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Sharia una pessima idea

burqa

Dr. Rowan Williams, Archbishop of Canterbury, leader della Chiesa anglicana, è sempre stato un grande amico della sinistra - il leader religioso ideale per ogni intellettualoide borghese che si rispetti. Eppure ieri ha fatto qualcosa che neanche il sinistro più ottimista - l'idealista disingenuo, buono, Walter V. Obama - avrebbe mai potuto immaginare: ha detto una cosa talmente stupida da riuscire a mettere d'accordo la sinistra filo-israeliana di Nullo, islamoscettici con una incomprensibile pazienza per quel sempliciotto di Bush, e i Guardian(i) radical-chic, relativisti con un cuore talmente grande da trovare posto per l'intero popolo palestinese (is there such a thing?) and beyond.

Quale combinazione semantica senza precedenti ha potuto il miracolo? Rowan Williams, un gusto inguaribile per il controverso, ha trovato il coraggio di dire al Regno - dove le uniche chiese frequentate sono le tante convertite in night clubs - che l'introduzione della sharia - la legge islamica - nella legislazione britannica è "unavoidable" e "desirabe": inevitabile e desiderabile. Avete capito bene: il primo esponente della Chiesa Anglicana si augura che la sharia diventi legge del Regno. Crazy, eh? Un-fuckin-believably crazy! Ma siccome Rowan Williams ha quelle due lettere prima del nome, "Dr." - conseguenza di un DPhil from Oxford - che da qualche settimana precedono anche il nome di Nullo - conseguenza di un PhD from Edinburgh - concederemo lui il benefico dell'argomento - merce di scambio necessaria e sufficiente negli angusti luoghi del pensiero, così meno confortevoli dei corridoi di Westminister da dar luogo, spesso, a curiose trovate.

Perche' l'Archbishop sarebbe disposto ad aprire le porte del Regno alle mostruosita' spesso associate, a ragione, con la sharia? Integrare elementi della sharia aiuterebbe, secondo Dr. Williams, la coesione sociale del paese. Insomma l'idea sembrerebbe essere che l'integrazione della comunita' musulmana britannica debba passare, necessariamente, per alcune importanti concessioni. Vediamo di capire a che tipo di casi si riferisce l'Archbishop. Prendiamo per esempio il matrimonio: e' pratica comune, all'interno delle comunita' musulmane, farsi sposare da autorita' islamiche - una specie di sharia council - che non sono riconosciute dalla legge del Regno. Il ragionamento di Rowan Williams e' quindi che non riconoscendo queste istituzioni lo stato non si mette nella condizione di garantire i suoi cittadini che scelgono di servirsi di tali istituzioni, cosi' che, semplificando, una moglie musulmana non puo' essere garantita come una moglie il cui matrimonio e' riconosciuto dalla legge. Insomma quella posta da Rowan Williams sembrerebbe essere una questione di eguaglianza: bisogna integrare la sharia nel sistema perche' altrimenti il sistema stesso non sara' mai in grado di garantire uguaglianza di diritti all'intera cittadinanza.

Due questioni: prima di tutto si potrebbe obiettare che il sistema garantisce l'uguglianza, perche' a ciascuno e' data l'opportunita' di avere i propri diritti di moglie o marito riconosciuti e protetti dallo stato, basta che ci si sposi secondo le regole dello stato stesso. Ma se di conseguenza si chidesse ad una coppia musulmana di sposarsi secondo un rito civile che non appartiene alla propria cultura, lo stato potrebbe essere accusato di discriminazione. Le alternative sembrano essere quindi due: un sistema doppio, nel quale al rito religioso viene affiancato anche quello civile - ma il problema e' che cosi' molti sceglierebbero comunque di sposarsi solo secondo il rito religioso - perche' penetrare all'interno di certe comunita' e' molto difficile. Oppure, appunto, riconoscere l'autorita' di queste istituzioni islamiche che operano secondo le leggi della sharia - alla maniera in cui, per capirci, lo stato italiano riconosce l'autorita' della Chiesa in materia matrimoniale. Ed ecco quindi che torniamo, a breve giro di posta, alla questione principale: riconoscere la sharia come legge del regno.

I problemi sono, sostanzialmente, due: il primo e' la totale inconsistenza di una scelta del genere con la politica di contenimento del fondamentalismo islamico condotta fin qui dal New Labour: riconoscere la sharia sarebbe una vittoria per coloro che fin qui il New Labour ha considerato, a ragione, i propri nemici. Ma c'e' un problema ben piu' grave, e cioe' il tipo di pratiche e di cultura che, riconoscendo la sharia, il Regno avvallerebbe. Basta sentire il segretario di uno di questi sharia councils intervistato ieri dalla bbc: sulla questione della poligamia, invece di negare, ha avuto il coraggio di dire che un paese in cui il numero delle donne supera quello degli uomini dovrebbe prenderla seriamente in considerazione! Insomma siamo ancora ad una concezione del matrimonio secondo la quale l'uomo protegge la donna; e se c'e' piu' di una donna da proteggere, bring them on! Un'invidiabile principio di carita', 'sti musulmani: sorry, noi preferiamo l'eguaglianza.

Il problema della proposta di Williams e' che, con l'intenzione presunta di offire alle mogli musulmane gli stessi diritti di tutte le altre mogli, si finisce per legalizzare la loro sottomissione. Lasciatemi pero' spendere due parole sulla strategia dell'Archbishop: in maniera fin troppo simile al Papa, Dr. Williams si inserisce nel dibattito sull'Islam semplicemente perche' quella e', oggi, la frontiera della discussione sulla laicita'. Insomma cio' che veramente interessa a Williams e' mettere in discussione la concezione stessa dello stato laico, e se per far cio' c'e' bisogno di difendere l'Islam, Dr. Williams non vede l'ora di sporcarsi le mani. Ed e' cosi' che oggi, dopo anni, Dr. Nullo si e' incredibilmente trovato d'accordo con un editoriale del Guardian.
 
da Nullo.it

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ogni volta che si indulge alla personalità, e non a quella fondamentale conquista di civiltà che è la territorialità del diritto, sono cavoletti acidi ...

Direi che anche certe nostalgie sulle fonti del diritto medesimo rischino di condurre per vie perigliose:-)

Qualunque interpretazione manichea di un testo sacro porta ad abomini, ed è pertanto da condannare.
La gente dovrebbe imparare a ragionare, soprattutto prima di dire certe bestialità.

mai alle leggi religiose da applicare alle questioni umane.
STATO LAICO, SEMPRE!!!

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