
Secondo Fioroni, non si può pretendere una scuola di qualità se lo stipendio di un insegnante è pari a 1.300 euro mensili. Deve esserci una clausola nel contratto del “personale docente” che lascia la libertà a questi ultimi di decidere se lo stipendio per il quale hanno fatto domanda, ottenendo affermativa risposta, sia adeguato alla qualità del lavoro che svolgono. Se il giudizio del singolo è negativo, allora è accettabile che egli provveda autonomamente a ridurre gli standard e a diminuire l’impegno per ristabilire una proporzione corretta. Ragionamento che non fa una grinza e perfetto per entrare nella squadra prodiana perché colloca il ragionante medesimo al livello richiesto per occupare posizioni di grande rilievo: fosse stato normale, non avrebbe avuto chances.
In fondo, gli insegnanti vanno a scuola per maturare il diritto allo stipendio, mica per altro, ed è giusto che il ministro dell’istruzione ne prenda finalmente atto e cominci a pensare alle riforme mettendosi da subito sulla lunghezza d’onda dei suoi interlocutori.
I quali, si noti bene, mica si indignano per un’affermazione che dovrebbero ritenere squalificante nei loro confronti e non insorgono minacciando scioperi nazional-generali-totali di protesta contro chi li ritiene soltanto dei mercenari del tutto disinteressati alla professione che esercitano. Probabilmente non protestano perché condividono l’argomentazione di Fioroni e sperano che il loro ministro gli faccia portare a casa l’aumentino, che è tutto quanto gli interessa. Il resto, e c’è una tale marea di prove della loro inadeguatezza che la smentita sarebbe imbarazzante, sono alibi dietro ai quali nascondere la vera vocazione che spinge costoro verso l’occupazione nella scuola. Poca voglia, poco tempo da dedicarci, ferie continue, nessuna necessità di confronto, niente meriti, gravidanze programmate con l’abilità di un nobel per la matematica. Niente a che fare con insegnamento ed educazione, che sono concetti datati tipici di un modo superato di intendere il rapporto docente-alunno.
Oggi sono tutti amici, si fa lezione in cerchio e, tra un’interrogazione programmata e un test con le risposte capovolte, ci si tocca affettuosamente il culo per abbattere le barriere che ostacolano la comunicazione. Si fanno corsi di danza del ventre e di rollaggio canne che sono abilità fondamentali da acquisire per prepararsi ad affrontare la vita adulta. Del resto, cosa ci compri, oggi, con 1.300 euro? Niente! Forse un plasma ultrapiatto, ma non di marca. Roba che, solo al pensiero di averlo in casa, ti passa la voglia di invitare gli amici a cena per non fare la figura dello sfigato. E sono cose importanti queste, mica la formazione dei nostri futuri fenomeni che, tanto, tra internet e televisione, a tredici anni ne sanno già di più di coloro che pretendono di insegnare loro qualcosa. In più, siccome gli studenti a scuola ci vanno addirittura aggratis, come si può pretendere che senza compenso rispettino una qualsiasi delle regole? Si dovrebbe cominciare a pensare in questi termini anche per loro, magari con un minimo salariale uguale per tutti perché altrimenti i somari si sentirebbero esclusi dalla comunità e potrebbero subire traumi così forti da guastargli il resto dell’esistenza.
A pensarci bene, tra professori a 1.300 euro al kilo e studenti “volontari”, cosa si può pretendere di più? E’ già tanto che si ritrovino nei locali scolastici più o meno agli orari convenuti perché, diciamocelo, le aule non sono neanche così confortevoli come dovrebbero. E sacrificio si aggiunge a sacrificio in un’escalation senza fine. Bisognerebbe premiarli per lo sforzo, e non dubitiamo che sarà fatto. Tuttavia, non facciamoci troppe illusioni. I soldi sono quelli che sono e, anche gli dessero il tanto sospirato aumento, saranno 60 euro netti al mese, nel migliore dei casi. Troppo pochi per non essere considerati un misero e parziale risarcimento. Eppure, nonostante questo, eserciti di decine di migliaia di persone premono alle porte per immolarsi ed entrare stabilmente in questo girone infernale. E saranno presi, in nome dello spirito di corpo programmatico del governo. Gli faremo un monumento per santificarne l’amore patrio. A loro è affidato il compito di allevare le nuove generazioni secondo un piano specifico: farne tanti piccoli Fioroni molto prima che arrivino alla sessantina.
(Nella foto, moderne informalità)














Non credo ci fosse bisogno di questa dichiarazione di Fioroni. Lo fanno già tutti(o quasi). Purtroppo.
Ciao
Diciamo che Fioroni si è preoccupato di toglierci autorevolmente il dubbio:-)
... e poi sono gli stessi (i professori) che dicono che in nostri ragazzi sono rincoglioniti dai grandi fratelli.
sarà che forse i ragazzi guardano i grandi fratelli perchè al confronto di certi professori sembrano cime di intelligenza...
Sono pienamente d'accordo con tutto quello che hai detto. Vogliono stipendi più alti? Ottimo, lavorino 8 ore al giorno e 40 ore settimanali come tutti gli altri. Altro che 3 mesi di ferie!
Però c'è anche l'altro lato della medaglia. Una volta il professore era il professore: quando voleva interrogava, non gli si poteva mancare di rispetto e se arrivava un brutto voto a casa era un macello (figuriamoci una nota!). Oramai, purtroppo, i ragazzi stessi se ne infischiano altamente e i genitori, al posto di bacchettarli per bene, se la prendono con gli insegnanti.
Penso che una riforma scolastica debba passare per questo percorso. Anche l'insegnante migliore e più motivato del mondo è inutile se la classe gioca a carte durante le lezioni e non si può far nulla per farli smettere!
E sinceramente sono stufa di sentire genitori imbecilli esordire con "Non è che mio figlio non è bravo, è l'insegnante che lo odia!". Signora, se suo figlio ogni tanto aprisse il libro di testo al posto di passare il pomeriggio alla Playstation... -_-'
Il livello della scuola italiana è deprimente e demoralizzante.
Però è anche vero che i rari insegnanti dotati di un minimo di polso si devono continuamente scontrare con l'atteggiamento 68-ino e "faccioilkazzokevoglistico" di parecchi genitori per cui la severità è sinonimo di sopruso.
Nel sistema italiano che premia la mediocrità (perché tutti devono essere uguali, e quindi appiattiamo verso il basso!) a scapito di coloro che possono eccellere, si sente spesso di madri e padri modello che si indignano se l'insegnante (che non capisce un kazzo, ovviamente...anche se purtroppo troppe volte è vero!) osa dare un'insufficienza al proprio pargolo, o se ardisce intraprendere un'azione disciplinare contro il giovane che fa sfoggio della propria arroganza.
Ma d'altronde, basta andare in giro per rendersi conto del punto a cui siamo arrivati: ovunque scene di maleducazione, a partire dai bambini piccoli fino agli adolescenti, con i genitori che si guardano bene dal redarguire la propria prole perché sennò possono causargli un trauma, e poi hanno cose molto più interssanti da fare come la chiacchiera con l'amica, il parrucchiere, il vestito alla moda...etc...
Tornando all'argomento originale, a me personalmente questo modo di pensare dà estremamente fastidio, come ho scritto qui, qui, qui e anche qui
Ehi, BiGi, ti rendi conto che finalmente, una volta tanto siamo d'accordo??? :-D :-D :-D
Ok, scherzavo. Il punto che hai sollevato è ottimo: il DIRITTO ALLO STUDIO indica il diritto di ricevere un'istruzione. Non il diritto di essere promosso tutti gli anni fino all'Università anche se non sei manco in grado di leggere!
La nuova riforma dell'Università (l'avrà fatta anche l'ex governo di destra, ma cavolo! se più in basso potevano cadere) è assolutamente penosa. I programmi vengono ridotti all'osso, gli studenti alla laurea triennale non fanno metà delle cose perché "beh, per approfondire c'è il biennio" e quelli al biennio non sanno nulla perché "beh, avrebbero dovuto imparare alla triennale"
Ho visto il menefreghismo tipico delle medie e delle superiori entrare nelle aule universitarie. Mentre si suppone che un individuo a 20 anni suonati sia in grado di capire che è lì per un buon motivo, non perché sennò la mamma lo sgrida. Penoso. Mi domando che laureati verranno fuori!
In Italia è un crimine essere superiori, perché poi tutti gli altri si sentono castrati! Se qualcuno dice a qualcun altro "Tu corri più lentamente del detentore del record mondiale dei 100m" nessuno si offende. Prova a dire "Tu sei meno intelligente di tizio". Apriti cielo!
L'intelligenza è una dote come un'altra. C'è chi ne ha di più e chi di meno. Penso non ci siano lavori più o meno dignitosi, ma ritengo anche che abbassare il livello delle lauree perché così tutti possono averne una, equivale a dire che con quelle lauree possiamo tutti pulirci il nostro beneamato posteriore, perché non varranno più niente.
Dunque per carità, se uno è bravo, che studi. Ma se uno non ha nemmeno il coraggio di aprire il libro perché studiare gli fa schifo, che si trovi un lavoro e lasci perdere l'Università, non sarà una cosa così drammatica!
Vaalyah, non esageriamo! "Una volta tanto siamo d'accordo"...mi pare divergessimo (e poi neanche in modo eccessivo) solamente sull'argomento "strumenti a disposizione degli uomini e delle donne"! :-))
Ad ogni modo il tuo post solleva un ulteriore aspetto della faccenda: in Italia è un crimine essere superiori TRANNE per quanto riguarda lo sport, meglio se si tratta di calcio!
Se uno sa risolvere un'equazione di secondo grado è un povero sfigato secchione degno di essere smargiassato ed umiliato. Ma se uno sa fare 20 palleggi consecutivi diventa un dio in terra.
Poi ci lamentiamo che in Europa ci passano tutti davanti...evidentemente perché all'estero hanno UN ATTIMINO di più di considerazione per l'istruzione.
Un'altra interessantissima cosa che ho notato è che nei cosiddetti "salotti bene" è perfetto declamare a memoria un pezzo del Manzoni o qualche famosa poesia del Carducci. Ma se vai oltre le quattro operazioni sei un pazzo mitomane! Vorrei davvero sapere perché dobbiamo sorbirci I Promessi Sposi (per carità, non dico non sia cultura, ma a tutto c'è un limite!) alle elementari, alle medie e se uno frequenta il liceo, pure due volte alle superiori, e se si arriva a vedere cos'è un integrale è un miracolo che nemmeno a Lourdes!
Insomma, rendiamoci conto, in molti si puliscono la bocca con la "cultura", ma vi posso garantire che nella vita mi serve di più calcolare ad ex. i tassi di interesse per un mutuo, che declamare "T'amo pio bove"!
Ma mi fermo qui perché su questo argomento divento decisamente polemica (ma con tutte le mie sacrosantissime ragioni :-D )!
Bene, vi ho letto tutti. Io aggiungo solo questo. Quando ad insegnare sono arrivati i sessantottini, gente che non sapeva e non sa un cazzo, qualsiasi genitore si è trovato nella condizione di confrontarcisi alla "pari", nel senso che poteva entrare nel merito avendo le stessa competenze specialistiche dell'insegnante. Tempo fa, sarebbe stato impensabile per un'ovvia differenza di formazione tra genitore medio e insegnante. Era una differenze che incuteva rispetto per il ruolo. Oggi la differenza è zero e ognuno può toccare con mano l'inadeguatezza di chi dovrebbe avere una cultura superiore alla sua. Di questo livellamento in basso (i genitori stesi sono sessantottini e sanno lo stesso cazzo dei professori) hanno approfittato gli adolescenti che hanno solo percorso una breccia già aperta. A guardarci bene, questi giovani ragazzotti sanno molto di più dei loro genitori (non dico che abbiano una cultura, parlo di informazioni) e usano il pareggio a loro vantaggio. Non ditelo a Fioroni, però, che tanto non lo capirebbe.:-)
Mthrandir, non penso il problema sia solo questo... Prendiamola più in generale: una volta (non così tanto tempo fa... non sono poi così vecchia, fortunatamente), se un bambino/ragazzino/ragazzo faceva qualche stupidaggine (fosse solo correre per i corridoi di un supermercato rovesciando la roba, o magari mettersi a saltare in chiesa durante la Messa... giuro, mi è capitato di assistervi... a dire il vero in chiesa fanno anche di peggio), la reazione media di un genitore era una bella ramanzina e pure un sonoro ceffone che, per la cronaca, non mi sembra abbia decretato un aumento nel trend dei serial killer, nonostante non ci fosse il riguardo di dire "Aspetta, non lo sgrido davanti a tutti, che magari la sua psiche potrebbe esserne traumatizzata".
Oggi semplicemente il proprio figlio è un santo incarnato, la colpa è del resto del mondo che non li comprende. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire? Non c'è peggior idiota di un genitore che non vuol vedere! Non solo in ambito scolastico. E' proprio l'educazione, a parer mio, che è andata a farsi benedire!
Vero che i genitori abbiano abdicato, lo vediamo tutti quanti. ma resta il fatto che non ci sono luoghi che propongano un'alternativa. Nel senso che i professori si sono semplicemente adeguati all'andazzo senza nemmeno combattere. Anzi, in molti casi proprio loro si sono fatti promotori di un sistema educativo fallimentare alimentando la sotto-cultura dell'amicizia tra genitori e figli che ha trasformato le madri in ridicole teen agers coi pantaloni a vita bassa e i padri in paladini della santità della prole. Sono responsabilità distinte che, oggi, producono effetti congiunti. Sappiamo fin troppo bene da dove arriva tutto questo perchè basta leggere quel che dice Don Vitaliano: "Un divieto è uno stimolo a violarlo. Se non lo sanno gli educatori..." Viene tutto da lì.:-)
Su questo punto... non saprei. La verità è che ho sempre avuto due genitori con il cosiddetto "pugno di ferro". E anche se durante i miei 10 anni non ne ero così contenta :-P ora ringrazio il Cielo che me li abbiano dati. Dal mio punto di vista, i genitori EDUCANO, la scuola/la parrocchia/l'allenatore di calcio/ecc INSEGNANO (rispettivamente, cultura/cathechismo/regole del gioco/ecc).
Fare figli e pretendere che li educhino il prof di disegno o l'allenatore di nuoto (che non possono portare l'utilissimo scapaccione quando richiesto e che, tutto sommato, dei figli degli altri hanno pure diritto di fregarsene fino ad un certo punto) non porta a buoni risultati. E lo vediamo tutti i giorni.
Una volta era evidente: fare figli = responsabilità. Oggi non credo mica ne siano tutti consci... A questo punto mi domando se la gente non dovrebbe riflettere a lungo prima di fare figli. In fin dei conti, non sono come cicciobello che, quando ci si stufa di starci attenti basta togliere la batteria... -_-'
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire? Non c'è peggior idiota di un genitore che non vuol vedere! Non solo in ambito scolastico. E' proprio l'educazione, a parer mio, che è andata a farsi benedire!
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Una volta era evidente: fare figli = responsabilità. Oggi non credo mica ne siano tutti consci... A questo punto mi domando se la gente non dovrebbe riflettere a lungo prima di fare figli. In fin dei conti, non sono come cicciobello che, quando ci si stufa di starci attenti basta togliere la batteria...
Grande Vaalyah! Applausi a scena aperta! Concordo al 100%!