
Ehi tu incerto, indeciso, voglio te. Tu che vivi una vita infelice e piena di laici dubbi. Tu che hai perduto la gioia ed il buonumore dietro le sacre sapienze, i santi dogmi, i liberi vessilli o sigilli che non sanno di niente. Tu che hai bisogno di costruire un senso o un significato o di dar sfogo veritativo, perché così siam tutti e chi lo nega è una spia di ipocrisia, ad una delle verità possibili perché non se ne può più del tutto eguale, tutto pari, e si rivuole l’evidenza, si rivuole vincitori e vinti. Tu che tra tante verità hai scelto ciò che è perché ciò che sembra. Tu che sei stanco di sofismi e alti lai, che la fai facile perché facile, che quella è un adulto e quello è un bambino, quella è una mamma e quello vita propria. Tu che hai bisogno di una menzogna utile, perché se è utile sia per forza vera. Tu che vorresti scegliere qualcosa di più solido del silenzio sennò le mamme muoion di dolore se fanno una cazzata, e che impazzissero pure tutte quante se arrivano ad uccidere soltanto per le palle piccole. Dovesse servire a salvarne qualcheduno a KlinefelterClub o a Diabeteland, ci si marciasse pure sopra ‘sti corpaccioni grossi e che dovrebbero esser grandi dentro. Tu che abbisogni come l’aria di qualcosa di solido e potente come una bugia ma detta bene (cioè detta dai potenti), tu che questa volta salvi qualcuno in questo porco mondo e non il mondo, ti vendo a lui. La grinta che non hai. Quinto Fufio non a caso è un bastardo. Noi facciamo altro, il padre questa volta è certo e conosciuto, saremo (e faremo) figli di. In fondo è quello che voglio e il mondo (crepa !) non mi dà. Rido, buffone, per la carrozzina. Io che cambio indirizzo tanto il circo vecchio è vecchio e laico anche senza me e c’è un infelice ovunque vai, io venduto ti vendo. E compro, io svenduto e baro, te per lui, il re. Che, in cambio del tuo inferno, ci dà due ali sai ?













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