
Post di Chris
USA 2008: Una sconfitta non annunciata
USA2008: McCain può vincere?

Mentre si sono consumate ieri, quasi in sordina, le primarie in Idaho, McCain sta continuando la sua campagna elettorale, ormai forte della sua nomination per l’election day di Novembre. E’ proprio in questi giorni che «Old John» sta girando l’America in lungo ed in largo, alla ricerca di fondi. E chi se non George W.Bush, poteva dargli una mano?
E' finita la luna di miele?

Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, hanno traghettato insieme questi primi giorni di governo sul leitmotiv del «volemose bene». Buone maniere e copiosi fiumi di insulina, hanno fatto da introduzione al nuovo parlamento, ai primi ministri ed ai primi disegni di legge (alcuni ambiziosi, altri meno). «Pacatamente e serenamente» al Cavaliere non è sembrato vero l’aver iniziato così la sua neo-legislatura che, nei suoi intenti, servirà (circa a fine mandato) a dare pieni poteri al presidente della Repubblica (in una sorta di modello all’americana) e di poter poi tranquillamente sostituirsi, in un futuro prossimo, al posto di Napolitano. Il piano è ben concepito.
Fenomeni democristiani

Ora che il Parlamento è stato composto ed il governo si è insediato, è ancora più chiaro come l’heartquake elettorale, causato dal duo Berlusconi-Veltroni, abbia completamente ridisegnato la politica italiana. La mancanza della sinistra radicale però, non è nulla se confrontato con la situazione del centro italiano, capeggiato da Pier Ferdinando Casini. Se la sinistra estrema infatti trova il suo proseguimento moderno (Riformismo) nel Pd, il centro, cioè l’ex Democrazia Cristiana, si ritrova molto ridimensionata e del tutto ininfluente sulle decisioni da prendere nel paese.
Radio killed Hillary star

Le cinque settimane di intervallo prima del voto in Pennsylvania stanno cambiando le regole della sfida tra Hillary ed Obama: il confronto si sposta a livello nazionale con entrambi i candidati impegnati nel convincere gli elettori americani della loro superiorità rispetto all'avversario in termini di probabilità di vittoria.
Epurato

Veltroni ha un unico obiettivo: diventare il signore incontrastato della sinistra riformista. Poco importa al "Uolter" nazionale perdere o vincere le elezioni. L’importante è far piazza pulita dei suoi nemici che, guarda caso, si trovano tutti nel Partito Democratico. La pulizia, tra l’altro, ha già avuto inizio e la prima sparizione eccellente porta il nome di Romano Prodi.
L'ultima spiaggia

Il “Veltrusconi” lacera l’intelletto, le “Cose Bianche” infarcite di liberismo fanno sorridere ed il tentativo di sopravvivenza di Bertinotti e compagni, fa pena. Davanti a questo spettacolo desolante, solo un endorsement scomodo, formalmente sbagliato ma eticamente più che corretto, potrebbe salvarmi da questa triste campagna elettorale priva di contenuti. Ho cercato, stoicamente, di dimenticare, provando diverse strategie a supportarmi nell’angoscioso percorso.
The neverending story

La "storia infinita" non è solo un titolo di un vecchio film, ma è, forse, la migliore sintesi per descrivere i risultati di ieri delle primarie in Texas ed Ohio. Hillary Clinton, che tutti davano per spacciata, rimane in vita (in Texas mancano ancora i risultati del caucus), vincendo con un buon margine in Ohio e con un risultato un po' meno esaltante nel Lone Star State. Questo le è bastato per recuperare qualche delegato e per far tirare un sospiro di sollievo al suo entourage. Fermata la striscia positiva di Barack Obama, ora anche il più piccolo Stato potrà essere determinate da qui alla convention di Denver, che da oggi diventa sempre più ago della bilancia nella scelta del candidato democratico da contrapporre a John McCain. Il Senatore dell’Arizona infatti da oggi è, oltre che formalmente, anche matematicamente il candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti d’America.
The Dem's dream ticket

"Ho ascoltato con molta attenzione chi mi ha incoraggiato a candidarmi, ma non sono e non sarò candidato alla presidenza". Con queste parole, Michael Bloomberg, ha chiuso definitivamente le voci, che ormai da mesi, martellavano tabloid e quotidiani americani. Tutto questo però poco conta, visto che è lui stesso a dirsi disponibile ad appoggiare un candidato indipendente dai grandi poteri. Impossibile quindi non pensare subito a Barack Obama, il senatore nero dell'Illinois.
Difficile dimenticare quella colazione offerta da Obama a Bloomberg in quel freddo fine Novembre 2007 al NewYork Luncheonette, che paralizzò la East 50th Street di New York City. Da allora tutti i giornali della grande mela non hanno mai smesso di vedere un possibile ticket presidenziale Obama/Bloomberg.
Giustizialismi

Punire, punire e fortissimamente punire. Siamo di fronte alla gogna della berlina politica mediatica, voluta ed aizzata dalla parte peggiore del sistema paese. Quella parte di società preda e vittima della sua stessa mediocrità. Che mai sarà contenta e mai sarà saziata anche davanti all’ultima auto blu demolita; invidiosa di quello che non ha e che non potrà mai avere, non per colpa di qualcuno, ma solo per via della sua pochezza caratteriale ed intellettuale.
La Chiesa, Ferrara e la moratoria

"L’ospitata" di Giuliano Ferrara, qualche giorno fa alla trasmissione “Le Invasioni Barbariche”, è stato sicuramente un momento di televisione da salvare. Non tanto per la bellezza del format in se (che, tra l’altro, trovo anche abbastanza squallido tanto quanto la presentatrice, soprattutto per i temi spesso presentati in maniera faziosa), ma perché di fatto abbiamo assistito ad una difesa strumentale - da parte di un esponente della“setta laicista” (descrizione azzardata, ma che rende bene l’idea) - dei vescovi e della Chiesa cattolica che, in tutta libertà - tramite il loro quotidiano - hanno espresso la loro posizione sulla lista pro-life del direttore del Foglio.
Hillary è in caduta libera

Barack Obama, con la vittoria in Wisconsin di martedì scorso, ha resistito all’attacco dirompente di Hillary Clinton ed ha acquisito nuovo slancio mediatico per le primarie in Ohio e Texas, che a questo punto si preannunciano bollenti. La Clinton è ancora avanti nei sondaggi (+7,6% - +14,7%), ma Obama ha già dimostrato di poter colmare anche “gap” superiori. Molti analisti hanno fatto notare in questi giorni come la vittoria di Obama abbia sollevato parecchi dubbi sulla nuova strategia della Clinton, e sulle sue ultime scelte, soprattutto in fase di “casting” (scelta dei collaboratori).






