Qui c'è poco da svicolare, gente. A me di parlare della Gran Provinciale di quest'anno, e di amennicoli, roba per Cobolli Gigli abituato alla squadra per la quale tifano dalle sue parti di cafone lombardo, come il punticino sul Milan o la Viola quando di punti potevan essere tre solo non si fosse tenuto a riposo il quartier generale della squadra, chiaro indizio di mentalità che fa provincia del suo allenatore che, lo dissi dal primo giorno, andrebbe cacciato per indegnità morale a stare su quella panca (non siamo grati per i terzi posti, e neanche per i secondi), non interessa proprio. Qui c'é stata la sentenza del Tar di Moggi, gravissima perché rischia di mandar a puttane un lavoro di due anni. Noto un silenzio assurdo, Rocca tace, Montero77 tace, l'avvocato di Moggi tace, il principale tace, alla fine parliamoci chiaro. Qui parlano solo i giornali sportivi e non, facendo castronate. Tipo Rep il cui cronista parla della smentita della vulgata moggiana riguardo la sola violazione dell'art.1. Vulgata moggiana 'sto cazzo, è nella sentenza che Palazzi ha costruito arrivare all'illecito dalla sommatoria dell' 1. Poi, ancora, mi fa il discorso delle ammonizioni ad orologeria di giocatori di "valore", che é un capitolo già smentito e rismentito, da tabelle, rilettura delle assenze dovute a squalifica. Questa é quella bubbola per cui i piantoni di Napoli che han sbobinato le intercettazioni, una su di un milione, han indotto a pensare a quell'analfabeta di calcio di Borrelli che togliere un paio di brocchi all'avversaria di turno (mai i campioni, controllate pure perché è ovunque il nero su bianco) significasse depotenziare la squadra, perché per quell'analfabeta, di calcio, di Borrelli i giocatori sono tutti eguali, quel simpatico vecchiettino raccattato sulla panchina dalla pensione apposta. Poi, chi altri, il Corsport che oggi dice, aveva ragione Cobolli a non voler ricorrere al Tar sennò avrebbe perso i sette punti di sconto. Ragione Cobolli ? In galera ! Quasi. Al Consiglio di Stato, almeno. E nell'attesa ricominciare a difendersi, sinora ho letto solo cose tipo che il Tar non poteva scardinare i campionati inducendo la Juve e Moggi a chiedere risarcimenti miliardari (che mica non é vero o possibile, solo che é debole come argomento), o che il Tar ha preso giuridicamente per dati e buoni i risultati della giustizia sportiva tenendo per sè la competenza per gli effetti di quelle sentenze sul piano civilistico, degli interessi legittimi bla bla. Non ci siamo. Il Tar dà per buono, a senso comune e onor di logica, il significato, la idoneità, sia sostanziale che formale, di quelle conversazioni a costruire quel tipo di sentenza illogica (cupola senza cupola, alterare senza alterare). Io le ho lette e non sono, al di là delle obiezioni procedurali di ammissibilità di forma, nella sostanza assolutamente foriere di quel risultato lì. Nessuna di quelle, compresa quel "vedere anche quello che non c'è" (molto gettonata qui a Napoli nelle tv locali, quando quei quattro parrucchini dei giornalisti sportivi, quando non sono impegnati a far markette per questo o quel giocatore-allenatore col procuratore di questo o quel giocatore-allenatore seduto al fianco ed invitato come "esperto", sono intenti a far la revuelta morale col culo del moggismo), significa quello che tra l'altro neanche sembra. Vedere anche quello che non c'é significava responsabilizzare l'arbitro, da parte del designatore, ad avere mille occhi ed un'attenzione particolare. Attenzione particolare a non sbagliare, perché Moggi e la Juve eran dei grandissimi rompiglioni, attentissimi a tutelarsi e a protestare se gli veniva negato il giusto sul campo. Questa è sempre stata, cari lettori, la linea del signor Moggi, tutelarsi non alterando ma chiedendo i migliori arbitri e le migliori prestazioni, chiamando Biscardi per non far passare dietro i gò di Turò le moviole anche a favore della Juve, facendosi sentire nelle sedi opportune come fanno, han sempre fatto e sempre chiedon di fare ai dirigenti i tifosi e da un certo momento della storia in poi gli azionisti. Questa é sempre stata la linea di Luciano Moggi, e questo, in fede, ho riscontrato a rigor di logica, al di là di tutto il discorso sulla forma del processo che per un garantista é sostanza, in quel che ho letto di ciò che é servito invece a produrre altro, un travisamento a volte, credetemi, persino cretino per quanto volgare e grossier. Ecco perché, per quanto mi riguarda, Tar o non Tar, Consiglio di Stato o non, dovessero chiuderci tutte le porte per sempre, e persino dovesse minacciarmi Domineddio in persona, consideratemi, nonostante tutto e tutti, l'ultimo ridotto in Valtellina di Luciano. L'ultima raffica, sarò. Inutile mi veniate a prendere dalla seggiola del mio immobilismo nostalgico predicando modernismo, modernità, modernariato, che la vita va avanti e il calcio peggio. Nostalgia e pure canaglia, io non mollo. Io nu'mmoro.













è Pasqua.
mostriamo compassione anche verso i diversamente rachidici di deiezione.
tanto durerà poco, la finta.
tempo qualche mese e saranno di nuovo lì, a grassare.
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