
Incuriosito da un pezzo interessante di Gianluca Barile apparso su Petrus, ho mosso le mie pedine per trovare qualche conferma alla notizia che anche Satana in persona ha qualche difficoltà a rapportarsi serenamente e pacatamente con Benito Sedicesimo.
Secondo il direttore del quotidiano on line che si occupa di santificare il pontificato di Ratzinger, Satana avrebbe emesso un comunicato stampa – ignorato dai media schiavi dei laicisti – nel quale lamentava una serie interminabile di ingerenze ecclesiastiche nella gestione del regno oscuro. E sono ingerenze così frequenti che il Demonio sarebbe in preda ad una crisi di nervi così profonda da richiedere l’intervento immediato di un noto psichiatra.
“Lo odio, non lo sopporto più: ogni sua parola, ogni suo gesto e ogni sua benedizione rappresentano un esorcismo” sono le parole disperate che si sarebbe lasciato sfuggire durante una preghiera di liberazione alla quale si era sottoposta, in anestesia totale, una signora della zona di Salerno.
Sebbene il tentativo di stabilire un contatto con la ferina eminenza nera del sottosuolo non abbia avuto successo, l’Ufficio Relazioni Esterne (Assistenza Potenziali Clienti) mi ha gentilmente inviato una replica alle affermazioni di Barile che vi ripropongo:
“Gentilissimo Signor Mthrandir,
grazie per la segnalazione, ma avevamo già letto il pezzo perché siamo abbonati ai feed di Petrus fin dalla sua nascita. Come potrà immaginare, la nostra associazione è sempre molto attenta alle mosse della concorrenza. Avevamo deciso di non replicare ufficialmente poiché avevamo giudicato l’articolo palesemente infondato, ma il solo fatto che Ella ci manifesti dubbi ci consiglia di risponderle in modo formale. E lo facciamo citando dati e situazioni oggettivi, non singoli episodi di dubbia credibilità come quelli dei quali riferisce il Barile. Le basta ascoltare un qualsiasi telegiornale, anche del suo paese, per riconoscere che la nostra associazione possiede quote di mercato molto consistenti: stupri, violenze, rapine, omicidi, furti e corruzione (solo per citare i nostri prodotti più noti) sono costantemente in prima pagina e largamente praticate. Al punto che tutte le statistiche disponibili indicano quanto il cosiddetto “problema sicurezza” sia in cima alle paure del popolo. Letto nel verso giusto, è un dato che conferma il nostro successo commerciale e la costante crescita di fatturato: abbiamo perfino superato le tasse negli indici di gradimento, il che non è un risultato da poco. A livello globale le cose vanno ancora meglio: guerre, attentati, stragi, e pulizie etniche crescono a ritmi “cinesi”, ma anche i peccati minori vanno benissimo.
Ci sembra evidente che di fronte ai nostri ripetuti successi (pensi alle recenti acquisizioni di reti di vendita in Brasile e in Nord America), la concorrenza provi a difendersi anche promuovendo una certa disinformazione oppure ricorrendo a meschine manovre di tattica elettoral-propagandistica.
Noi cerchiamo di mantenere il profilo di serietà e di coerenza che ci viene riconosciuto da millenni e preferiamo rispondere concretamente con i fatti.
Resta da precisare che, in relazione alla presunta lamentazione che il nostro Amministratore Delegato si sarebbe lasciato sfuggire in quel di Salerno, essa appare tale in quanto maliziosamente riportata fuori dal contesto originale. Nei fatti, il nostro Amministratore Delegato si trovava a Salerno su invito di una rappresentanza della Santa Sede per provare ad individuare eventuali punti di convergenza nei programmi e per capire se ci fosse lo spazio per un apparentamento elettorale. La frase intera è la seguente:
“[Lo odio, non lo sopporto più: ogni sua parola, ogni suo gesto e ogni sua benedizione rappresentano un esorcismo] nei confronti della concretezza! Ma come? Io che sono in testa a tutti i sondaggi e che sto per vincere la partita a mani basse gli offro un sacco di posti in consiglio di amministrazione e Lui pretende di presentarsi col suo simbolo? Così non parte nemmeno la trattativa. Dobbiamo semplificare perché la gente chiede chiarezza e vuole un progetto unico ed identificabile sul quale esprimersi. O rinuncia e confluisce con tutta l’organizzazione da noi, oppure vada da solo e affronti il giudizio dei cittadini. Ma è bene che sappia che, da solo, otterrà un risultato molto modesto. O comprende che il progetto di un nuovo centro con lui candidato premier non ha più appeal, oppure si condanna alla marginalità”.
Ci spiace aver dovuto rivelare in questo modo la trattativa perché ci eravamo reciprocamente vincolati alla riservatezza. Ma il patto è stato violato da loro per primi per cui ci sentiamo altrettanto liberi di rispondere. Noi siamo per la trasparenza e vogliamo parlare chiaro. Certe azioni di lobbying striscianti non appartengono alla nostra storia.
Noi i peccati li dichiariamo e li inseguiamo apertamente perché la gente li possa giudicare. Loro possono dire di fare altrettanto?”
(Nella foto, foto dell’incontro di Salerno)














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