
Le donne passano la maggior parte del tempo nel dibattito pubblico a rivendicare di aver sempre scelto loro. E passano l'altra stragrande parte del tempo a rimpiangere i bei tempi di quando invece sono state sedotte (non necessariamente da un uomo, da una Idea, magari anche di sè, da un'altra donna, da una causa et et). L'uomo medio invece è diviso a metà tra orgoglio e sensi di colpa verso il primo. La prima parte é come quella delle donne, la seconda ne é il lato oscuro, o in chiaro, fate voi, diciamo il lato inverso. Non sono una donna, né avrei voluto esserlo perché i rabbini dicevano che non é un buon affare e io credo ai buoni affari dei rabbini. Ma non mi piace, né ci ragiono, come l'uomo vero. Io non ho mai preso troppo sul serio chi sceglie chi, il problema del chi sceglie cosa scelga chi è scelto e così all'infinito. L'ho trovato sempre pericolosamente simile al problema irrisolvibile del vien prima l'uovo o la gallina. E tutto sommato inutile. Forse perché sono stato scelto e non ho scelto di conseguenza. Forse perchè Amor che a nullo amato a me sembra ancora oggi un concetto assai forzato, una stronzata se comodità tacendo. Non credo che una donna innamorata e lasciata dal suo amore abbia scelto di essere lasciata. Non credo che la morte o la malattia o la felicità siano scelte. Io credo che il gioco delle scelte sia in realtà un bouquet molto meno ampio di quanto si possa e si voglia accettare. E che quel che conti alla fine non é chi sia il padre o la madre di tutte le scelte. Quanto si stia bene durante, semmai. Anch'io ragiono come la seconda stragrande parte dell'arco temporale femmineo, e sto lì a bearmi di quanto ti faccia stare bene appartenere ad una forza, aderire a un entusiasmo, corrispondere una voglia. Molti mi hanno accusato di essere un misogino, soltanto perché tratto donne e uomini come uguali. Senza riverenze, senza troppi misteri, senza comode devozioni. Io non credo che la donna sia un mistero, credo che non ci sia ascolto a quel che dice. E credo che la donna non sia abituata ad essere ascoltata, e da questo nasca la testarda e a volte patetica convinzione irremovibile nelle cose in cui crede. O crede di aver scelto. Si badi bene. Assassinare il mistero non significa mica sminuirne o negare il valore di ciò che si scopre. Smentire l'illogicità o meglio l'incapibilità del comportamento di un essere umano, se tale, inconoscibile, culturalmente come dogma accettato dalla comunità, non é una operazione di killeraggio della poesia della vita. E' un togliere inutili maschere, magari. Ma mica sotto non c'è niente. C'è, per Dio, una faccia. Una faccia intera. Assassinare il mistero non significa mica sminuirne o negare il valore di ciò che si scopre. Significa dargliene uno, di mistero, più definitivo.
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Il tuo volto mirato in uno specchio.
(La Via Mocciana-con la ci-alla Moratoria)













le dimensioni non ci sono (più di mille), ma la strada è quella giusta XD
Bisognerà pur dirlo come sottotitolo feroce : le dimensioni contano.
Recepito.
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