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Tu chiamale, se vuoi, indiscrezioni

Mario Adinolfi ha colpito ancora. Ieri, 10 marzo 2008, gli è giunta all’orecchio un’indiscrezione che lo ha profondamente rattristato. Colpa delle Poste che non recapitano mai le notizie in tempo. Ebbene, sottovoce, in via confidenziale, fonti riservatissime lo hanno informato che MENTRE Luigi Beccia dava la stura alla campagna “Un blogger in Parlamento”, cioè nello stesso preciso momento, Il Giulivo si mobilitava sulla stessa linea adottando una campagna sorprendentemente simile alla sua. Edoardo Colombo non ce l’ha fatta e, doverosamente, a lui è dedicata una commossa prece solidaristica.

Eppure, senza aspettare i rapporti dei servizi di Generazione UServizi U come Ultrasegreti – bastava che Gongolo si fosse letta la risposta al commento che aveva lasciato qui. Avrebbe appreso con ben cinque giorni di anticipo ciò che solo ieri, con prudenza e fatte le opportune verifiche, gli è stato comunicato con colpevole ritardo e in modo parziale. Siccome è l’agire tipico dei Servizi deviati, io al Mario gli voglio riservare una cortesia rivelandogli la cruda verità. Luigi Beccia, fingendo di servirlo con dedizione, nei fatti sta facendo un evidente doppio gioco approfittando della buona fede della star democratica del web. Lo scopo è chiaro: avendolo circuito con belle parole, gli ha lasciato intendere di aver inventato egli stesso, Beccia Luigi, la campagna del blogger al Parlamento. Gli ha mostrato il concept, gli ha sottoposto un paio di banner e l’ha convinto a prestarsi a questa iniziativa.

Adinolfi, che c’ha il modem a 56kappa che è lentissimo e, conseguentemente, su Internet ci sta giusto il tempo necessario per leggere l’imail, aggiornare il suo blogghino e dare un occhio al forum del PD (lì fa presto, tanto son quattro gatti) s’è fidato e gli ha dato la benedizione.

Così, il 21 febbraio dell’anno del signore 2008, Beccia lancia la subdola operazione ben sapendo che, prima o poi, alcuni retroscena sarebbero venuti a galla compromettendo per sempre l’immagine di Adinolfi. Per meglio dissimulare e per non destare sospetti nel capo, inzia il post di lancio con l’agiografia (ricordate il fatto importante che Adinolfi ha la connessione lenta e legge solo le prime righe):

“Giorni fa Mario Adinolfi scrisse sul suo blog che per lui "non è importante" sedere in parlamento. Non è importante perché abbiamo vinto: perché vediamo il PD usare i nostri slogan, perché vediamo venire affrontato il nodo della questione generazionale, perché vediamo il Corriere della Sere parlare dei Forum del PD come di uno straordinario e affollatissimo strumento di democrazia diretta e perché vediamo Veltroni equiparare i diritti digitali ai diritti di servizi primari.”

Tutto tranquillo, Adinolfi non fa caso all’ultima parte del post dove c’è scritto:

“E’ questa la mia proposta. Sperimentiamo ora l’”essere rete” con i nostri tradizionali mezzi: i blog. Spingiamo Mario, lanciamo la campagna: uno per tutti, blogger in parlamento.”

Segue banner di Adinolfi che fa l’autostop.

E qui Adinolfi è fregato perché ha deciso di fidarsi. Qualcuno, forse qualche noto blogger di destra di quelli che lo sostengono, gli dice che esiste un sito poco frequentato, ma piuttosto attivo, che si chiama il Giulivo e che là fanno una campagna uguale uguale a quella di Adinolfi.

Cazzo! Vengono sguinzagliati i Servizi UU come Urcalapeppa! – che si mettono subito al lavoro e scoprono che tale Edoardo Colombo ha copiato l’idea di Beccia sebbene con la variante della petizione on line. Ma è furbo Colombo, perché l’ha copiata con due settimane di anticipo. Il 7 febbraio dell’anno del signore 2008, infatti, il sito Giulivo manda in onda “Un blogger alla Camera” rubando il format allo staff di Adinolfi che stava ancora facendo il brainstorming e il servizio fotografico per il banner. E qui il ruolo del Beccia assume contorni poco chiari perché, stando a quello che scrive, era lui che ne stava discutendo con l’Adinolfi. Ora, escludendo che sia stato Adinolfi a farsi sfuggire i dettagli di un piano così brillante, è chiaro che qualcuno abbia spifferato tutto alla concorrenza. Perché è impossibile che un sito di destra abbia avuto l’idea senza sponde interne dal momento che i blogger di sinistra sono sulla rete da anni e non sono mica degli sprovveduti come quelli dell’altra parte. Poiché conosciamo tutti l’onesta intellettuale di Adinolfi, se ne deduce che qualcuno del suo staff sta chiaramente complottando contro il medesimo per fargli fare la figura del copione, se non addirittura del cleptomane: infatti, dopo la brutta vicenda dello scippo a Branduardi dello slogan poi rivenduto per nuovo ai due Obama democratici, ecco l’ombra della scopiazzatura della campagna per la candidatura.

Allora, siccome ci teniamo che Adinolfi vada in Parlamento nonostante sia stato collocato ad un pericoloso civico 18 (citofonare Susy), vogliamo metterlo in guardia da chi sfrutta la sua popolarità mondiale allo scopo di perseguire obbiettivi poco chiari. Mario, stai attento perché questo mondo fatto di filibustieri è pieno di invidia nei confronti della tua originale creatività e non si farà scrupoli nel tenderti tranelli. Tu sei troppo importante per tutto il web perché possiamo permetterci di perderti: Colombo ha pagato con l’esclusione perché il colpo basso non rende. Ma tu sei ancora in tempo e ce la puoi fare. L’Italia ha bisogno di gente onesta, trasparente, sincera, mossa da un disinteressato spirito di servizio, tenacemente coerente e capace di inventare un mondo diverso.

Anche se è talmente diverso che fa schifo uguale a questo qua.

(Nella foto, agente dei Servizi U – U come Ultimaspiaggia)

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ritratto di Mthrandir
 

Esilarante, veramente esilarante!

Edoardo, è stato un piacere averti reso giustizia. :-)

Mthrandir, scusa, chi è "l’onesta intellettuale di Adinolfi"?... Una parente? Un'amica? :-P (Vien quasi da pensare che non sia un refuso: dì la verità, l'hai fatto apposta!!)

Non mi aspettavo tanto! Il piacere e' mio.
Ma lo staff del controspionaggio lo conosce Technorati? Se no magari pensano che eravamo d'accordo :-)

adesso Beccia ti querela. okkioalcranio!

Nicola, si scherza:-)
Edoardo, giusto un'osservazione: i tuoi ringraziamenti sul post di Adinolfi fanno un po' tristezza. Insomma, cornuti e mazziati no. Sul Giulivo fai un ottimo lavoro ed è un peccato sprecarlo dimostrando un fair play che il signore in questione non merita affatto. La rete può avere senso se contribuisce a smascherare, altrimenti ci limitiamo a fare da brutta copia all'informazione ufficiale. Su su, animo. :-)
Greg, dici che non lo capiscono che è ironico? Mi dovrei apertamente dissociare e prendere le distanze dalla mia ricostruzione? Naaaa, non ci credo:-)

confermo che il giulivo è veramente una delle pochissime operazioni riuscite di satira "di destra" (per quanto stupida questa etichetta sia). Capisco anche Edoardo che va a ringraziare Adinolfi, anche se - secondo me - sapeva già da una vita dell'iniziativa di Mario, così come quest'ultimo - sempre secondo me - sapeva della sua (e per questo ha fatto cominciare la cosa al Beccia). Tuttavia, ha ragione Mthrandir: i metodi furbetto-populisti del nostro non devono essere incoraggiati, anche se questo dovesse significare non rientrare poi nelle sue "simpatie". Altrimenti non siamo persone serie, ma democristianucci furbetti. Come il signore in questione.

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