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Sei precaria? Lavora in nero! | La Voce del Padrone
 

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Sei precaria? Lavora in nero!

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Est modus in rebus. Mica si può dire a una precaria di sposare un milionario che poi mi si indignano tutti e a Repubblica sanguina il cuore a tutta la redazione, specie a Curzio Maltese. Là, nella ex sinistra, ci sono un sacco di persone dalla sensibilità fragile che fanno fatica a reggere l’approccio immediato e, dovendo prenderlo dietro la schiena, preferiscono la grazia leggera di chi proponga la sodomizzazione con le dovute maniere.

Per questo plaudono all’Obama nostrano che scrive nel programma l’obbligo dei mille euro, ma anche milleecento, e si strappano i capelli per le frasi di Berlusconi. Non è che non sappiano tradurre il senso di certe dichiarazioni programmatiche, ma fanno finta di niente così possono anche concedersi il lusso di metterci in mezzo Ciarrapico e l’istinto servile dei giornalisti al soldo del medesimo.

Son ganzi a Repubblica perché accusando i loro colleghi, con grazia e pacatezza, vogliono farci intendere che loro invece portano la fiaccola dell’indipendenza e si battono fino alla morte perché la fiamma della libertà d’opinione non si spenga.

Ma torniamo al Grande Satana e a uno dei miei esorcisti preferiti, Curzio Maltese. Il suo editoriale, permeato di nobiltà formale e di sano disgusto per la sostanza, è tutto uno svolazzo sulle altezze dei principi democratici costantemente trascinati nel fango da chi rifugga dalla perfezione formale del linguaggio. Detta altrimenti, la sentenza di colpevolezza si fonda sulla seguente argomentazione:

“Il tratto più sorprendente è come Berlusconi, ormai il più anziano leader in attività d’Italia e fra i più anziani del mondo, in tanti anni non abbia raggiunto un grado minimo di dimestichezza con il linguaggio democratico. Il linguaggio che accomuna in Europa e in Nord America tutti i capi di partito, conservatori o progressisti, con sporadiche eccezioni populiste, fenomeni in genere di breve durata o di limitato consenso.”

Già, sorprendente davvero. Su questo piano, il linguaggio dei suoi competitors è decisamente più commestibile. Prendiamo Uolter, per esempio. Lui non ti dice che se sei precario puoi sempre trovarti un lavoro in nero. Sarebbe poco elegante e dimostrerebbe una certo disprezzo per l’intelligenza dei suoi elettori. I quali, si badi bene, non è che siano più intelligenti di quelli di Berlusconi, sono solo più attenti alla forma e un tantino più permalosi.

Però il salario minimo a quota mille obbligatorio per legge e per volontà del bene collettivo vuol dire esattamente che i precari torneranno a mettere le mani dietro la schiena accettando di buon grado qualsiasi cosa il datore di lavoro penserà giusto mettervi dentro.

Perché è chiaro che alzare tutti i salari al di sotto di quel tetto lascia poche alternative all’impresa: o decide di farlo e chiude i battenti – così diventi disoccupato, ma salvi l’onore e la dignità - oppure straccia il contratto e ti tiene in nero sempre a ottocento euro. Anzi, visto che rischia di più, magari a settecentoventi.

Però, vuoi mettere una prospettiva del genere scritta nella lingua maanchista del Piddì contro la battuta di un Berlusconi qualsiasi? Non c’è paragone! Uolter mi garantisce mille eurini subito e Berlusconi di figli non ne ha un numero infinito.

Chissà se Maltese, o chi per lui, si metterà di buzzo buono a tradurre per gli intelligentissimi e sensibilissimi elettori di Uolter il significato di certi propositi che sono sì scritti in ottimo linguaggio democratico, ma anche prese per il culo ancora più sottili e raffinate?

Perché sarà sgradevole fare battute da trivio usando un linguaggio colloquiale che tutti possano capire, ma siamo sicuri che sfruttare la buona fede della gente, sebbene in modo elegante e formalmente ineccepibile, sia opera meritoria e degna di lode?

(Nella foto, analisi dei programmi elettorali)

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ritratto di Mthrandir
 

Ottimo post: divertente, condivisibilissimo, nel più puro stile dell'autore. Soprattutto hai colto uno dei tratti peggiori, a mio parere, della propaganda politica del centrosinistra: l'ipocrisia.

Ringrazio sentitamente nella convinzione che non servirà a nulla scriverne. Chi non vuol capire, resterà della sua sensibilissima opinione:-)

Meglio l'ipocrisia di una parte della sinistra che il cinismo criminale di Berluska e dei suoi degli compagni di merende.

Ah, si! Ti capisco. Non è che sia rilevante prenderla nel culo, è di fondamentale importanza che ciò avvenga con grazia e leggerezza. Che diamine!

Paura eh ?!!!

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