
E così siamo arrivati al fatidico compleanno del governo Prodi. Per la precisione al suo primo compleanno. Non si può dire che sia stato un anno di buon governo o di successi. E’ molto facile riassumere i fallimenti di questo governo.
Le prime cose che saltano agli occhi sono l’aumento della spesa pubblica e della tassazione. Le tanto decantate agevolazioni e sgravi a favore delle famiglie sono state ampiamente vanificate dall’aumento della tassazione a livello di enti locali, basti pensare all’ICI o a quello che succederà se verranno rivisti gli estimi catastali.
Riguardo la spesa pubblica, colpisce il fatto che a partire dallo spacchettamento dei ministeri, vi è stata un’escalation di nuove uscite a carico dello stato, per distribuire poltrone e poltroncine.
Inoltre si può ben rilevare la fragilità intrinseca a una coalizione così eterogenea. Non si deve infatti scordare che il Governo Prodi è già caduto una volta, a febbraio, anche se ha trovato un “amico” al Quirinale che lo ha sostenuto.
E che dire delle grandi questioni sociali, come famiglia, Dico, immigrazione ecc.? Sono state solo piccole riforme annacquate, frutto di compromessi e accordi dell’ultimo minuto, che in sostanza non hanno innovato.
Le liti e le beghe sono state all’ordine del giorno. Insomma, si tratta di un governo nato male, fragile e per niente riformista.
Come se non bastasse, ora Mastella chiede una verifica di governo.
In ogni caso salta agli occhi un altro fattore: la sistematica distruzione delle riforme attuate dal precedente governo. Sono poche le leggi della passata legislatura che si sono salvate.
Che altro dire di questo governo che oggi compie un anno? Ci si augura solo che non vi siano ancora molti compleanni da festeggiare, se di festa si può parlare.














Ma non doveva essere "l'anno della svolta"?
Già, ma l'hanno presa troppo veloce. E senza ESP.
Già, mi sa che sono usciti fuori strada e di brutto!
Ciao!
Invia nuovo commento