Noi, da espertoni di complotti demo-pluto-giudaico-finanziari, siamo in grado di svelare il piano segreto del Cavaliere a proposito di Alitalia.
Mentre il Paese si scanna sul futuro dei poveri dipendenti che da anni non riescono a decidersi se risiedere a Roma per “lavorare” a Milano o viceversa, sui destini dell’attività “cargo”, sulle prospettive della grande area immobiliare denominata Malpensa e sui pericoli che minacciano l’italianità tutta della nazione, il Cavaliere – assieme alla sua cordata di imprenditori – sta per mettere a segno il colpo del secolo.
Protetto delle polemiche, un diversivo creato con la maestria consueta dal Grande Comunicatore, il Cavaliere ha continuato a muovere le sue pedine sullo scacchiere e ora è molto vicino a dare scacco matto. L’operazione è stata costruita in tempi lunghissimi, per non destare sospetti, avendo preso le mosse fin dalla fine lontano 2001, all’indomani dell’undici settembre.
Approfittando della vittoria elettorale, il governo di centrodestra ha lavorato instancabilmente per rovinare i bilanci della compagnia di bandiera che, come sanno tutti, all’alba del millennio era un’azienda florida, mostro di efficienza e del tutto estranea ai parcheggi dei paraculati amici degli amici. Un gioiello, insomma. In tutto il quinquennio, il centrodestra ha demolito il giocattolo dapprima gonfiandolo di personale inutile poi mettendolo nelle mani della triplice sindacale in modo da bloccarne lo sviluppo.
Anno dopo anno la situazione è andata gradualmente deteriorandosi, ma senza troppi clamori: certo, qualche sciopero dei controllori e dei piloti c’è stato, ma poca roba.
L’idea era quella di tendere la trappola a Prodi che, avendo ricevuto la pesante eredità di bilanci sfasciati e avendo promesso più rigore per tutti, avrebbe fatto quel che meglio gli riesce da sempre, cioè la vendita di fine stagione di aziende statali bollite.
Cosa puntualmente avvenuta, e avvenuta secondo uno schema consolidato: bando formalmente ineccepibile andato deserto e via libera al management della compagnia tanto per dire:
“Cazzo volete da me? E Prato che fa le trattative e io non ne so una mischia. Chiedete a TPS o a Bianchi, sempre che lo sappiano loro che non sono neanche tenuti. Cioè non sono tenuti neanche a sapere quanti soldi abbia la Compagnia, figurarsi se si sono interessati della vendita.”
Insomma, una manfrina che doveva aprire l’esclusiva ad Air France. Ovviamente, il Cavaliere conosce bene i suoi polli e si era già immaginato tutto. In più, siccome la tendenza dei cugini d’oltralpe a considerarci i parenti scemi della famiglia è notoria, il Cavaliere ha puntato tutto sull’arroganza di Spinetta che, ritrovatosi unica controparte, ha offerto una pizza e tutti a casa.
Inevitabile il crollo del titolo in Borsa e qui scatta il capolavoro. Dopo mesi di silenzio, ecco l’annuncio della cordata fantasma italiana pronta a farsi carico del dovere civico di salvare l’onore patrio:
“Piuttosto che regalarla ad Air France, la compro io e la regalo a PierSilvio per l’onomastico!”
Intanto, sempre di nascosto, scatta il rastrellamento di titoli a prezzo politico e il fantomatico gruppo si pappa una bella fetta di capitale. Tutto comprato a 0,08 euro il 19 marzo. Oggi, come tutti possono constatare, il titolo vale già 0,62-0,63. L’unico che ha intuito qualcosa è Di Pietro, vero segugio quando si tratta di stanare i cattivoni, che parla alla stampa di insider trading e di aggiotaggio, ma sul suo blog ci va più cauto limitandosi ad un più consolidato conflitto di interessi.
I media, dominati dal Cavaliere, percepiscono la minaccia e mettono a tacere la cosa senza scrupoli perché loro lo sanno che sotto c’è roba grossa e non vogliono mandare in vacca l’operazione.
Sventato l’attacco, ricomincia la pressione su Spinetta obbligato a consegnarsi disarmato al tavolo sindacale: la prima esperienza di confronto con le parti sociali italiane lo prostra definitivamente. Liberato dai ROS dopo un sequestro lampo, dice che non licenzia più nessuno (anzi, ne assume altri 40.000), che i cargo sono bellissimi, che Malpensa è una figata, che Epifani è una bella gnocca e – quasi quasi – una trombatina ce la farebbe. Ha paura, è chiaro.
Il gruppo diabolico intanto macina plusvalenze su plusvalenze in Borsa ed ecco il finale! Una volta che sarà firmata la cessione di Alitalia ad Air France, coi soldi guadagnati grazie alle speculazioni, la cordata – nel frattempo rivelatasi al grande pubblico - lancerà immediatamente un’OPA ostile su Air France- KLM riportando a casa il bottino. A quel punto, gaudio e tripudio in tutta la penisola, costruiremo il terzo grande hub nazionale, a Crotone, vicino al ponte sullo stretto al quale sarà collegato dal più lungo tunnel a cielo aperto del mondo, progettato dalla Rock Soil di Lunardi e costruito dalla Cooperativa Muratori di Ravenna.
Una volta che tutto questo sarà realtà, voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di lamentarsi ancora dell’inadeguatezza delle nostra classe dirigente.
(Nella foto, capocordata imprenditoriale)














....zzo, vuoi vedere che l'operazione Bear Sterns è un'altra genialata del genere e, tra poco, sapremo che la Grande Cordata Italica in realtà si è comprata JP Morgan?
Tanto la Fed non se l'aspettava proprio ..... :-)
Siamo delle vere faine, qua, caro Doktor.:-)
Dimentichi che il lungo tunnel a cielo aperto sarà percorso dal T.A.V. alimentato dalla nuovissima centrale atomica di Canicattì costruita sul suolo confiscato alla mafia, i cui ex proprietari pentiti assistono le vecchiette come volontari.
E vissero tutti felici e contenti. :)
Manca ancora un rigassificatore a Trepalle, ma non si può sapere tutto:-D
Invia nuovo commento