
Surreale. Surreale è l'aggettivo adatto per definire il clima di silenzio venutosi a creare il giorno della morte di Enzo Biagi. Sembrava quasi incredibile che nessuno osasse, come al solito, direi, strumentalizzare il caso umano. Ma trattavasi di fogna in via progressiva di otturazione ed ecco che tra ieri ed oggi il tombino è finalmente saltato. Giù con le accuse di ostracismo, di regime, con le vesti stracciate.... L'editto bulgaro, le vergogne altrui, l'acqua calda, il fumo, l'arrosto... Che tanto gli italiani sanno e sanno giudicare. Ma su questo ho i miei seri dubbi, chè le lacrime, i feretri e gli scappellamenti reiterati di questi due giorni mi fanno pensar male. Diciamocela tutta: Biagi era un giornalista di regime che usava il servizio pubblico per fare una sfacciata propaganda contro i suoi oppositori politici, nonchè una pseudocultura ipocrita fondata sui valori della resistenza. Oggi viene sepolto con "bella ciao" al seguito del suo feretro, a che tutti possano ricordare come i soldi pubblici, anche quelli dei fascisti che pagano le tasse, siano stati biecamente utilizzati quando era in vita.








