
Punire, punire e fortissimamente punire. Siamo di fronte alla gogna della berlina politica mediatica, voluta ed aizzata dalla parte peggiore del sistema paese. Quella parte di società preda e vittima della sua stessa mediocrità. Che mai sarà contenta e mai sarà saziata anche davanti all’ultima auto blu demolita; invidiosa di quello che non ha e che non potrà mai avere, non per colpa di qualcuno, ma solo per via della sua pochezza caratteriale ed intellettuale.
Questa è la parte di paese che si nutre con l’invidia di classe. Un’invidia forcaiola che ricorda tanto antiche rivoluzioni presso Bastiglie altrettanto lontane, e quindi, fuori dal tempo. Non si tratta solo di luoghi comuni di una parte del popolo italiano, perchè molta della politica dei nostri giorni (specchio del nostro tempo) è purtroppo untrice e causa di questa deriva che, non trae solo spunti dall’antipolitica, ma bensì dall’ignoranza e dal populismo più becero o, più semplicemente, dalla necessità di attirar consensi. In quest’ultimo caso le colpe sono però maggiori perché, sfruttare lo scarso livello intellettuale altrui, è spesso sintomo di grettezza e aridità.
La legalità e la sicurezza poco c’entrano con tutto quello che stiamo vivendo e sentendo in questi giorni dai pulpiti dei nostri rappresentanti. Il futuro, in un paese dove solo il 13% degli studenti si laurea; dove le persone leggono e si informano sempre meno e dove, purtroppo, il benessere sociale ( e di conseguenza quello intellettuale) cala, non potrà che riservarci, sempre più amare notizie. Schiavi di un ottocento massone che ci ha unito contro la nostra volontà e la nostra cultura, e di una deriva massimalista chirurgica, ci ritroviamo vittime inconsce di uno stile di vita che prende per regola (e non per corollario) la cura piuttosto che la prevenzione; un modus vivendi che non forma, ma che distrugge il problema, per poi esporlo alla berlina come esempio.
Cosa c’entra tutto questo con la giustizia? Cosa c'entra tutto questo con il vero scopo della certezza della pena che, a null’altro serve, se non cambiare, ed in meglio, chi erra per poi reintrodurlo nella società? Ed il risultato di tale scempio si concretizza sempre come un martello su incudine, perché l’ignoranza è così che si comporta. A mali estremi, estremi rimedi. Occhio per occhio, dente per dente.
E non illudiamoci: “Forbici chimiche” scaccia pensieri; liste di condannati declamate da palchi e date in pasto come un cristiano alle fiere di un circo; intercettazioni che di legale, spesso hanno poco, se non nulla e listoni bancari con dipendenti compiacenti a divulgarle, previo compenso, con politici pronti a strumentalizzarle, saranno solo l’inizio. Ci ritroveremo schiavi del nostro passato, grazie ad un progresso stravolto dall’ideologia che, non mi stancherò mai di dirlo, altro non è se non il grande bluff del nostro tempo.
Tronfii di noi stessi non ci rendiamo conto di essere già alla deriva facenti parte di un sistema che ci impone l'antigarantismo ad ogni livello. Siamo fieri di non sapere, invece di formare; di dimenticare tradizioni e, al tempo stesso, ottusamente non capire ciò che bisognerebbe cambiare. L’ipocrisia punitiva e giustizialista che permea questo tempo, ed in particolare, questa campagna elettorale politica, non è altro che lo specchio del paese in cui viviamo, ed è, alla fine, la prima causa dei lassismi nell’operato dello Stato sui molti temi sociali che rendono la nazione vulnerabile, rispetto ad cultura che andrebbe rivista, forse ancora troppo schiava del dopoguerra. Il problema morale sollevato da buona parte del sistema, derivato dalla totale assenza del valore viene così esorcizzato dalla gogna, proprio perché l’accusatore, la morale, l’ha persa.
Guardare le pagliuzze invece di analizzare le travi, costa meno fatica, ed è, di certo, più redditizio. Le colpe di tutto questo, che risiedono nell’appiattimento dei valori nelle idee, trovando terreno fertile nell’irrealismo politico di oggi, sono frutto di imposizioni lontane nei tempi e tramandate dal volere di pochi contro l’imbarbarimento progressivo di molti. Un'Arancia Meccanica che, ancora oggi, ci costringe e ci imbavaglia.
Solo quando ce ne renderemo davvero conto potremmo finalmente vedere il nostro paese con altri occhi. E magari anche a migliorarlo.
A rileggerci
Technorati Tags: giustizia, garantismo, antipolitica, elezioni politiche 2008













e che è, girolamo savonarola?
Ma quale Savonarola! Qui siamo davanti ad un sistema che ti indica con l'indice, senza capire che il problema sta a monte!
Invia nuovo commento