
Mister zerounopercento ce l’ha fatta ad entrare in lista, sebbene un poco oltre la linea di confine che separa i cosiddetti “sicuri” da chi se la gioca. Se UolterUeltroni vince, la rete avrà finalmente un suo rappresentante in Parlamento.
Al posto 18 della lista piddina Lazio I alla Camera si accomoda Adinolfi Mario, ex diellino, blogger di sinistra che bloggare è di sinistra, giornalista apprezzato dalla CEI, anchor man televisivo (di una tv che si chiama Nessuno, per coerenza), ex candidato alla segreteria del PD medesimo, leader di Generazione U – U come inversione a U, ma anche come Ussignùr o anche come Unknown -, grande esperto di web-nuove tecnologie-fare rete, straordinario comunicatore (ha convinto tutti di aver inventato lo slogan “Si può fare” e di averlo poi rivenduto in Italia e all’estero) e commerciante all’ingrosso di idee altrui ricollocate sul mercato dopo averci abbassato i chilometri.
Tipo quella volta che riconobbe generosamente a Tito Boeri la paternità congiunta sull’idea della progressiva deprecarizzazione del lavoro.
Tutto questo ben di Dio, forse, ce la può fare e mettersi seduto di fianco alle Uolter’s Angels realizzando il sogno di una vita, cioè farsi protagonista di un film che ha la trama inversa dell’indimenticabile “Tron” invertendo a U, come Generazione U, la via grilliana al successo. Dal digitale al reale in meno di un mese e senza aver mai moltiplicato non dico pani e pesci, ma neanche una Macina del Mulino Bianco. Non che non sia capace, è che per moltiplicarle bisognerebbe resistere convintamente alla tentazione di mangiarsele prima.
Ma c’è dell’altro, molto altro: Adinolfi Mario è un mago del web e, al contempo, uno dei migliori strateghi della comunicazione duepuntozero. Non ci credete? Sciocchi disinformati. Il 21 febbraio, in piena bagarre precompilativa delle liste, era stato intervistato dal network Blogosfere (quanti ricordi…) proprio in qualità di espertone. Un’intervista che va sorseggiata risposta dopo risposta per coglierne il significato profondo. Tipo questa pragmatica dichiarazione:
D. Cosa farete per aumentare la partecipazione degli utenti e coinvolgere anche quelli di altri schieramenti?
R. Sono passaggi che non vanno pianificati, non vanno costruiti alla vecchia maniera inviando circolari dal centro alla periferia. Abbiamo la fortuna di una presenza diffusa dei blogger in rete: decine di migliaia di persone che attivamente propongono la loro forma di militanza sul web. Nella stragrande maggioranza dei casi questi blog non sono luoghi di propaganda, ma di confronto. E’ dal confronto che nasce il consenso e la destra su questo è molto indietro, l’ha ammesso persino Paolo Bonaiuti, dichiarando che “il centrodestra è assente dalla rete”. Ecco, noi siamo presenti da anni e per questo saremo ora presentissimi. La rete è democratica.
Fischia! Decine di migliaia di blogger che si confrontano ogni dì, tutti democratici per ammissione onesta di Bonaiuti, un altro intenditore che nel web è a suo agio come un tonno in centro a Cremona.
Ma tutte ‘ste decine di migliaia di blogger in fila da Adinolfi, dove sono? Di sicuro non sono sul forum che egli gestisce per conto del PD: nella sezione “newmedia” ci sono 134 iscritti, tra cui il medesimo Adinolfi, un admin e due o tre che ci hanno messo i cloni per far numero. E stiamo parlando del forum ufficiale del PD che abita sul Cannocchiale, cioè la piattaforma partorita dal Riformista, ma oggi autonoma (Ipse dixit). Talmente autonoma che uno dei boss di Data on Line – Emanuele Fini – risulta titolare del dominio “veltroniperlitalia.it” senza aver ricevuto cause, è stato consulente “esterno” di D’Alema nel 1999 e che sempre Data on Line, curiosamente, ha in gestione il sito del Partito Democratico. Con tutte queste premesse, uno strabiliante risultato. Del resto, basta guardare il primo piano del forum: la sezione “si discute di…” è un feed reader del blog di Adinolfi in persona, mentre i contributi dei membri sono i feed della plebe. Detta altrimenti, fare rete è la traduzione modernista del “ce le suoniamo e ce le cantiamo”. Se con questi successi si raccatta un posto in lista, il Sindaco di Tocqueville – che di blog ne aggrega oltre mille – dovrebbe essere candidato Premier d’ufficio nonostante sia oberato di casini.
Ciononostante, Adinolfi veste giustamente i panni del nono nano, Gongolo, ringalluzzito dall’inopinato parziale successo. E si fa carico berlusconianamente del peso che la rappresentanza del suo mondo storicamente gli impone:
“In questo momento penso anche a Ivan Scalfarotto e Pippo Civati che hanno avuto in Lombardia posizioni analoghe. Penso a Generazione U, certo, ma penso anche ai Mille e a un mondo intero: il mondo della rete, di chi si batte con la schiena dritta, di chi non è solo giovane. Penso che abbiamo una ragione in più per vincere le elezioni.”
E noi un'atra fondamentale per non andare a votare.
(Nella foto, il mio grasso, grosso blogger de sinistra)














Cambio immediatamente la residenza...
Una soddisfazione come questa non me la posso lasciar scappare..
Un sorriso zerounopercento
Mister X di Comicomix
Lo si fa per allenarvi la pazienza:-)
"Penso che abbiamo una ragione in più per vincere le elezioni.”
E noi un'atra fondamentale per non andare a votare.
.... sapendo che tu non lo avresti votato comunque, mi sfugge il nesso.
Era un "noi" generico, ecumenicamente rivolto anche a chi avrebbe avuto in mente un voto a UolterUeltroni:-)
Ehm, Gongolo era tra i 7 nani originari...
sarebbe bene sottolineare la bocciatura nel PD di Nando Dalla Chiesa e Beppe Lumia, per far posto a valdimiro Crisafulli(http://it.wikipedia.org/wiki/Vlad...)
Non sono ancora riuscito a leggere il post perchè solo la foto ed il titolo non mi hanno ancora fatto smettere di ridere...appena riprendo fiato cerco di leggerlo...ce la posso fare...
ms come si fa!!?? adinolfi è quello che è non c'è dubbio ma..... in rete e anche su ok notizie sono tutti/e santa maria goretti?
clark
La regola dovrebbe essere: agli insulti non si risponde mai. Va bene l'ennesima battuta sulle macine del mulino bianco mangiate (potete immaginare quante volte l'ho sentita, declinata in varie versioni?), va bene l'idea di raccontare le battaglie mie e di molti di noi piazzandole a metà strada tra la mitomania e la truffa, insomma, va bene la delegittimazione compiuta a sputazzi. Ma vi viene in mente che questo riconoscimento a una battaglia politica compiuta dalla rete e sulla rete, può aprire spazi utili a chiunque? Quando mi candidai alle primarie del Pd, alcuni autorevoli blogger di centrodestra mi diedero il loro sostegno. Perché capirono che, in fondo, combattiamo una battaglia comune. Vogliamo cambiare dal profondo questo malandato paese e usiamo il web come mezzo: un riconoscimento politico dovrebbe rendere felici tutti e trasformarsi in forza per altri (penso a Colombo, il Giulivo) che in queste ore stanno combattendo battaglie analoghe nel campo dei miei avversari. Perché va bene che fa tutto schifo, ma da qualche parte a cambiare bisogna pur cominciare. La rete è il luogo migliore dove avviare la mutazione necessaria dell'Italia. In bocca al lupo a tutti e scusate l'intrusione.
aggiungo che prima delle elezioni del PD io non avevo idea di chi fosse Adinolfi, e le uniche volte che l'ho visto in televisione l'ho trovato SACCENTE e PRESUNTOSO.
Di comunicazione non ha capito nulla, presentarsi in maniera spocchiosa e presuntuosa non paga in nessuna parte del mondo.
Ottimo pezzo comunque.
Per dovere di ospitalità, partiamo del protagonista che ringrazio per essere sceso tra noi umani:
Adinolfi, non fare la vittima. Ho riletto attentamente e di insulti non ce ne sono, quindi la prima regola la lasciamo stare. A meno che, nell'alto dei cieli, non sia definibile tale il sarcasmo, ma sappiamo entrambi quale sia la differenza. La battuta sulle Macine era facile e poco originale, ma i razzi sul finto bersaglio van bene per altri bloggers. E anche la rispostina con gli sputazzi lascia il tempo che trova. Mi spiego: avrai notato un grande uso dei link, in molti casi al tuo blog. Puoi smentire, dati alla mano, una sola affermazione? Naturalmente no. Quindi moraleggi, come i tuoi padrini politici che non rispondono mai a tono, ma amano divagare e concentrarsi sui massimi sistemi. Quale sarebbe la battaglia politica che fai? Quella della democrazia diretta? Quella dei ggiovani? Quella del genocidio? Dei precari? Roba orecchiabile, ma di concreto?
Sui sostegni di autorevoli bloggers di centrodestra, abbi pietà del mio QI: i blogger non contano un cazzo, a destra come a sinistra. Non li cito per carità di patria e fammi fermare qua che conviene a tutti e due. In tutto questo schifo, però, citare il Giulivo è veramente indecoroso, specie dopo che gli avete scopiazzato la campagna del blogger in Parlamento. Altra rivendita col contachilometri truccato. Visto che sei molto web 2.0, dovresti sapere che certe cose le puoi raccontare a Veltroni tra il cappuccio e la brioche, oppure a Bonaiuti che il pc lo porta in lavanderia quando pensa che sia sporco, ma qui fai più fatica. La prima firma della petizione del Giulivo è del 7 febbraio, mentre la grande idea di Luigi Beccia è del 21, cioè è arrivata nei caucus (uahuahuah) con tre settimane di ritardo.
Ti cito:
Non siete direttisti, siete cleptomani, il che è diverso. Ovviamente, se puoi smentire una cosa soltanto tra quelle riportate, sono disponibile a dare alla controdeduzione lo spazio che ha avuto il mio post. All'unica condizione che riporti fatti e non vaghe recriminazioni.
@ BiGi: si, ma era troppo carina:-)
@ Chris: ce la puoi fare! Yes, you can!:-)
@ clark kent: ma chi la vuole Maria Goretti? A me basterebbe uno con un'idea in testa che non sia una seggiola:-P
@ Marco Panattoni: qui non è questione di simpatia o di antipatia. Mica siamo bambini che si mettono a dire che con te non gico perchè hai gli occhiali. Però non ci si fa nemmeno prendere per il culo:-)
E poi i nani erano 7... l'ottavo chi sarebbe? Silviolo?
Silviolo è entrato nel gruppo da un pezzo:-)
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