Post di Joyce
Feb 25
Trombati preventivi
Scarabocchiato da Joyce il 25 Febbraio, 2008 - 11:43

Se George W. Bush ha inventato la guerra preventiva per giustificare una guerra dopo averla scatenata, in Italia ai politici tremano le mani per la paura di venire trombati ancora prima del voto. In Sicilia è scoppiata la lupara elettorale tra Miccichè e Lombardo, poi c’è De Mita che si vede prematuramente stroncata la sua carriera dopo soli 45 anni da parlamentare e i Radicali che, in onore al principio del sesso libero, stanno contrattando con Veltroni l’importo della loro prestazione elettorale nel Pd. Destra, centro e sinistra: la paura di non ritrovarsi candidati è uguale per tutti. Dalla competizione per il voto alla competizione per la lista, ecco il kamasutra della democrazia nuda di valori. Le candidature sono diventate come embrioni da preservare ad ogni costo, come vorrebbe Ferrara: non si butta via nessuno. Il diritto alla vita (politica) è sacrosanto. Quindi la corsa alla poltrona parte con una feroce corsa alla candidatura.
Feb 13
L'ideologia del programma
Scarabocchiato da Joyce il 13 Febbraio, 2008 - 14:32

Uno degli argomenti più forti per il nuovo PdL è un programma unico per il governo sottoscritto da Bossi fino a Mastella. E’ uno sforzo di ripianare le fratture che hanno ucciso il precedente governo, il cui programma era la somma di tanti programmi reciprocamente incompatibili. Ma il problema non è il programma unico o il partito unico. Il problema resta la frammentazione della classe politica anche dentro alla stessa coalizione. La maledizione che ha colpito Prodi non erano i dodici partiti della sua maggioranza bensì i dodici leader e le dodici opposte posizioni in merito ad ogni questione. Il partito democratico può ridurre questo conflitto non perché abbia fatto la somma tra Ds e Margherita, ma perché ha fatto la divisione rispetto alla sinistra radicale – altrimenti con un maxi-Pd le divisioni si sarebbero conservate. Il programma è anche uno di quegli elementi che in politica acquistano valore solo durante la campagna elettorale. Dopo il voto diventano una moneta condannata ad una svalutazione inarrestabile.
Feb 12
La sberla
Scarabocchiato da Joyce il 12 Febbraio, 2008 - 08:33

Invece di aggiungere altre parole a questa politica rigonfia di paranoie e congetture, occorre un semplice gesto: una sberla, un’affettuosa ma decisa sberla per questa classe politica che continua a ficcare la testa nella sabbia dei giochi di potere. Sono bastate le elezioni anticipate per scatenare le papille gustative di questi cani di Pavlov. Tutti a sbavare per le liste, le candidature, il posto giusto in lista. Tutti, nessuno escluso. Tutti fulminati sulla via di Roma, sia provenendo da destra che da sinistra. Berlusconi già pregusta il ritorno a Palazzo Chigi annunciando che la prima legge del nuovo governo sarà sulle intercettazioni telefoniche. La sinistra non ha più niente da dire e spera solo di cadere in piedi. A parte queste seghe mentali sull’esito del voto, silenzio assoluto. Silenzio sul lavoro, sull’immigrazione, sulla sicurezza, sullo sviluppo, sulla sanità, sulla scuola, sulla politica estera, sulla questione energetica. Silenzio sulla realtà – e quindi sulle persone che sono oppresse da questa realtà.
Ott 28
La paura e il buio. Ecco l'Occidente
Scarabocchiato da Joyce il 28 Ottobre, 2007 - 13:51

La barbarie piomba sul Medioriente. Non è un’orda di trogloditi in cerca di razzie. E’ l’Occidente iper-tecnologico che sfodera la clava delle sanzioni economiche e del taglio dell’elettricità per colpire i suoi avversari arabi. Gli Usa sorpassano le Nazioni Unite e approvano l’ennesima raffica di sanzioni contro l’Iran, mentre Israele decide di interrompere l’erogazione dell’energia elettrica a Gaza. La strategia è di prostrare la vita quotidiana per far desistere Teheran dal fabbricarsi in casa la bomba atomica e per bloccare i razzi scagliati da Gaza su Israele. Presidenti e segretari di stato duellano come fossero re e regine. Ma la scacchiera è sempre costituita da carne umana, quella di uomini e donne che scontano con la loro vita i conflitti tra gli stati. Mai nessun attacco diretto tra le teste coronate. Sono sempre i pedoni del popolo a rimetterci.
Ott 24
Silenzio! Il blog tace (e la mafia incassa)
Scarabocchiato da Joyce il 24 Ottobre, 2007 - 18:57

La mafia è la più florida azienda italiana. Fa rabbrividire l’apatia con cui la denuncia è stata accolta come fosse un rapporto sui consumi di panettoni sotto Natale. E’ un pugno nello stomaco gonfio d’aria della politica. Infatti il coraggioso grido delle vittime precipita nel fondo buio del silenzio. Emana fetore l’indifferenza del governo che si cimenta nei soliti espedienti per sopravvivere. Ma non fa più notizia. La vera notizia è che anche tanti blog si lasciano accalappiare dal feticismo del potere invece di puntare sulla realtà. I blog sputano sulla casta, ma continuano a parlarne e alla fine, come la casta, non dicono niente di nuovo. La realtà resta, le seghe mentali scivolano via.
Ott 12
Possiamo ancora domandarci chi è stato?
Scarabocchiato da Joyce il 12 Ottobre, 2007 - 16:56

I bambini della scuola elementare di Rignano Flaminio si sono inventati tutto? E’ questa la domanda paradossale a cui siamo spinti con incredibile vigore dal procedere delle inchieste. Ma la vera domanda è un’altra: perché in Italia è così difficile trovare i colpevoli? Non è soltanto un problema tecnico nella procedura delle inchieste, anche se fa rabbrividire la difficoltà di concordare persino sull’attendibilità delle perizie psichiatriche. Se il dissenso inizia già qui, figurarsi cosa viene dopo – o meglio: tutto quanto non viene. La difficoltà di dare un nome ai colpevoli rappresenta la difficoltà stessa di immaginare un colpevole per un crimine così raccapricciante. Persino la Cassazione si corregge da sola per precisare che non si deve cercare i colpevoli “fuori” dalla scuola. Né dentro, né fuori: ma allora dov’è il colpevole?
Ott 10
Aldo Moro 2.0
Scarabocchiato da Joyce il 10 Ottobre, 2007 - 14:53

Il ministro della giustizia ha paura dei processi e fugge dal giudizio del popolo. Ha paura di fare la fine di Aldo Moro. Ma non hai mai paura di fare brutta figura, di apparire fuori posto, di risultare offensivo e sgradevole. D'altronde sono le sue principali doti. Durante la sua visita a New York Mastella parla citando Aldo Moro: “non ci lasceremo processare dalle piazze”.
La sola idea di finire sotto processo deve inquietare non poco il sonno di Mastella. Ma aggiunge anche, già che c’era e soprattutto che era lontano dall’Italia, che il rischio di terrorismo politico è di nuovo alto. Dunque va avanti il processo di beatificazione del Ministro di Giustizia. Dopo le minacce di sfiduciare il cda della Rai in seguito alla trasmissione di Santoro, adesso arriva l’autoritratto di Mastella quale bersaglio dei terroristi. Quali? Per ora Mastella non scende nei particolari.
Ott 09
Servi o padroni uguali sono
Scarabocchiato da Joyce il 9 Ottobre, 2007 - 16:11

Nell’istantanea che un osservatore straniero può scattare oggi sulla politica italiana non manca niente. Politici con le mani nella marmellata, giudici sotto processo, cittadini in piazza, media prestati alla politica. Per noi spettatori abituati a questa assurdità non manca proprio niente. Invece manca tutto. Mancano istituzioni funzionanti invece di un parlamento intasato da una miriade di leggine clientelari, di un governo che deve correre in bagno ogni volta che scoppia una dissenteria nella sua stessa maggioranza, di una magistratura fuori uso che assolve gli imputati e processa le vittime. La crisi c’è. Sono le reazioni che mancano. Questa lurida politica ha anche il coraggio di passare per vittima, come fa Mastella a New York. Gli onorevoli si sentono offesi, ingiuriati, accusati solo perché provano quella sensazioni così sgradevole di chi si fa cogliere in flagrante e anzi scarica la colpa sulla sua vittima.
Lug 26
Giudicare un giudice
Scarabocchiato da Joyce il 26 Luglio, 2007 - 17:02

Il capo dello Stato minaccia un giudice, come sempre col coraggio dell’anonimato, a cui è scappata di bocca una grave accusa su due pezzi grossi della maggioranza. Se il parlamento concederà l’autorizzazione a procedere, i due politici potrebbero finire sotto inchiesta per le loro responsabilità nel tentativo di acquisto di una grande banca nazionale da parte della compagnia assicurativa facente capo al loro partito. Invece di scatenare un’ondata di indignazione verso i due politici rossi, non solo per la vergogna, è quel giudice a finire nel mirino dell’intera classe politica. E’ scattata una corsa al linciaggio politico del magistrato condannato per direttissima per aver diffamato la rispettabilità della politica. Niente indulto, niente sconti di pena per il reato di lesa maestà. E’ lo scambio di ruoli tra la giustizia accusata di violare la legge e una politica che fa la parte dell’innocente solo perché accusata. Non fanno più scandalo i rapporti perversi tra politica e finanza.






