
Prendo spunto da questo post di uno dei blogger di destra che stimo di più, Abr, per dire nuovamente la mia sulla vexata quaestio dell’annullamento volontario della scheda elettorale. Lì viene rimproverata a me, e ad altri, la scelta di un ritiro volontario sull’Aventino ispirata in parte dallo snobismo (cosa vera, almeno in parte) e in parte da uno sviscerato amore per la purezza teorica del liberalismo che non ammette compromessi (cosa meno vera).
Premetto che non ho alcuna intenzione di smentire quanto scritto a proposito dei programmi del PD o del liberalmedievalismo di Tremonti, e meno che mai sull’orgoglio fascista di Ciarrapico: son tutti fattori che hanno un loro peso nella decisione di scarabocchiare la scheda elettorale, ma nessuno di questi decisivo.
I programmi elettorali, questo lo so benissimo, sono come certe promesse di amore eterno fatte al chiaro di luna alla tizia che hai appena invitato a cena: servono unicamente a concludere la serata in coerenza col progetto iniziale. Lo sai te, lo sa lei, ma bisogna anche avere rispetto per le formalità così entrambi si torna a casa con l’animo più leggero.
Il problema fondamentale non è questo. Come non è fondamentale stare a discutere della presentabilità o della candidabilità di Tizo o di Caio (salvo eccezionali casi) fingendo di credere che avranno un ruolo fondamentale nella definizione del futuro del Paese. Nel 2006 ho votato Forza Italia sia alla Camera sia al Senato perché era evidente che Prodi, alla guida di un carrozzone mal assortito e peggio frequentato, avrebbe potuto fare giusto ciò che ha fatto, cioè macelleria all’ingrosso. Ma mica ho votato Forza Italia perché fossi convinto che fosse un partito liberale. L’ho votato esattamente seguendo la logica di premiare il meno peggio.
Ora, dopo le scomposizioni e le ricomposizioni PD e PdL, le differenze tra i due frullatori che andranno a contendersi la vittoria sono molto meno nette rispetto al 2006: si può sottilizzare sui dettagli, ma l’intelaiatura è la stessa. Di fatto, il posto della vecchia DC lo hanno preso Pd e PdL presentandosi come sue correnti indipendenti.
Questo è il mio punto di vista. Ora, partendo dal presupposto che questa valutazione sia corretta, ne consegue che uno a cui votare contro, di quelli rilevanti, non c’è più. Quindi si può pensare di cominciare a votare “per”, ammesso e non concesso che ci sia qualcuno a cui destinare il voto.
E qui ci metto la seconda considerazione che - sorpresa! - è fatta di antipolitica a rovescio. La mia incazzatura attuale riguarda la classe politica, ma soltanto indirettamente. Quella vera la riservo alla cultura dominante di questo Paese i cui “cittadini”, ma sarebbe meglio chiamarli solo abitanti (o residenti), sono sempre prontissimi a scassare la minchia a Mastella sull’etica, ma poi si mettono diligentemente in fila, spenti i riflettori, a chiedere la grazia per sé, per il figliolo, per il cugino o per l’amichetto del cuore. Moralisti di giorno e puttanieri di notte. Benissimo. Siccome non c’è da credere che questa sottocultura tribale (che sta ovunque, mica solo a Ceppaloni) possa evolvere da sé verso quella più impegnativa del merito spinta da non si bene quale miracolo, allora ho pensato che darò il voto al primo partito che butta nel cesso le tonnellate di stronzate programmatiche e scrive un paio d frasi:
“Cercheremo di fare meno danni possibili, ma sappiate che c’è un budget anche per i favori personali. Finito quello, è inutile che li chiediate perché non ci sono deroghe.”
Non chiedo fenomeni e non chiedo grandi perfezioni teoriche: mi basta e mi avanza uno sfigato di burocrate qualsiasi che imponga al paese una stop loss su quel fronte.
Uno che dica che tuo figlio va bene, ma tuo cugino può andare a cagare perché non è aria: si rimboccasse le maniche e facesse vedere quello che vale.
Sarebbe un inizio per cominciare a risolvere il vero problema di questo Paese che, invece, i grandi boss non hanno interesse ad affrontare. Le protezioni di Tremonti, che andranno a vantaggio delle rendite, e le libertà individuali definite dal bene comune di Veltroni sono due facce della stessa medaglia visto che sono perfettamente funzionali alla conservazione dell’unico regime di libero scambio applicato da queste parti, cioè quello dei favori.
Io voterò per chi si mette di traverso alla Casta, quindi, che non è quella di Rizzo e Stella, ma quella che risulta dalla sommatoria di tutte le piccole o grandi meschinerie, franchigie, esenzioni, protezioni, paraculamenti, segnalazione, raccomandazioni e mancette che ognuno, prima o poi, ha chiesto in giro. E sarà un voto nullo perché nessuno può o vuole smontare questa schifezza di sistema per il semplice fatto che la Casta siamo noi.
(Nella foto, libero scambio)














Sostengo questa tesi da tempo, da quando anni or sono, un collega operaio nostalgico comunista s'accaniva contro l'evasione fiscale (dei ricchi).
E lo faceva disquisendo durante gli straordinari... remunerati in nero.
He, Abr ha ragione, ma anche tu ;)
Scherzi a parte, a me resta un cruccio, che se i conservatori del centrodestra non sono liberali e comunque anche loro tengono famiglia e roba da proteggere, i veri nepotisiti si sono messi nei Casini andando da soli, grattando grattando, il PD, anche se ha tagliato il cordone ombelicale con il comunismo in giacchina di cachemere, rimane pur sempre affollato di quella gente che deve insegnarti come vivere. Perchè se Visco non c'è, Bersani è rimasto, se Polito se ne è uscito è perchè comunque (Di Pietro o non Di Pietro), quel poco di liberismo e di riformismo c'è solo nel santino di Ichino (che comunque NON mi piace perchè in ogni caso è un socialista per cui i sussidi sono comunque importanti e non la radice del male).
Quindi? Vorrei fuggire da me stesso, ma non ho una lira...
Beh prima di tutto non "rimprovero" nessuno, faccio un ragionamento logico.
Mi permetto di dire okkio, perche' nello skifo ce' una scala di valori, quello che fa piu' skifo e quello meno. Ora, se c'e' qualcono che si permette di venirmi a dire che lo skifo del Ciarra, di GT (opinione questa del tutot non condivisa, per fortuna non solo da me, leggere bordin in noisefromamerika pur con tutti i distinguo, s'inizia finalmente a capire anche tra libberali) o di programmi, e' peggiore di quello dei finti, dei raccomandati spacciati per ggiovani, del vuoto pnerumatico di idee, del pubblico dissimulato, beh allora la chiudamo qui.
Cio' detto, propongo alla Montanelli un turarsi il naso difensivo (voto "contro" non "per") almeno al Senato. Alla Camera fate come credete.
Su tutto il discorso relativo alla ggente non ti seguo nel senso che tutto questo lo dico da anni; ma siamo sempre li', alla confusione che tutti fanno, incolti e sapienti, in questo Paese di mmm... ideologico e di idealisti (ma perche' mai Croce e' nato qui e non in Papuasia?), tra politica e amministrazione.
Che, la gente di mm... la cambi forse con la politica? Checcentra? Qui si tratta di eleggere chi amministrera', chi decidera' dove e come tassare.
QUi si deve eleggere qualche geometra o ragiunat sveglio, il fine intellettuale della Magna Grecia lasciamolo all'Universita' piu' inutile del mondo.
Ma sono una voce che grida nel deserto, lo so.
ciao, Abr
92 minuti di applausi e concordo fonema per fonema con quanto scrive Mthrandir!
Sono pienamente convinto che in Italia non cambierà mai niente perché il 90% della popolazione ha in sé lo stesso DNA arraffone dei nostri opinabilissimi governanti.
D'altronde purtroppo abbiamo i politici che ci meritiamo (parlo naturalmente del collettivo degli italiani, i distinguo poi sono d'obbligo)
In verità io personalmente non avrei neanche la velleità di cercare di recuperare gli italianuzzi medi ad una società "responsabile".
Credo che l'unica sia emigrare in qualche landa disabitata (che ne so, in mezzo all'Australia) e mettere in piedi una società che parta da presupposti differenti da quelli con cui purtroppo siamo abituati a convivere quotidianamente.
E che i cari "l'importante è avere il telefonino e avere come modello ispiratore i tronisti" se ne vadano tranquillamente a ramengo!
P.S.: Quasi in sincrono con Mthrandir, ma ignaro del suo post, ieri ho provato ad abbozzare qualche 'principio' di base che vorrei sentir propagandare da chi abbia l'intenzione sincera di fare qualcosa per raddrizzare il baraccone Italia...idee in libertà, grezze e senza la pretesa di essere prive di errori magari anche gravi...
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