
Carissimo figlio di moltissimi padri,
ci ho pensato sopra tutta la notte prima di decidermi a scriverti questa lettera aperta combattuto tra la voglia di sfogarmi e la curiosità di sapere chi sei. Noi non ci conosciamo, eppure siamo in qualche modo legati da qualcosa che abbiamo in comune: la macchina. Nel senso che la macchina è mia, ma da ieri, per qualche buona ragione che ignoro, hai pensato di prenderne il volante e la stai usando te per andarci a spasso chissà dove.
Qualche razzista forcaiolo di destra non avrebbe esitazioni a chiamarlo furto, ma bisogna andarci piano con le parole perché ci son troppe cose che non so di te.
Ad esempio, non so quali e quanti alibi forniti dalla sociologia giustificazionista puoi mettere sul piatto per spiegare il gesto. Tua madre era usa ad avere frequenti rapporti orali con equidi non necessariamente di razza e questa attitudine ti ha turbato irrimediabilmente? Oppure, nel tuo passato, c’è un padre alcolizzato e manesco che ti ha allevato a bestemmie e cinghiate impedendoti di maturare come uomo? O, forse, è colpa di una società che ti ha emarginato ingiustamente a causa della tua notevole sensibilità di adolescente spingendoti nel tunnel della droga?
Chi lo sa? Magari avrà influito quella cosa di tua sorella e della sua equivoca passione per il calcio che non si è mai capito se fosse tifo sincero oppure il bisogno di stare molto, troppo, vicina alla squadra del cuore, riserve comprese.
Oppure le ragioni della tua esclusione dipendono dalla clandestinità alla quale sei condannato dal cieco egoismo capitalistico occidentale e, non avendo avuto altra scelta, hai deciso di sfidare la legge pur di garantirti la sopravvivenza.
Come vedi, le domande che vorrei farti sono molte perché mi piacerebbe approfondire, capire fino in fondo il perché del tuo disagio o se si possa, eventualmente, fare qualcosa per aiutarti a raddrizzare questa evidente tendenza alla sociopatia.
Ho provato ad immaginare il motivo che ti ha convinto a scegliere un’utilitaria color verde vomito metallizzato, immatricolata nel 1993, col cruscotto che si scioglie ai primi caldi primaverili, invece della nuovissima e splendida Classe A parcheggiata a fianco. Un eccesso di modestia o un qualche timore reverenziale nei confronti dei poteri economici forti?
E se tu fossi un collezionista eccentrico di ciarpame meccanico al quale mancava proprio quella macchina, la mia macchina, per finire l’album dell’orrido?
Più ci penso, più le domande si sovrappongono e nascono nuove, entusiasmanti ipotesi. Magari sei solo uno distratto che ha una macchina uguale ed eri convinto di averla parcheggiata proprio lì: mi immagino la fatica che hai fatto ad aprire la portiera con la chiave sbagliata e il sudore maledetto pianto nel tentativo di accendere il motore. Se ci penso, non posso trattenere la commozione e mi lascio vincere dal senso di solidarietà umana che si prova nei confronti di tutti i propri simili impegnati in battaglie dal destino segnato. Alla fine, chissà se ti sei chiesto perché sarà stato necessario unire i cavetti sotto lo sterzo per ottenere un risultato normalmente conseguibile con minore impiego di creativa ingegnosità.
E ancora: magari sei un fedelissimo delle rottamazioni e non ti sei voluto perdere la proroga. Avendo terminato gli Euro 2 tuoi, sei uno di quelli che si sentono investiti della missione e te ne vai in giro a rottamare anche quelli altrui. Nel caso, io avrei preso quella Chevrolet a GPL da meno di settemila euro: quando te la consegnano, lasciamela al solito posto con la fattura sotto al tergicristallo.
Ci sono molte cose che non so di te, ma una, da ieri, mi è chiarissima. Considerando che l’autoradio non è commerciabile perché la tessera col chip ce l’ho io nel portafoglio e che il serbatoio avrà avuto dentro il necessario per percorrere una cinquantina di chilometri, indipercui dovrai forzare anche il tappo per fare rifornimento, emerge una certezza. E cioè che tu sia un’enorme, incommensurabile, fantasmagorica, irripetibile, straordinaria, unica, inimitabile testa di cazzo.
Cordiali saluti
(Nella foto, vittima)














Mi sono perso qualcosa o...
ti hanno fregato la macchina???!!! :O
Se sai qualcosa, parla!
Uhm...ma ad Aprile per andare ai seggi ed annulare la scheda come fai? :DDDDD
Vado a piedi. Son vicini...:-P
Ma no, dai ..... ti è rimasto l'elicottero ...... ci vai con quello e lo parcheggi direttamente nella cabina elettorale .... :-DDD
In cabina vado con il multiruote Centauro e lascio un segno che odora di polvere da sparo:-P
Chiù y pe tutti!!! cacchiu cacchiu iuuu iuuuu
Chiù y pe tutti!!! cacchiu cacchiu iuuu iuuuu
ops... un commento puoi "rubarlo" :)
"un’utilitaria color verde vomito metallizzato, immatricolata nel 1993"
NCAT?
Parati le terga, perché secondo me... l'utilizzeranno per qualche rapina.
Vedi tu se e' il caso di proseguire con la tua censura cattocomunista, Mthrandir.
Ti lascio il beneficio del dubbio, perche' magari e' Gregorj che non si e' spiegato bene; ma sappi che ho gia' acceso la saldatrice.
(beh dai, pero' l'hai presa bene a leggere l'articolo)
Applausi a scena aperta per la lettera, Mthrandir!
E mi spiace per la tua macchina: massima solidarietà.
Ah, Luciano...ormai l'acronimo NCAT è obsoleto!
Ora si parla di IBGL: Infame Boita Gioanin Lamiera
se la prossima volta non lasci le chiavi inserite e la macchina accesa con la portiera aperta, vedrai che non te la rubo, cretino.
:-O mi dispiace tanto... io sono affezionatissima alla mia macchinina... mi immagino il tuo dolore (oltre al giusto e sacrosanto istinto omicida)
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