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Dategli tempo

Segnatevi questi due nomi: François Fillon e Valérie Pécresse. Lui, 53 anni da poco compiuti, già ministro durante i governi Balladour, Juppé (I e II) e Raffarin (I, II e III), sarà con molta probabilità il primo ministro di Sarkozy; lei, 40 anni tra due mesi, portavoce dell’UMP, è la punta di diamante del nutrito gruppo di “sarkozettes” che entreranno a far parte della prossima squadra di governo. Entrambi hanno un blog. Loro sono la dimostrazione che Nicolas Sarkozy non è una meteora caduta per caso su Parigi, ma il frutto della rivoluzione che ha investito l’UMP a cavallo del nuovo secolo. Frutto e artefice, al tempo stesso, di un rinnovamento il cui nobile risultato - ultimo ma non finale - è stata la riconciliazione dei francesi con la politica. La nuova classe dirigente dell’UMP è frutto del merito, del coraggio di rimettere in discussione anche il passato dal quale è venuta; frutto di idee e non delle ideologie (pragmatismo si dice); della “rupture” che, dategli del tempo, così “tranquille” non sarà. Forse ha ragione Andrea Gilli su Epistemes, un uomo da solo non può rivoluzionare l’intera politica di un paese. Ma Sarkozy non è un uomo solo, ha dalla sua parte un’intera “squadra” di donne e uomini come lui. Sarkozy ha dalla sua parte un paese a cui ha parlato chiaro sin dall’inizio della campagna elettorale. Sarkozy ha dalla sua parte la jeunesse francese desiderosa di riprendersi il proprio futuro. Non è poco. Potrà fallire, ma non la tradirà.

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ritratto di Star Sailor