale, in pratica, viene definita la concreta politica di governo.
Se si è spaccati su di essa, è difficile che il governo possa operare col margine di sicurezza che è necessario avere per concretizzare i programmi proposti agli elettori.

 

Tagli alla spesa pubblica? Ditelo ai ministri..

E’ proprio vero, Tommaso Padoa Schioppa è la classica voce che urla nel deserto. Il ministro ha più volte ribadito che nell prossima finanziaria vi saranno tagli alla spesa pubblica per 21 miliardi di euro.
Peccato però che i vari ministri (e non sono certo pochi..) abbiano a gran voce reclamato finanziamenti per un totale di 31 miliardi di euro. Allora chi la spunterà? C’è da credere che la spunteranno i vari ministri, se non altro per superiorità numerica schiacciante.
Allora come sarà possibile sostenere questa ingente necessità di denaro? La risposta la conosciamo tutti e suona dolcissima per il governo: tasse!
Da notare che non si parla più di diminuzione delle aliquote, bensì di invariabilità delle stesse: detto in soldoni, se ci va bene continueremo a pagare lo stesso (eccessivo) ammontare di tasse.

 

Gli incapaci nelle amministrazioni locali

Forse sono un po’ in ritardo per commentare la notizia dell’apposizione della fiducia al decreto legge per l’emergenza rifiuti in Campania, ma il tema è quanto mai attuale.
Dopo anni di cattiva gestione, si è addirittura arrivati all’estrema ratio del decreto legge.
Amministratori locali come Bassolino e Jervolino non hanno bisogno di presentazioni in quanto a incapacità e incompetenza. Stanno al potere solo per scaldare le poltrone. E intanto l’immondizia si accumula nelle strade. Non hanno saputo fare altro che scaricare il barile al governo e neppure il commissario straordinario Bertolaso, uomo di provata competenza e pragmaticità, si è trovato nell’impossibilità di agire.
Ma si doveva arrivare a tanto? E con che faccia questi inetti continuano a scaldare le loro poltrone e a percepire grassi compensi?

 

Abolire l'ergastolo?

Da quanto appreso da diverse fonti, pare che il nuovo codice penale che il governo si accinge ad apprestare prevederà l’abolizione dell’ergastolo. Secondo tale proposta, la massima pena detentiva, espressa in anni, non dovrà superare i 38.
Ma non si sta esagerando? Indulti, porte aperte agli immigrati, pene sempre più leggere, permissivismo con le droghe..
Il governo sta a poco a poco smantellando quel minimo di sicurezza che è necessaria al vivere civile.
Abolire l’ergastolo e fissare a 38 anni il periodo massimo di carcerazione equivale, di fatto a condanne piuttosto blande.
Già oggi, con l’ergastolo, i criminali escono da dietro le sbarre dopo pochi anni, figuriamoci che succederebbe se dovesse passare questa riforma sciagurata, in una situazione, tra l’altro, in cui criminalità e terrorismo dilagano più che mai.
Se si continua così, tra qualche anno aboliranno pure il carcere..

 

Napolitano: due pesi e due misure

Come sempre certi fatti passano in sordina, come per esempio lo scandaloso comportamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. D’altronde non c’è da stupirsi, visto il giornalismo schierato che caratterizza gran parte dei nostri media.
I fatti sono due e ci fanno pensare al famoso adagio “due pesi e due misure”. Sì, perché il capo dello stato ha proprio agito in tal senso. Prendete gli appelli della Cdl a che il presidente intervenisse, in quanto capo delle forze armate, nella vicenda del generale della GdF Speciale. In quel frangente Napolitano addusse motivi quanto mai banali e scontati, in parole povere fece lo scaricabarile, motivando la sua scelta con la necessità che tale tema fosse di competenza delle forze politiche e comunque del governo.
E va bene, ce ne faremo una ragione, abbiamo pensato.

 

Governo sull'orlo di una crisi di nervi

E’ proprio vero, questa tornata di elezioni amministrative è stata una bella mazzata per la maggioranza. Ovviamente Prodi & Co. minimizzano. Verrebbe da dire “proprio come ha fatto il centrodestra nella passata legislatura”. La propaganda di sinistra sta cercando di farci bere una grossa balla. Vediamo perché.
Un paragone col centrodestra è a dir poco fuori luogo. Infatti  nella passata legislatura, se è vero che la sinistra vinceva alle amministrative, la situazione era differente. Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi? Non ci siamo. Infatti Berlusconi aveva alle spalle una maggioranza fortissima e non aveva certo vinto per un pugno di voti come Prodi. Inoltre, consideriamo il fatto che Prodi si è già dimesso una volta a febbraio. E’ del tutto evidente, quindi, che il paragone che ci stanno propinando è del tutto sballato. La maggioranza attuale è traballante, piena di contraddizioni e sull’orlo del precipizio.
Posso capire che Prodi voglia minimizzare, ma mistificare la realtà è qualcosa di ben più losco.

 

Visco: l'Intoccabile

La pubblicazione del verbale del generale della Guardia di finanza Speciale nelle pagine de Il Giornale, ha sucitato un grosso fermento tra la maggioranza. Da quanto può essere desunto da tale verbale, il vice-ministro Vincenzo “Il Vampiro” Visco, avrebbe intimato ai vertici dell’arma una serie di trasferimenti. Un fatto molto grave, un’indebita ingerenza del mondo politico tra le forze armate.
E’ molto difficile per un ufficiale delle forze armate inventare storie simili. Ed è quindi difficile credere che l’intera vicenda sia una montatura, almeno per chi conosce l’impegno e gli ideali degli uomini che lavorano nelle forze armate.
Non è necessario fare molti giri di parole, come si dice, carta canta. E il verbale, quello pubblicato su Il Giornale, è un documento inequivocabile.

 

Un anno da dimenticare

E così siamo arrivati al fatidico compleanno del governo Prodi. Per la precisione al suo primo compleanno. Non si può dire che sia stato un anno di buon governo o di successi. E’ molto facile riassumere i fallimenti di questo governo.
Le prime cose che saltano agli occhi sono l’aumento della spesa pubblica e della tassazione. Le tanto decantate agevolazioni e sgravi a favore delle famiglie sono state ampiamente vanificate dall’aumento della tassazione a livello di enti locali, basti pensare all’ICI o a quello che succederà se verranno rivisti gli estimi catastali.

 

Partito democratico: i dubbi di Cacciari

Molto interessante l’intervista a Massimo Cacciari pubblicata su Affari Italiani. In essa sono contenuti diversi spunti di riflessione. Cacciari non risparmia nessuno (o quasi) e spara a zero sull’attuale nomenclatura del Pd.

 

Porte aperte ai clandestini

Continua inesorabile la macchina distruttrice del governo Prodi. Distruttrice delle riforme della precedente legislatura. E così abbiamo assistito all'ennesimo dano, cioè l'abolizione della legge Bossi-Fini relativa all'immigrazione.
La Bossi-Fini sanciva dei principi semplici ma efficaci. Infatti, tramite essa, gli stranieri potevano ottenere un permesso di soggiorno contestualmente e quindi solo se, avessero avuto un contratto di lavoro. 
Tutto questo permetteva maggiore sicurezza sia all'immigrato, poiché poteva garantirsi il sostentamento, sia i cittadini italiani, che potevano in qualche modo accettare con più serenità coloro i quali entravano in Italia onestamente e senza sotterfugi.