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Filtro famiglia con telecomando

Per chi, come me, vive una situazione di insanabile conflittualità con il preservativo, ma non vuole passare per troglodita egoista scaricando sulla donna schiava l’onere di provvedere alla contraccezione, la scienza lavora indefessamente alla ricerca di soluzioni alternative.

Una delle più brillanti è il contraccettivo col telecomando che arriva dall’Australia. Qualche dettaglio in più sul funzionamento lo trovate qua, ma se non c’avete voglia di fare il clic vi rivelo in anteprima che si tratta di impiantare una valvoletta di silicone nel vaso deferente e di fissarla sulla posizione “chiuso”.

La valvola è ovviamente radiocomandata dal momento che l’installazione della una manopola esterna con le due posizioni “Chiuso” e “Aperto” prevista in un primo momento aveva provocato più di qualche fastidio ai collaudatori.

Il sistema, che dicono si possa assimilare ad una vasectomia reversibile, funziona come la televisione, ma in qualche zona d’Italia non prende bene Raitre. In compenso, l’audio è stratosferico e picchia sui bassi che è un piacere.

E’ ovvio che la versione commerciale del gadget sarà resa compatibile con il vibratore WiFi e potrà essere messo in rete con tutte le apparecchiature elettroniche di casa. Questo significa che, fatti gli opportuni collegamenti, si potrà vedere sul plasma a 42 pollici la valvoletta che si apre e si chiude con sottofondo musicale del vostro brano preferito scaricato illegalmente dalla rete. Chi ha la web cam, la potrà usare in combinazione con il contraccettivo per avere una visione “dall’interno” dell’intero atto sessuale e magari registrare su disco fisso il video il cui formato è già pronto per essere caricato su Youtube.

Mi sembra chiaro che il potenziale di questa invenzione è ancora tutto da scoprire, anche perché non si sa ancora come verrà gestito il protocollo di comunicazione col telefonino. Ci stanno lavorando, ma siamo ancora fermi alla necessità di dotarsi di un cavo apposito che, nel momento topico, rischia di essere di intralcio.

Ma non sono solo rose e fiori perché c’è già chi paventa grandi problemi di gestione. Ad esempio, l’Associazione Inquilini ha fatto sapere che è necessaria una legge che regoli l’assegnazione delle frequenze ad ogni singolo utilizzatore per evitare che gli amanti dello zapping possano aprire e chiudere le valvolette del ragionier De Castro del quinto piano che è invasato dal desiderio di paternità e sta tentando di avere il settimo figlio.

Il garante della Privacy, dal canto suo, avendo letto che il produttore raccomanda di consegnare in custodia il telecomando al medico di fiducia, si è immediatamente posto il problema della tutela della riservatezza anche perché, nel momento in cui fossero consegnati al medico centinaia di telecomandi, il rischio di cambiare canale al paziente sbagliato sarebbe altissimo. Del resto è un problema del quale anche l’Ordine dei Medici ha promesso di occuparsi perché si configurerebbe a carico degli iscritti una fattispecie di responsabilità professionale ad oggi non coperta da adeguata assicurazione.

Ma queste sono solo le prime reazioni. Le più dure arrivano dall’Ufficio Stampa di Mediaset che lamenta un intento persecutorio nei confronti degli interessi dell’Azienda poiché l’introduzione di un nuovo telecomando provocherà certamente una distorsione della concorrenza destinata a compromettere la raccolta pubblicitaria, unica fonte di finanziamento del gruppo. Gentiloni, nelle more della gestione dell’ordinaria amministrazione, dice che se ne occuperà introducendo qualche modifica nel progetto di legge di riforma del settore che si terrà nel cassetto nel caso dovesse rivincere Berlusconi.

Più prudenti le valutazioni della RAI il cui affollatissimo Consiglio di Amministrazione fa sapere che si dovrà aumentare il canone in ragione della disponibilità di questa nuova tecnologia.

Ma i più allarmati sono i maschietti, specie quelli – e sono la stragrande maggioranza dei cittadini – che sono coinvolti in menage multipli. Fino a ieri portarsi appresso una discreta bustina con il cappuccetto elastico garantiva la discrezione necessaria allo scopo. Da domani uscire di casa col telecomando in mano implicherà il bisogno di fornire spiegazioni complicate alla consorte la quale, all’ennesimo bisogno di cambiare le pile, qualche domanda se la farà.

Chi gongola è il noto gruppo produttore di accessori che ha già annunciato il suo telecomando universale in lattice. Indistruttibile, si illumina al buio e, se cade, ti rimbalza direttamente tra le chiappe grazie al sensore direzionale per il parcheggio perché, come nota l’Ufficio Marketing, diventeremo tutti bisessuali e quindi è meglio cominciare a farci l’abitudine.

(Nella foto, telecomandi efficaci)

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ritratto di Mthrandir
 

senza dimenticare che azionare prima il telecomando ha la stessa intensità erotico-sessuale di uno/una che che chiede, prima: "che posizione preferisci?" o, dopo, "che voto mi dai?" (:O)
pezzo di notevole bravura, grande satira; complimenti!

Bisognerebbe capire se ci mettono il tasto rosso per spegnere la controparte. E' un'idea. Grazie per la complimentosità:-)

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