
La "storia infinita" non è solo un titolo di un vecchio film, ma è, forse, la migliore sintesi per descrivere i risultati di ieri delle primarie in Texas ed Ohio. Hillary Clinton, che tutti davano per spacciata, rimane in vita (in Texas mancano ancora i risultati del caucus), vincendo con un buon margine in Ohio e con un risultato un po' meno esaltante nel Lone Star State. Questo le è bastato per recuperare qualche delegato e per far tirare un sospiro di sollievo al suo entourage. Fermata la striscia positiva di Barack Obama, ora anche il più piccolo Stato potrà essere determinate da qui alla convention di Denver, che da oggi diventa sempre più ago della bilancia nella scelta del candidato democratico da contrapporre a John McCain. Il Senatore dell’Arizona infatti da oggi è, oltre che formalmente, anche matematicamente il candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti d’America.
Dal grafico ci rendiamo conto quanto Hillary sia stata brava nel recuperare i voti delle donne e dei cattolici bianchi. Ora vediamo cos'è successo ad Obama sempre con gli stessi parametri adottati per la Clinton:
Il calo è evidente. Reggono solo gli Indipendenti, mentre il voto bianco, in controtendenza alle passate primarie e caucuses, ha sterzato decisamente a favore della candidata democratica, segno che il fattore "razza" ha pesato decisamente. C'è anche un altro fattore importante da considerare, ancora una volta, anche in Ohio, la Clinton è stata efficace sugli indecisi. L'ex First Lady ha vinto proprio fra coloro che hanno scelto nell'election day. Normalmente, ad Obama è sempre andata meglio con quegli elettori che decidono pochi giorni prima. Hillary, ha fatto molto meglio di Barack, anche fra gli elettori già certi del loro voto una settimana prima. Anche in questo caso era Obama a funzionare meglio con quel segmento. Ed in Texas? Vediamo cos'è successo con i migliori segmenti elettorali di Hillary per poi compararli con quelli di Obama:
Dal grafico si nota perfettamente come le donne e gli uomini di pelle bianca abbiano votato massicciamente per Hillary, cosa per altro non nuova per lei negli Stati del Sud. Vediamo ora Obama:
Obama perde sensibilmente fra gli uomini di pelle bianca. Hillary ha fatto vedere un notevole miglioramento tra gli elettori più ricchi e persino fra gli indipendenti - due gruppi che di solito hanno sempre puntato su Obama, sia che si trattasse di Stati del Nord o del Sud. Questo è il vero campanello d'allarme per Barack Obama che dovrà per forza di cose "riagguantare" questa parte di elettorato che, fino ad oggi, era stato il suo "zoccolo duro". Cosa possiamo dedurre? Tutto quello che è successo in Texas ed Ohio è stato più o meno coerente con quello che è sempre accaduto negli Stati membri prima del Wisconsin. Da ciò, si potrebbe ipotizzare che lo slancio accumulato da Obama dopo il Potomac si sia fermato con il voto di ieri, e che le tradizioni ed una cultura radicata fanno fatica ad essere scalfite anche davanti ad un show-man come Barack. Solo nelle prossime votazioni potremo capire se la tendenza sarà quella canonica, oppure verrà cambiata nuovamente dal leader di colore.
Per Obama potrebbe essere anche controproducente sbandierare una possibile vittoria nel caucus in Texas perchè, fra il milione e mezzo di elettori delle primarie vinte da Hillary, rispetto ai 100.000 voti striminziti del caucus per Barack, c'è parecchia differenza.
Il percorso di Obama non è più in discesa come poteva sembrare fino a pochi giorni fa nonostante il mainstream media americano l'avesse ormai scelto come front runner democratico per la corsa alla Casa Bianca. Le risposte stizzite di Barack ad alcuni giornalisti proprio ieri sera, sono il sintomo che qualcosa forse si sta incrinando nell'aura "messianica" del senatore dell'Illinois. Possiamo scommettere che prima della convention di Denver sarà difficile poter avere un candidato fra Hillary e Barack. E' mentre i democratici si azzuffano, John McCain incassa con un sorriso il ritiro di Huckabee, godendosi un calendario che potrà dargli la possibilità di riunire sempre di più la base del Grand Old Party per la sfida decisiva di Novembre.
A rileggerci
Technorati Tags: McCain, Clinton, Obama, Texas, Ohio, Super Tuesday II













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