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La sberla

Invece di aggiungere altre parole a questa politica rigonfia di paranoie e congetture, occorre un semplice gesto: una sberla, un’affettuosa ma decisa sberla per questa classe politica che continua a ficcare la testa nella sabbia dei giochi di potere. Sono bastate le elezioni anticipate per scatenare le papille gustative di questi cani di Pavlov. Tutti a sbavare per le liste, le candidature, il posto giusto in lista. Tutti, nessuno escluso. Tutti fulminati sulla via di Roma, sia provenendo da destra che da sinistra. Berlusconi già pregusta il ritorno a Palazzo Chigi annunciando che la prima legge del nuovo governo sarà sulle intercettazioni telefoniche. La sinistra non ha più niente da dire e spera solo di cadere in piedi. A parte queste seghe mentali sull’esito del voto, silenzio assoluto. Silenzio sul lavoro, sull’immigrazione, sulla sicurezza, sullo sviluppo, sulla sanità, sulla scuola, sulla politica estera, sulla questione energetica. Silenzio sulla realtà – e quindi sulle persone che sono oppresse da questa realtà. In un paese che precipita nel baratro della crisi il problema numero uno del centrodestra che si prepara a governare è fare la lista unica e trovare una sistemazione per Mastella. Dalla sinistra nessuna autocritica sulle nefandezze commesse dal suo governo. Come se niente fosse. Come se a Napoli fiorisse un giardino profumato e le tasche degli italiani fossero strapiene di soldi. Come se gli operai nella fabbrica Thyssen fossero morti per caso o quella ragazza minorenne stuprata dal branco si fosse inventata tutto. Forse siamo pazzi noi a credere a queste notizie. Forse siamo pazzi a credere ancora a questa classe politica. Di sberle ne abbiamo già prese tante, e siamo ancora qui. Ora tocca ai politici.

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ritratto di Joyce
 

vero, verissimo. e purtroppo continueranno ad ignorare la realtà anche dopo che li avremo mandati a scaldare i banchi in parlamento a 20k al mese.
tanto loro alla quarta settimana ci arrivano, anche se con qualche difficoltà.....

p.s. grande il cartello stradale, se si continua per quella via si arriva a un ponte sul Po crollato per l'alluvione del 1996... la potenza dello stato arriva anche nel pinerolese.....

Ripeto e ribadisco: andiamo a votare ed annulliamo la scheda.
TUTTI.
Forse così cominceranno a rendersi conto che hanno rotto i cosiddetti.

Scheda nulla! Scheda nulla! Scheda nulla!
Joyce

Lo so: non capiranno mai! Propongo il mio modello di riforma elettorale: AK 47. Cos'è? Kalashnikov!
Joyce

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