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Ali-che?

Finalmente entriamo nel vivo della questione Alitalia e le opzioni possibili cominciano a delinearsi, soprattutto dopo le esternazioni del Cavaliere Nero. In attesa che si riuniscano i consigli di amministrazione di tutte le aziende interessate, con l’eccezione della pizzeria “O Vesuvio” i cui titolari sono in ferie fino al 25 marzo (diavolo d’una Pasqua “bassa”!), ecco una sintesi dei progetti allo studio.

1. Ali-France: è la soluzione più probabile. Il gruppo Air France-KLM ha offerto 138 milioni di euro come rimborso a piè di lista e offre 1 miliardo di euro di aumento di capitale in cambio di duemilacento dipendenti. Il progetto prevede l’abbandono di Malpensa e la chiusura dell’attività cargo. Restano in organico tutti coloro che parlano discretamente l’olandese antico ai quali verrà dato in omaggio un poster di Carla Bruni che canta “Volare” in francese. Il 10% del prezzo va alla sinistra DC o, in mancanza, ai suoi eredi. Spinettà ha chiesto al notaio di identificare gli eredi della formazione politica morta e risorta ricevendo in risposta un documento di mille pagine con tutti i loghi dei partiti candidati alle prossime elezioni. Dice che ci pensa su, ma pretende che Prato venga destinato allo smistamento bagagli. UolterUeltroni, dopo essersi consultato con Adinolfi, ha detto che si può fare a condizione che sui voli internazionali si possa liberamente giocare al poker con le macchinette;

2. Ali-Silvio: da ieri il Cavaliere è sceso ufficialmente in campo per il bene del Paese. Dice che fa due conti con le banche e, se gli danno la valuta in fretta, magari la regala ai bambini per farli distrarre dai mille impegni che hanno. Niente esuberi, niente tagli, ma un sacco di figa ovunque per deliziare l’attesa dei passeggeri. Grandi investimenti in tecnologie moderne: biglietto elettronico con spot incorporato, sostituzione dei monitor degli orari (noiosi e inutili) con schermi piatti sintonizzati su Canale 5, telecamere a bordo degli aeromobili che riprendono i passeggeri 24 ore su 24. Malpensa la teniamo, ma sarà trasformato in centro sportivo polivalente con supermercati e decine di migliaia di negozi. Dal 2010 ci giocherà in casa il Milan;

3. Ali-Babà: la compagnia di bandiera la comprano gli arabi che, nell’opinione dei politici nostrani, sono quelli che hanno un sacco di soldi e non capiscono un cazzo di affari. Del resto, possono sempre rivendere la parte di flotta che non serve ad Al-Qaeda che qualcosa se ne fa. Prezzo di acquisto ipotizzato cento miliardi di euro la cui destinazione sarà decisa dal nuovo governo: se vince UolterUeltroni si farà una grande redistribuzione della ricchezza per i poveri e per le pensioni minime (inclusa la sua), per pagare i salari minimi (elevati a cinquemila euro cadauno) e per finanziare sette-ottomila festival del cinema caucasico centrale che coltiva talenti, ma non ha sbocchi sul mercato. Se vince Berlusconi, paghiamo il ponte tra Reggio e Messina, ne facciamo uno tra Palermo e Cagliari e un altro ancora tra Alghero e Genova. In più, asfaltiamo il Tirreno per farci un parcheggio;

4. Ali-gresti: il noto costruttore è tra i potenziali acquirenti. A dire la verità, degli aerei non gli interessa niente, ma il centro del progetto industriale si concentra su Malpensa. Basta piste del cazzo che non servono e via ad un programma di riqualificazione ambientale e urbanistica che si sostanzia nella costruzione di innovative conigliere di lusso lunghe due chilometri e alte 36 piani. Ai jumbo ci tagliamo le ali, gli aggiungiamo tre o quattro set di ruote e li trasformiamo in autobus che rivenderemo all’ATM. I dipendenti della compagnia verranno indirizzati verso una riqualificazione professionale e, dopo un corso di due settimane, trasformati in muratori, idraulici, elettricisti ed assicuratori. L’offerta non prevede il pagamento di un prezzo, ma lo Stato incasserà una percentuale del prezzo di vendita degli appartamenti e una provvigione sui mutui a tassi agevolati, anche subprime;

5. Ali-Nord: ancora in fase di composizione, una cordata di imprenditori del Nord si sta raccogliendo intorno al progetto di acquisto. Ognuno ci mette cinquemila euro e, col ricavato, verrà lanciata un’OPA sul volo Milano - Roma delle 8,45 (e ritorno) del martedi e sul volo Roma – Milano delle 18,10 del giovedì che vien comodo ai parlamentari nostrani per seguire da vicino i problemi del collegio senza sottrarre tempo al governo del Paese. I soli ostacoli di un certo peso sono rappresentati dalla carenza di posti in business class e dalla mancanza della Jacuzzi, ma nel piano industriale è prevista la ristrutturazione degli aerei per porvi rimedio. La pista di Malpensa verrà estesa in lunghezza e, dopo i lavori, terminerà a Rho, vicino alla Fiera;

Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Che vinca il migliore, come al solito.

(Nella foto, Ali)

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ritratto di Mthrandir
 

Voto Silvio.

Per via della figa, of course .... ;-)

Ali-mortacci tua
nota cordata romana che comprende porchettari di prestigio disposti a sostituire gli aerei con torpedoni adibiti a ristoranti mobili che per raggiungere Milano impiegheranno un tantino di più, però si potrà consumare porchetta di Ariccia in compagnia di Uolter Veltroni che farà l'autista ma anche il cameriere. La ricaduta sul turismo sarà apprezzabile e farà dimenticare in fretta la monnezza napoletana.

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