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Soldi reali per legislature virtuali

Due giorni fa tutti i giornali hanno ampiamente discusso del potere d’acquisto dei salari percepiti dai burocrati del commissariato straordinario per la gestione dei rifiuti in Campania. Il vice di Bassolino pare intascasse un milioncino di euro abbondante per fare quello che sappiamo tutti, cioè un’emerita fava.

Con lui, almeno altri due ricevevano compensi tra i 7 e gli 800 mila euro per fare lo stesso, cioè la fava di cui sopra.

Logica vuole che, trattandosi di dirigenti di una struttura costituita per risolvere un’emergenza, più a lungo durava l’emergenza più garanzie c’erano di continuare a godere dei modesti compensi citati.

Scandalo, schifo e indignazione è la triade delle reazioni protocollari di un Paese che usa la combinazione di quei tre stati d’animo non per convinzione, ma per fare bella figura davanti al cadavere della propria coscienza.

Ora, se un milione vi sembra tanto, o almeno abbastanza per mettere il vestitino nero da funerale etico, chissà quale abito si tirerà fuori di fronte al furto di Euro 300 milioni (in lettere, trecentomilioni) preparato nel 2006 e che verrà consumato a partire dal prossimo mese di maggio. In un sussulto incontrollato, ne dà notizia perfino il Corrierino dei piccoli. L’operazione di rapina ai danni della cassa comune, non serve nemmeno specificarlo, ha trovato l’entusiastico consenso di tutti i partiti come si conviene quando si parla di riforme di cui il Paese ha tanto bisogno.

In dettaglio, grazie alla sostituzione di due paroline con altre tre, che servivano a specificare meglio il concetto, i partiti italiani si son riconosciuti il diritto di percepire rimborsi reali anche a fronte di legislature virtuali.

Infatti, la Legge 157 del 1999 (articolo 1, comma 6) sosteneva arbitrariamente che:

”In caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi [elettorali, n.d.M.] è interrotto”.

E’ ovvio che si trattasse di una norma restrittiva e limitativa della libertà di pensiero di deputati e senatori. Infatti, eventuali crisi di coscienza personali avrebbero dovuto fare i conti con i possibili danni patrimoniali eventualmente causati ai partiti. Per garantirsi maggiore autonomia, quindi, i parlamentari hanno pensato bene di riformare quella legge con la Legge numero 51 del 2006 la quale, all’articolo 39-quaterdecies (comma 2, lettera a) stabilisce che, in riferimento al punto citato precedentemente della legge “vecchia e liberticida”, stabilisce che: “le parole: «è interrotto» sono sostituite dalle seguenti: «è comunque effettuato»”.

Et voilà! Il rischio per la democrazia è sventato. Grazie alla tre paroline magiche, i partiti potranno cumulare i rimborsi dovuti per i prossimi cinque anni della nuova legislatura con quelli dei tre anni mancanti alla fine naturale della legislatura testé conclusa.

In tutto, riceveranno rimborsi per l’equivalente di otto anni avendone “lavorati” sempre e comunque cinque.

A questo punto uno si immagina che i politicanti si ravvedano e dicano che non li incasseranno perché l’antipolitica, la sfiducia, dobbiamo ricostruire il rapporto eccetera eccetera. Invece, ecco qua i commenti più significativi:

Franco Pontone (AN):

«Noi con le elezioni sosterremo nuove spese. È un costo in più per il Paese, certo, ma se gli elettori avranno la fortuna di farsi rappresentare da parlamentari onesti e leali, non c’è motivo di lamentarsi»

Capito? Loro avranno nuove spese e devono rientrare in un modo o nell’altro, però se avremo culo, non potremo lamentarci. Ma il migliore è il tesoriere del PD, Mauro Agostini:

«Non conosco pienamente la legge, noi siamo l’ultimo partito nato, siamo i meno adatti a commentare».

Passi che non conosca questa legge, che per un tesoriere di partito è una lacuna di una qualche rilevanza, ma che pretenda di farci intendere che loro non c’erano nel 2006 dimostra il disprezzo assoluto con il quale questa banda di delinquenti ricambia l’atto di sottomissione collettiva che gli abbiamo tributato. In più aggiungendovi l’arrogante ineleganza di chi, sapendo di trovarsi dove sta grazie alla collaborazione di un popolo di idioti, ci tiene a dirglielo apertamente in faccia.

(Nella foto, quelli che noi crediamo baluba)

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ritratto di Mthrandir
 

"Scandalo, schifo e indignazione" in questo caso la utilizzo io per stigmatizzare il mio stato d'animo.
Ribadisco che alle urne la mia preferenza andrà a NESSUNO DEI SUDDETTI!

Potrebbe essere un'idea non andare a votare.
Ma come la mettiamo con un foltissimo gruppo di elettori di sinistra che vanno a votare pure se presentano loro un asino? (con tutto il rispetto per gli asini).
Preferite che provi a governarci un bambinone un po' invecchiato che confonde Fonzie con Kennedy e che quando era direttore dell'Unità regalava le figurine per aumentare le vendite?
Ribadisco che io vivo a Roma e questo mi basta per rabbrividire al solo pensiero che Obama de' noantri governi anche quelli che a Roma non ci vivono.
Apprezzo i vostri tormenti elettorali (perchè sono segno di autonomia di pensiero e forte maturità) ma io andrò a votare.

Sono solidale con te, Titti.
Pur non avendo mai avuto direttamente a che fare con Uolter, mi è bastato vederlo e sentirlo per decidere che, no grazie, non fa per me.

Attenzione però: io non ho detto di non andare a votare. Io intendevo andare a votare ed ANNULLARE la scheda in modo che rimanga testimonianza di un dissenso.

Grazie per la solidarietà, ma annullare la scheda produce lo stesso risultato che non andare a votare; cioè far vincere Walter l'Africano.
Ed io mi impegnerò affinchè questo non avvenga!

Eh però per quanto mi riguarda, la destra si è già compromessa per due motivi:
1) almeno a sinistra hanno fatto la mossa di cambiare il candidato premier
2) hanno proposto l'annessione dell'Udeur: che vada poi a buon fine o meno non mi interessa; il solo fatto di aver ventilato l'ipotesi di coalizzarsi col partito del ministro che ha realizzato la peggior legge dell'era moderna (l'Indulto), e ovviamente solo per avere qualche voto in più (come spudoratamente dichiarato da Bondi e Cicchitto), ha determinato la loro morte politica nei miei confronti.

Nel caso improbabile che AN si dissociasse ed uscisse dalla coalizione potrei votare per questi ultimi.

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